Alcuni aspetti del karma e del dolore umano I

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        “Il dolore è un fenomeno accompagnatorio dell’evoluzione. Per la conoscenza non se può fare a meno. In avvenire l’uomo dovrà dirsi: “Sono riconoscente per il bene che il mondo mi dà, ma se fossi posto di fronte alla scelta di conservare le mie gioie o i miei dolori, io vorrò conservare i dolori; non posso farne a meno per la conoscenza”. Dopo un certo tempo ogni dolore mostra che non se poteva fare a meno, perché dobbiamo vederlo come qualcosa di esistente nell’evoluzione. Non vi è evoluzione senza dolore, come non vi è un triangolo senza angoli. Quando sarà raggiunta l’armonia del Cristo, noi riconosceremo che per quell’armonia tutti i precedenti dolori erano necessarie precondizioni. Affinché possa esistere l’armonia del Cristo deve esservi dolore; è un fattore assoluto nell’evoluzione”.

Rudolf Steiner ( Gerarchie Spirituali, O.O. 110 – Annotazioni prese da risposte a domande, Düsseldorf, 21 aprile 1909, pag. 170).

       Qualche tempo fa è apparso sulla pagina di facebook un estratto di conferenza dell’antroposofa Marzia Nenzi dal titolo: “La conoscenza del Sé superiore”, tratto da una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Vienna, l’8 febbraio 1912, dal titolo: “Stato d’animo fondamentale verso il karma umano”, cui è stata inserita nel libro edito dalla casa Editrice Antroposofica di Milano e pubblicato nel 2010, col titolo “Il Cristianesimo esoterico e la guida dell’umanità O.O. 130”. Ho riletto di nuovo con piacere questa interessante conferenza dopo circa sette anni, prendendo coscienza di alcuni aspetti che non avevo ancora colto come di solito avviene quando rileggiamo i contenuti della Scienza antroposofica, cui Rudolf Steiner a volte, in qualche conferenza ammoniva di non dire mai: “Questo lo avevo già letto”! in quanto l’Antroposofia non è una mera filosofia scaturita dal pensiero di un uomo per quanto egli possa essere evoluto, ma è un “Essere” sensibile che può dirci qualcosa di nuovo tutte le volte che i nostri occhi si posano con amore sugli scritti antroposofici, i quali, sono pensieri cosmici divini. Questa conferenza ha per centro l’Antroposofia, la quale se accolta nella sua vera natura di “amore cosmico” Rudolf Steiner dice che può essere per noi come un “elisir di vita” che ci rinnova e sostiene con le sue forze ristoratrici spirituali divine nel corpo e nell’anima, quando in alcune situazioni difficili, la nostra vita diventa insopportabile per il destino avverso che ci viene incontro tramite prove, sofferenze e dolore, e nello stesso tempo ci eleva verso quelle altezze spirituali dello spirito dove è possibile incontrare l’artefice del nostro destino, ossia il nostro “Saggio superiore” ovvero il Sé o Io superiore1. In questa conferenza ho cercato a mia volta di riflettere e di estrapolare evidenziando più l’aspetto del dolore e del karma umano, cui Rudolf Steiner cerca di dare una risposta che oltre a spiegare l’origine del dolore, tende ad affrancarci dal suo peso karmico, rispondendo a questa problematica della natura umana quale si presenta nella vita di ogni essere umano come “mistero del dolore” e nello stesso tempo, ponendo le domande: Perché soffriamo? Perché intorno a noi esiste il male, se questo è il mondo cui gli Dei lo fecero bello e buono? Cosa sono per noi le gioie e i piaceri che a volte ci sollevano dal peso del dolore?

