2.Note Integrative Antroposofiche

Note pubblicate sull’articolo: “La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale”.

 Breve Prefazione

 Affinché gli articoli antroposofici pubblicati in questo Blog possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, cosicché possa essere di aiuto a introdurre il lettore profano, in alcuni chiarimenti terminologici trattati nei diversi tema che man mano sono pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima” che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza antroposofica.

Note Integrative

10.    L’anima Natanica o Adamitica è una parte dell’anima di Adamo cui fu tolta prima che fosse tentato dal «Serpente» ossia, dall’Angelo dell’ostacolo chiamato Lucifero, rappresentato dal simbolo paradisiaco dell’albero del bene e del male. Ossia per capire un po’ meglio questa simbologia occulta abbastanza complessa, diciamo che l’anima umana, cioè Adamo, figlio di Yahve o Yehovah, era un essere casto e puro che viveva nel «Paradiso terrestre» in una sorta di coscienza istintiva simile all’animale, per cui non in grado di discernere il bene dal male. Affinché egli potesse elevarsi allo stesso livello degli Dei creatori, fu permesso di «mangiare la mela» (mela vuol dire “Manas”, Mente, ossia la ragione che fa di un essere un individuo) cioè di accogliere in sé la conoscenza luciferina in modo da distinguersi dagli Dei e imparasse a discernere il bene dal male arrivando a sviluppare l’autocoscienza autonoma e libera. Ma prima che fosse tentato dal «Serpente», in altre parole Lucifero, gli fu tolta una parte della sua purezza animica (una parte del corpo astrale e del corpo eterico) e trattenuta nel mondo spirituale insieme all’albero della vita. Quest’anima è quell’anima che il vangelo di Luca fa risalire attraverso la genealogia di Giuseppe fino a Davide, da questi ad Abramo e fino ad Adamo, e infine a Dio stesso. È quell’anima adamitica o natanica che s’incarnò per la prima volta nel bambino Gesù di Nazareth dove è detto «figlio di Dio», nato per opera dello Spirito Santo, il quale è la stessa anima che festeggiamo a Natale quale bambinello divino. In questa nota non può che essere dato n aspetto poco esauriente, per un migliore approfondimento vedi: «Il Vangelo di Luca O.O. 114, ed. Antroposofica Milano».

11.   L’Arcangelo Michele dopo l’evento del Golgotha si è elevato al rango di Archai, ossia da Spirito di Popolo è diventato Spirito del Tempo, e ha assunto un ruolo diverso da quando prima dell’evento del Golgotha si manifestava come guida del popolo ebraico e quale Spirito notturno di Yahve. Dal 1879 ha assunto il ruolo come guida del cristianesimo esoterico rosicruciano e quale Spirito diurno e «volto del Cristo» nella guida della civiltà attuale.

       Sergej O. Prokofieff uno dei più elevati discepoli di Rudolf Steiner, nel suo libro “Il corso dell’anno come via di iniziazione all’esperienza dell’entità del Cristo”, in merito all’Entità di Michele scrive:

     « Effettivamente Michele si presenta oggi in seno all’umanità come la grande guida verso il sole d’amore. Infatti, Egli è figlio di Sofia legato “ sin dal principio” con la “luce della saggezza celeste” e quale volto del Cristo e dell’amore cosmico porta da oggi agli uomini questo suo amore nella sua forma più elevata e altruistica: “Michele con tutta la serietà del suo essere col suo atteggiamento e la sua azione passa per il mondo con amore”. Chi lo segue coltiva l’amore nel rapporto col mondo esterno. E tale amore deve prima svilupparsi per il mondo esterno se non vuole diventare amore di sé. E se quest’amore è presente quale amore micheliano, di riflesso potrà irraggiare nel proprio “io” l’amore per il prossimo. L’uomo potrà amare senza amare se stesso. E sulla via di un tale amore si può trovare nell’anima umana il Cristo. E sulla base della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico noi possiamo oggi dire: le cose più importanti che il Cristo porta oggi nel mondo sono la “luce, la vita e l’amore”; così che per la Sua nuova apparizione eterica, l’anima natanica porta la luce del Cristo; l’arcangelo Widar, la vita e l’immaginazione del Cristo; Michele, lo Spirito del nostro tempo, l’amore del Cristo»; cap. XII pag. 362-364 (ibidem).

12.   Widar è l’antico spirito guida del Buddha Gautama, il quale dopo l’illuminazione del Buddha si è elevato al rango di Arcangelo, assumendo la missione di Michele (che a sua volta è salito al rango di Archai) come «Protettore» dell’anima natanica, ossia del Cristo Gesù. Egli ha anche assunto la missione, legata alla nuova apparizione del Cristo nell’eterico, ossia nel mondo elementare (astrale) contiguo a quello fisico terrestre. Ciò ha già avuto inizio dal secolo XX e durerà per circa tremila anni, dopodiché l’umanità incontrerà il Cristo nel corpo astrale nel mondo spirituale planetario o Devachan inferiore e più avanti, incontrerà il Cristo nel Suo Io Cosmico nel mondo stellare o Devachan superiore.

13.   Lucifero e Arimane sono due entità dell’ostacolo rimaste indietro nella loro evoluzione umana, di cui: «Lucifero appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro nell’evoluzione umana dell’antica Luna e Arimane, appartenente alla gerarchia degli Arcangeli rimasti indietro nell’evoluzione umana dell’antico Sole».