A queste domande naturalmente Egli risponde spiegando che la causa della nostra sofferenza attuale (cui solo la sua visione chiaroveggente di grande iniziato può svelare l’arcano), non è altro che un effetto di azioni negative commesse a causa dell’imperfezione del “saggio inferiore”, ossia il nostro sé inferiore o io terreno2. Pertanto la conseguenza del nostro destino doloroso attuale, può risalire a una vita o addirittura a tre vite anteriori passate, in cui il nostro atteggiamento nei riguardi di altri uomini e persino nei riguardi dei tre regni naturali a noi inferiori, fu alquanto insensato e poco saggio, commettendo delle azioni deplorevoli (a causa del nostro atteggiamento egoista) che causarono nella nostra anima un oscuramento e nello stesso tempo, un abbassamento e imperfezione morale del nostro limitato “saggio” o io inferiore. Queste azioni vennero come dire registrate nella memoria universale (Akasha)3 e nella memoria profonda del nostro Saggio superiore come “causa karmica” di un’imperfezione animica e quindi, di un debito morale nei confronti dei quattro regni naturali che potrà essere compensato e pareggiato dall’io terreno, solo nella/e prossima/e incarnazioni terrene cui nella Scienza dello Spirito o antroposofia, conosciamo come “legge karmica e della reincarnazione”4. Il karma dunque è quella legge universale che non possiamo eludere, né beffare, in quanto legge spirituale diretta dagli Dei che tende a riportare all’origine ciò che è stato disequilibrato, e che di conseguenza determina una relazione con un altro principio o “regola Celeste” che chiamiamo “principio di equilibrio”. Possiamo sintetizzare dicendo che quando l’uomo compie una cattiva azione, egli mette in movimento delle leggi universali che tendono a riportare nel giusto equilibrio ciò che nell’anima e quindi nell’io inferiore (che è in relazione con queste leggi), è stato disarmonizzato da un’azione negativa o imperfetta in una vita passata, e che può essere risanato o riequilibrato da un’altra azione nella successiva vita, il cui compito però è assegnato al nostro Saggio superiore che stabilirà il momento e il luogo in cui il nostro debito o il nostro destino che potrà essere più o meno doloroso, dovrà compiersi.

Rudolf Steiner all’inizio di quando ancora era Segretario Generale della sezione tedesca, provò a spiegare questa legge karmica ai soci della Società Teosofica tenendo ad Amburgo 11 conferenze, cui si rese conto che l’umanità di allora non era ancora matura per comprendere questa legge spirituale. Egli attese ancora per ben tre settenni fino a che agli inizi del febbraio 1924, poté riprendere l’insegnamento sulla legge del Karma e della reincarnazione a un pubblico antroposofico più vasto, spiegando attraverso ben 82 conferenze raccolte poi dopo in sei libri editi dalla casa Editrice Antroposofica di Milano, fino all’ultimo discorso tenuto per i soci il 28 settembre del 1924. Dopodiché Egli tacque! Non parlò più in pubblico, a causa dell’incendio doloso avvenuto il 31 dicembre del 1922 del primo Goetheanum in legno che aveva leso anche il suo corpo eterico al quale era legato karmicamente come creatore, fino a che pochi mesi dopo, lasciò il piano fisico il giorno 30 marzo 1925. La sua prematura dipartita nel mondo spirituale lasciò liberi i demoni che aveva dominato con la sua forza morale cristica che al contrario, invece, negli antroposofi che non avendo curato abbastanza questa qualità morale (come consigliato nel libro l’Iniziazione), si scagliarono su di loro riuscendo ben presto a portare «zizzania e scompiglio» determinando scissioni e scontri tra gli stessi soci della Società Antroposofica di Dornach. Ma l’atteggiamento più gravoso e riprovevole di quel momento appena dopo la dipartita di Rudolf Steiner dal piano fisico, fu lo scagliarsi l’uno contro l’altro degli stessi cinque membri e discepoli più vicini a Rudolf Steiner, con la conseguenza di scissioni gravi e dannose per la divulgazione e l’espansione dell’Antroposofia, indebolendo l’unità comunitaria sociale con la nascita di più correnti spirituali nell’ambito della stessa Società Antroposofica. Ancora oggi purtroppo tra gli antroposofi manca quella forza morale summenzionata che, non permette loro di rispettarsi reciprocamente camminando insieme come fratelli e sorelle spirituali per il bene dell’Antroposofia e dell’umanità, e il più delle volte, si può assistere ahimè in modo particolare tra le pagine di Facebook, la manifestazione di egoismo e di arroganza intellettuale quale espressione del «Doppio arimanico»5 (doppelgänger) cui non è dominato dal buon lavoro spirituale che in primis va fatto su noi stessi.

Esiste certamente un karma6 negativo tra gli antroposofi, dovuto alla loro appartenenza nelle vite precedenti a scuole di pensiero provenienti da diverse correnti esoteriche spirituali cui, entrarono in conflitto tra loro lasciando indietro un cattivo karma che adesso va compensato e assolutamente superato. Occorre sforzarsi di superare questo brutto karma nell’ambito di questa vita terrena, in modo che nella prossima incarnazione l’Antroposofia e in modo particolare gli antroposofi, dovranno affrontare insieme come comunità micaelita, il male nel suo quarto aspetto più nefasto in riferimento al numero della «bestia apocalittica» ossia: il rafforzamento del male nell’anno 2664 per via del presentarsi per la quarta volta il numero apocalittico 6667 che moltiplicato per 4 ci dà l’anno appunto in cui le forze del male si scaglieranno con forza maggiore, questa volta, contro l’io umano attraverso l’anima cosciente8 che potrà soccombere, se non si sarà evoluta e rafforzata moralmente tramite l’Impulso-Cristo. Tutto questo può essere superato, se, insieme ci compenetreremo nel modo giusto dell’Impulso-Cristo scaturito dall’evento del Golgotha e, dall’essere fedeli all’impulso di Michele – Cristo che nel nostro tempo c’ispira a sviluppare la “logica del cuore” (Michele non ispira più i pensieri del capo ma quelli del cuore) alfine di spiritualizzare poi i “pensieri del capo” in modo che Egli possa di nuovo amministrare l’Intelligenza cosmica affidatagli dagli Dei superiori, ma compenetrata ora, dalla coscienza umana cristianizzata. Nel primo libro intitolato “Le manifestazioni del karma” alla fine della prima conferenza, Rudolf Steiner contrariamente alla definizione che ne da la Scienza ufficiale, riassume la legge karmica così:

«Troviamo così la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote di nuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso. Troviamo ovunque nel mondo questa conformità karmica a determinate leggi, considerando il mondo come spirituale. Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, sui campi più diversi, che le varie correnti karmiche: karma personale, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano ad incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano proprio le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910, pag.32)».

Come si può leggere da queste poche righe, il tema sulla legge karmica è alquanto complesso e possiamo prendere coscienza quanto complicato siano i suoi nessi che sono in relazione non solo tra noi stessi uomini, ma vengono a incrociarsi con le forze del cosmo in cui viviamo e quindi, con gli stessi Dei del mondo spirituale superiore. Da ciò si può dedurre quanto facilmente possiamo incorrere a volte, nell’errore di lasciarci andare a dei facili giudizi superficiali karmici per ciò che ci accade o accade agli altri, sapendo che non esiste solo il karma personale soggettivo ma che la nostra anima interagisce con altre correnti o leggi karmiche del cosmo, della Terra, dell’umanità, del popolo e della famiglia cui apparteniamo. Questo vuol dire che i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre azioni negative, incidono karmicamente non solo come karma soggettivo su noi stessi, ma creano una causa karmica anche in tutti quegli ambiti cosmici e sociali sopra enunciati, facendo sì che diventiamo corresponsabili dei disastri, delle azioni malvagie e degli scontri sociali che accadono ogni giorno attorno a noi e di cui, possiamo prendere coscienza in modo particolare attraverso il piccolo schermo domestico della Tv di casa!