14.  Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi, nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti e porta inoltre in sé, un concentrato spirituale nei suoi arti corporei e animici, degli errori e imperfezioni morali come conseguenze delle azioni malvagie commesse ai danni degli altri, ossia ciò che la Scienza antroposofica chiama «karma».

15.   Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama: «Il vero Io o Scintilla divina». Rudolf Steiner menziona pochissimo questa parte costitutiva umana. Egli ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove egli alla fine sintetizza il concetto del vero Io così:

«L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere», (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194; Ed. Antroposofica Milano).

16.   Tutto ciò che resta indietro si oscura, si trasforma in una forma diversa che non ha più nulla di umano regredendo verso lo stato bestiale (questo vale per la forma e l’anima inferiore, ma non della sua vera essenza spirituale superiore divina).   Gli spiriti asurici come abbiamo già avuto modo di dire sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui, l’uomo era un minerale costituito dal calore saturneo; mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversarono il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale di coscienza terrestre. Pertanto oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi del più malefico essere del nostro mondo planetario, ossia di «Sorat» l’Entità solare definita da Giovanni l’anticristo e identificandolo col numero d’uomo 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico, non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo e in modo particolare quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri è la «forza morale» e l’impulso del Cristo; poiché occorrerà fare molta attenzione a non lasciarsi sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare all’uomo non potrà mai più essere recuperato, vale a dire quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io non potrà mai più esserci restituita. Questo argomento sarà ulteriormente affrontato nella seconda parte di questo tema sul dolore.

17.   Rudolf Steiner ci annuncia tramite la rivelazione avuta dal bodhisattva Maitreya, la seconda venuta o Parusia del Cristo annunciata anche dai vangeli e dalle lettere di Paolo, dal 1909 in poi. Prima per poche persone e poi dopo per tutta l’umanità, per l’arco di tremila anni sarà possibile incontrarlo nella Sua «Veste eterica» nell’ambito elementare (astrale) terrestre. Il Cristo non ritornerà più in un corpo fisico terrestre, ma è possibile fare la Sua esperienza per coloro che si prepareranno secondo la conoscenza della «Scienza dello spirito o antroposofia», d’incontrarlo sul piano astrale terrestre nel corpo eterico, così come fu per Paolo sulla via di Damasco. Finiti i tremila anni, sarà possibile incontrarlo nel corpo astrale nel mondo planetario o nel Devachan inferiore, e dopo altri tremila anni, l’umanità lo incontrerà nel Suo Io nel mondo stellare o Devachan superiore; cosicché soltanto allora saprà che cos’è il Cristo.

18.    Il Karma o «legge di causa ed effetto», sostituisce dopo l’avvento del Golgotha, la vecchia legge deuteronomica mosaica o del taglione: «Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita etc.», la quale non ammetteva sconti; per cui se qualcuno uccideva una persona ne subiva subito la conseguenza con la pena di morte. Oggi e in modo particolare dal XX secolo in poi, per quelli che accolgono e comprendono il Cristo nel senso della rivelazione dell’Antroposofia, le cose si presentano alquanto diverse, in quanto il Cristo è diventato il «Signore del Karma». Per cui la rigida legge testamentaria yahvetica si è modificata in «legge del perdono e dell’amore» con dedizione verso gli altri, ovverosia per quanto male abbiamo fatto agli altri, tanto bene dobbiamo restituire tramite l’amore e la dedizione verso quelli che abbiamo offeso, e altrettanto occorre, che perdoniamo coloro che ci hanno offeso. Ciò non vuol dire appunto che basti chiedere perdono a Dio e tutto viene azzerato come prima; Dio non può perdonare l’azione negativa commessa, (altro è ciò che il Cristo prende su di sé come peccati degli uomini; è un tema purtroppo che esula dall’essere affrontato in una nota), occorre che compensiamo comunque l’azione malvagia commessa ai danni degli altri, con un’altra azione positiva quale atto d’amore e dedizione. Il karma è veramente un tema molto complesso, poiché riguarda il passato, presente e futuro dell’essere del divenire dell’uomo, per cui è difficile stabilire se l’azione che ci viene incontro nel presente sia un effetto di una causa passata o la causa di un effetto futuro. Rudolf Steiner nel 1910 nel libro «Le manifestazioni del karma O.O. n.120», mise le basi per la conoscenza del significato del karma, enunciando questa legge in modo alquanto diverso da come enunciata dalla scienza ufficiale esteriore laddove a pag. 32, nella prima conferenza di Amburgo egli dice:

       «Cosi oggi abbiamo potuto parlare del concetto di karma, (…). Troviamo cosi la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote di nuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso (…). Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, nei campi più diversi, che le varie correnti karmiche: “Karma personale, karma del popolo, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano a incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910 – ed. Antroposofica Milano)».

 19.     Per Kamaloca s’intende la parte più bassa oscura della sfera astrale lunare che comprende la zona della sfera della Luna, mentre la sfera di Mercurio e di Venere sono le sfere astrali superiori più luminose in cui l’anima si prepara a entrare nel mondo solare. Per sfera dobbiamo pensare come centro la nostra Terra e che la Luna nel compiere un giro completo attorno ad essa, crea uno spazio oscuro tutt’intorno al nostro pianeta; lo spazio scuro va pensato come una sfera astrale spirituale compenetrata da altre sfere superiori astrale – spirituale, dove le anime soggiornano dopo la morte chi più chi meno, tra tormenti e sofferenze animiche dovute ad attaccamenti materiali.

 

 

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