Nell’uomo normale attuale questa legge karmica agisce in modo incosciente quale impulso ispirato dal nostro Io superiore che dall’alto del mondo spirituale, ci guida verso quel destino doloroso che inesorabilmente incontriamo nel corso della nostra vita in un dato momento, in un certo luogo, laddove qualcuno o qualcosa, ci verrà incontro per riscuotere il debito karmico cui siamo debitori. Il mondo occidentale essendo per la maggior parte di concezione cattolica-cristiana, può non accogliere questa visione karmica rivelata dall’Antroposofia tramite la scienza dello spirito moderna, e può creare timore accompagnato da un contrasto interiore, in quelle anime con una mentalità ristretta o pregiudizievole che poco si adatta ai “tempi nuovi” in cui lo “spirito del tempo”9, vuol farsi strada nei cuori umani per risvegliare l’anima all’autocoscienza della sua originaria vita divina. Esse pertanto, possono chiudersi alla nuova rivelazione spirituale moderna con la conseguenza di restare indietro nell’evoluzione dello sviluppo dell’anima cosciente, rifugiandosi in quei dogmi antichi, ormai desueti di quando il decreto papale della Chiesa cattolica bollò di “eresia” la tricotomia di S. Paolo e l’insegnamento della reincarnazione (metempsicosi)10 durante i primi secoli del cristianesimo nascente e sostenuto invece, da Origene (184-253 d.C.), uno dei più grandi filosofi e teologi cristiani, vissuto nel terzo secolo d.C. che concepiva la reincarnazione come “Ensomatosi”, cioè diversamente da quella orientalista chiamata “metempsicosi” o, come più tardi venne grecizzata da alcuni filosofi greci come “metensomatosi”. I concetti su questa legge antica un po’ complessa, sfumano in significati alquanto diversi a secondo della corrente filosofica di appartenenza e soltanto oggi dopo la fine del periodo antico del kali yuga11 (1899) che, col rischiararsi della luce del nuovo Yuga (Dvapara Yuga) è stato possibile a Rudolf Steiner12 (1861-1925), uno dei più elevati iniziati chiaroveggenti cristiani e fondatore dell’Antroposofia, spiegare in modo appropriato secondo le facoltà intellettuali del pensiero moderno, il significato della “legge della reincarnazione e del karma” quale rivelazione del nuovo successore del Buddha Gotama, ossia il bodhisattva Maitreya13 (Paracleto) che dovrà salire in un prossimo futuro (verso la metà del sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia) 14 alla dignità di nuovo Buddha umano.  (1. continua)

Collegno 27 agosto 2018                                                     Antonio Coscia

Sopra: Michelangelo, la Pietà – Basilica di S. Pietro in Vaticano

Note Integrative

1    Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti e porta inoltre in sé, un concentrato imperfetto animico nei suoi arti corporei, di tutto quello che non ha perfezionato dovuto agli errori e imperfezioni morali come conseguenze dei pensieri, dei sentimenti e delle azioni malvagie commesse ai danni degli altri, ossia ciò che la Scienza antroposofica chiama «karma».  Il karma dunque è l’estratto delle azioni compiute dall’uomo nelle sue vite passate le quali sono indice di evoluzione e di condanna per quelle azioni scriteriate o sagge che compimmo nelle/a vita passate/a, le quali esigono il compenso o pareggio verso tutto ciò che abbiamo danneggiato sia nell’ambito naturale che in quello umano. Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama: «Il vero Io o Scintilla divina». Rudolf Steiner menziona pochissimo questa parte costitutiva umana. Egli ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione»,* dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io così:

«L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze [che l’uomo fa] del pensare, del sentire e del volere. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».

* Sulla via dell’Iniziazione (la soglia del mondo spirituale) – O.O. 12 – Ed. Antroposofica Milano.

2     Rudolf Steiner dice che nell’Epoca Lemurica mentre gli Spiriti della Forma (Elohim o Potestà), donavano all’uomo una loro parte di fuoco spirituale, ossia per meglio dire, una loro parte articolata inferiore che al principio dell’evoluzione terrestre era l’Io (poi essi avevano un secondo corpo quale Sé spirituale, un terzo lo Spirito Vitale, un quarto l’uomo Spirito, poi un quinto, un sesto e un infine un settimo arto costitutivo cosmico) il corpo astrale dell’uomo venne di conseguenza trasformandosi nell’uomo biblico che conosciamo col nome di Adamo. Contemporaneamente a questo loro gocciolamento dell’Io nel corpo astrale umano, s’insediarono degli Spiriti della Forma rimasti indietro durante l’antica evoluzione lunare (vedi la nota 15 dell’articolo II), i quali non potendo donare all’uomo il loro Io, perché non riuscirono a completare la loro perfezione nell’antico eone lunare, fecero gocciolare il loro corpo astrale non del tutto purificato nel corpo astrale dell’uomo. Cosicché il corpo astrale che era stato donato all’uomo dagli Spiriti del Movimento (Dynameis o Virtù) sull’antico stato evolutivo lunare (l’incarnazione passata della nostra Terra), si suddivise in una parte più alta dove gli Elohim o Spiriti della Forma fecero fluire l’Io superiore umano, e in una parte di astrale più basso, dove questi Spiriti della Forma ritardatari fecero fluire delle forze basse predisponendo così l’io inferiore all’indipendenza e all’egoismo, quale ancora oggi non vuole staccarsi dagli istinti, dalle brame e dalle passioni … ( Riv. Antroposofia, anno ottobre-dicembre 1986, pag. 156).

3      La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo pensato, sentito e voluto, nel mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale e per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva, e che comunque nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quella Immaginativa o quella Ispirativa. Il secondo aspetto è quello reale spirituale in cui è registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega: “Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [ gli iniziati veggenti ], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce “ –  conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112.

     La Scienza antroposofica spiega che la vera memoria akashica, è situata oltre il mondo devachanico, ossia oltre il mondo Celeste e della Ragione che va oltre le stelle fisse, ed è conosciuto nell’occidente come “mondo della Provvidenza”; è il mondo dove origina la “vita universale” i cui donatori sono gli Spiriti del Movimento (Dynameis), il cui corpo più basso è il “Principio Vitale o del Budhi” e che è situato prima del “Nirvana” così chiamato dai buddhisti.

4     La «Legge della reincarnazione» spiegata molto bene da Rudolf Steiner secondo la concezione moderna rosacruciana, è quella legge universale a cui sono sottomessi i quattro regni della natura, i quali percorrono una via evolutiva di perfezione o grado di sviluppo della coscienza a un piano superiore. Sia i minerali, sia le piante che gli animali sono sottomessi a questa legge universale, ma in modo particolare l’importanza di questa legge è attribuibile all’uomo, in quanto è portatore di una Individualità spirituale presente sul piano fisico cioè, l’io umano: mentre tutti gli altri regni hanno il loro «Io di specie» su dei piani spirituali superiori, da dove agiscono con le loro forze sulla Terra. Così abbiamo che il centro di forze o l’io di specie del minerale è nel mondo stellare, da dove agisce sulla Terra; l’io-specie delle piante invece, è presente nel mondo Planetario, mentre l’io-specie degli animali è presente nel mondo astrale. Quando un animale muore, è subito sostituito dall’io di gruppo con un altro animale che nasce quasi subito dall’anima di gruppo della stessa specie. Mentre al contrario, ogni io umano, è insostituibile in quanto egli è parte dell’individualità umana singola presente sulla Terra, la quale morendo, muore con essa la possibilità di fare l’esperienza terrestre. La morte di un singolo animale invece, non ha quasi importanza per l’io di gruppo della singola specie animale presente nel mondo astrale, è come se venisse tagliata l’unghia di un dito; l’individualità o Io di specie non ne risente affatto che sostituisce subito con un’altra sua parte animica astrale. La singola individualità umana spirituale invece, occorra che faccia una lunga evoluzione nel mondo spirituale attraverso il passaggio di tutti i pianeti inferiori e superiori del nostro sistema solare, impiegando circa 300-400 anni, prima che possa incarnarsi in un nuovo corpo che deve costruirsi nel mondo spirituale.

5   Il Doppio umano o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico invece, che agisce tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, si assomma a questi esseri dell’ostacolo cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:

«Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

6    Vedi la nota 18. di 2. Note Integrative

7    Vedi la nota 27. di 3. Note Integrative

8    Anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui, l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il «dio nell’uomo». Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive:

   «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, cosi come per [mezzo dell’anima inferiore], raggiunge una conoscenza del mondo esterno … Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua essenza …  Perciò l’io per potersi percepire, non può farlo quando si abbandona alle rappresentazioni esterne, ma solo quando lo fa attraverso la sua anima cosciente tramite una certa attività interiore». (pag.52-53.)

   Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire, allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa tramite cui possiamo, entrare in rapporto con le entità del mondo astrale e della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai).  Vedi anche la nota 8. di 1.Note Integrative

9      Gli Spiriti del Tempo sono anche chiamati dalla Scienza antroposofica Spiriti della Personalità o Archai, sono degli Spiriti che si occupano dello sviluppo di ogni civiltà nascente. Attualmente lo Spirito del Tempo che dirige la nostra civiltà è l’Arcangelo Michele assurto nel 1989 (in realtà già molto prima dopo l’evento del Golgotha) a Spirito del Tempo, il quale però è anche lo spirito reggitore del nostro periodo di cultura dell’anima cosciente, per la durata di circa 350- 400 anni. (Vedi anche la nota 11 di 2. Note Integrative e la nota 21 di 3. Note Integrative ).

10     La metempsicosi è un concetto orientale antico il quale crede che l’anima dopo la morte possa passare attraverso incarnazioni di animale e perfino vegetale. Ritroviamo questa concezione anche nella Bibbia del vecchio testamento in Daniele, dove egli interpreta il sogno del re Nabucodònosor che avendo offeso Dio, viene cacciato dal consesso umano e fatto passare attraverso la metamorfosi di animale e vegetale fino a quando pentito del suo peccato verso Dio, viene di nuovo reintegrato nel consesso umano regale, con un potere ancora più grande; Daniele 4,ss. Nella Grecia antica si credeva invece nella metensomatosi, ossia la trasmigrazione dell’anima esclusivamente in altri corpi umani, in contrasto poi con la concezione di Origene, teologo e filosofo greco cristiano vissuto nei primi secoli, il quale credeva alla preesistenza dell’anima il cui spirito s’incarnava di volta in volta in un corpo materiale che poteva essere più o meno elevato, a secondo della purificazione ed elevazione spirituale che conquistava in ogni vita attraverso esperienze morali.

11    Vedi la nota 5. di 1. Note Integrative

12   Vedi la nota 1. di 1. Note Integrative

13    Il Maitreya Buddha, è il nuovo Bodhisattva succeduto al Buddha Gautama che secondo alcune indicazioni concordanti sia della corrente orientale buddhista che di quella occidentale rosacrociana, s’incarnerà fra circa 5670 anni dopo il Buddha Gotama, o secondo l’esoterismo cristiano fra circa 2500 o 3000 anni dopo l’evento del Golgotha, cioè da quando il Cristo, il «Logos solare» dimora sulla Terra. Fra tremila anni Egli dovrà scendere sul piano fisico e incarnarsi completamente in un corpo umano preparato per lui, dimodoché possa percorrere quel grado umano chiamato da Rudolf Steiner “Buddha umano”, cui dovrà realizzare la “Dottrina” che ha ispirato alle diverse personalità bodhisattviche umane e realizzare la dignità di nuovo Buddha. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano, dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama e, userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire che nel sesto periodo postatlantico chiamato “Filadelfia”, ossia quello che succederà al nostro che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico della potenza del logos del Bodhisattva. Per meglio dire, la parola “magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado della coscienza morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che possano già da ora sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo.  È quindi della massima importanza che nel nostro periodo, una parte dell’umanità più progredita possa sviluppare in sé attraverso la fede verso un nuovo esoterismo cristiano moderno, un cammino spirituale onde riconoscersi tramite lo sviluppo della coscienza morale, di avere in sé un che di divino, da cui egli è sempre stato ispirato. Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale e che sperano appunto, che possa realizzarsi nell’ambito di tutte le comunità e movimenti spirituali, la formazione di quelle anime cui possono essere idonee ad accogliere la «Parola magica» del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che la Società Antroposofica universale possa prendere coscienza e in modo particolare nei gruppi locali, affinché l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale, in modo da essere utili e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente che deve realizzarsi entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Questo ha come scopo di preparare nello stesso tempo, delle anime più evolute in modo da poter accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, il dono dall’alto del mondo angelico ossia, il principio del Sé spirituale.  (Vedi anche la nota 4. di 1. Note Integrative ).

14   Il sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, si riferisce al prossimo sesto periodo di cultura che seguirà il nostro quinto periodo di civiltà o di cultura, il quale sarà un periodo in cui gli uomini che avranno sviluppato in modo giusto l’anima cosciente, come spiegato nella nota 8 precedente, accoglieranno dall’alto quale dono dello Spirito della nuova Pentecoste, un principio microcosmico del Sé spirituale, come preannuncio del principio superiore macrocosmico che svilupperemo nella prossima incarnazione cosmica Planetaria della Terra (ossia tutti i pianeti del nostro sistema solare) che la Scienza antroposofica chiama “Giove”. Il nome Giove non è riferito al nostro pianeta attuale, ma indica il punto dove la sfera terrestre astrale si espanderà in quel lontano futuro. (Vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative e la nota 25 di 3. Note Integrative).

 

 

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