La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale VII

William-Blake-Il-Numero-della-Bestia-è-666

       «Il bene non sarebbe un sì grande bene, se esso non crescesse mediante il superamento del male.  L’ amore non sarebbe così intenso se non divenisse un amore talmente grande da vincere persino la bruttezza nel viso degli uomini cattivi. Questo vien preparato già prima e agli allievi (del manicheismo) viene detto: “ Non dovete credere che il male non abbia la sua giustificazione nel piano della creazione; vi è compreso, affinché attraverso di esso esista una volta il grande bene”».                                 Rudolf Steiner   (O.O. 104, 25.6.1908). 

  7.

 Il numero  della Bestia e le quattro virtù di S. Paolo I

         Ricapitolando brevemente quello che abbiamo detto finora, dovrebbe esserci chiaro che stiamo vivendo una particolare esperienza in questo nostro quinto periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica, ove l’uomo è messo di fronte a una scelta, e cioè: salire verso l’alto nel mondo spirituale come uomo divinizzato, o restare indietro nell’evoluzione terrena con la probabilità di essere afferrato e sedotto dalle forze dell’ostacolo e in modo particolare dalle forze soratiche del male rappresentate dalle Entità asuriche che cercheranno di cancellare i ricordi dall’Io, umano. L’uomo può evitare tutto questo se si lascia ispirare dagli spiriti buoni che cercano attraverso una sempre maggiore divulgazione della conoscenza, di risvegliare la coscienza umana allo sviluppo non solo della vita esteriore materiale ma nello stesso tempo, anche a uno sviluppo morale interiore della vita dell’anima, dando nello stesso tempo all’io umano la possibilità di unirsi non solo al suo Io superiore, ma anche al Vero Io attraverso il corpo di resurrezione del Cristo. Ciò è possibile realizzarlo, se accogliamo e ci compenetriamo sempre più innanzitutto dell’Impulso del Cristo, tramite il quale possiamo risvegliare in noi la coscienza del Cristo, cosicché possa esserci dato quell’aiuto che può accendere in noi quel giusto calore (menzionato nella nota 24) che occorre avere per accogliere e unirci al calore e alla luce spirituale del Suo corpo Glorioso di risurrezione, alfine che il nostro Vero Io possa rivestirsi di questo corpo incorruttibile macrocosmico spirituale per continuare nei futuri eoni o stati di coscienza, l’esperienza divina umana su dei piani più alti di coscienza.

       A questi tre impulsi morali angelici, si contrappongono non solo i tre impulsi negativi delle tre correnti dell’ostacolo, ma anche l’impulso negativo determinato dall’Angelo nel corpo astrale quando esso risulta inascoltato sul piano cosciente di ogni individuo umano, come sopra menzionato. Perciò l’anima umana nel suo divenire di autocoscienza divina sarà sempre più contrastata dalle  entità luciferiche, arimaniche e asuriche, le cui ultime con sempre più maggiore intensità si insinueranno nel corpo fisico (nella parte corporea – eterica) e nell’Io umano obnubilando la coscienza e i ricordi dell’esperienza umana. Le entità asuriche sono entrate nell’evoluzione soltanto da poco tempo, cioè durante il settimo secolo in concomitanza dell’anno 666 d.C. che nell’Apocalisse di Giovanni, come menzionato (vedi nota 16 e 27), corrisponde al numero della bestia soratica, l’anticristo solare, l’avversario del Cristo nella sfera del Sole. Esse hanno iniziato ad aumentare la loro potenza malefica e la loro intromissione nell’evoluzione umana, nel secondo periodo del numero della «Bestia» ossia nell’anno 1332, (cioè 2 volte 666 = 1332) con l’annientamento dei Templari da parte del re di Francia Filippo IV il Bello. Infine, si sono rafforzati maggiormente nel terzo periodo cioè nell’anno 1998,  (3 volte 666 = 1998), causando tre anni dopo  nel 2001,  l’attentato alle Torri Gemelle di New York da parte di fondamentalisti islamici attraverso i quali operano gli spiriti  arimanici e asurici seminando attraverso il male, il terrore della paura e della morte per deflagrazione di uomini votati all’autodistruzione che in stati di alterazione psichica, si annientano facendosi esplodere coinvolgendo nel loro folle gesto uomini, donne e bambini.

      Rudolf Steiner ci comunica che questi spiriti si faranno sempre più forti (in modo particolare nel quarto periodo e cioè, il 4 volte 666 = 2664; l’anno in cui attaccheranno maggiormente l’Io umano) e cercheranno di sedurre e obnubilare l’Io umano, in modo da indebolirlo e di farne un seguace della «Bestia soratica» così da relegarlo alla fine di tutta l’evoluzione cosmica umana, nel loro mondo oscuro dell’abisso infernale, dell’«ottava sfera»26  lontano dalla luce divina del Cristo. Essi dunque si faranno più forti e invadenti nell’anima umana in questo inizio del nuovo yuga, cioè il Dvapara Yuga, e in modo particolare nella nostra quinta epoca di cultura in cui l’uomo è occupato a sviluppare l’anima cosciente che terminerà fra circa 1500 anni, cui faranno di tutto per ostacolare la nascita di quest’anima divina, e ritardare l’inizio del nuovo periodo di cultura dello sviluppo del Sé spirituale. Com’è stato sopra indicato, attraverso lo sviluppo e l’elevazione spirituale di questa parte superiore dell’anima umana che è in stretta relazione col Sé superiore giacché formano un’unità spirituale, possiamo realizzare in noi attraverso l’autocoscienza, l’uomo divino originario prima della «caduta» e unirci consapevolmente alla nostra immagine divina superiore e al nostro Vero Io rappresentato nelle prime pagine della Bibbia dall’albero della vita da cui l’uomo si cibava prima della separazione (Gn 3,22), nell’ultimo terzo   dell’Epoca Lemurica. Inoltre, come sappiamo l’io terreno o la coscienza dell’io inferiore, è soltanto un’immagine riflessa dell’Io superiore che ci accompagna e ci dirige (ispira) in ogni nostra incarnazione terrena e che ci guida in modo incosciente, verso quel karma doloroso che a volte, abbiamo sperato che fossimo  esenti, o che ci fosse tolto, ma che purtroppo abbiamo dovuto invece portare avanti il peso del dolore fino alla fine. Questo non perché il nostro Io superiore sia insensibile alla nostra sofferenza o alla nostra supplica! Ma perché l’uomo essendo sceso in basso fino all’estrema sfera della densità materiale o stato fisico materiale, laddove nessuna gerarchia superiore sia mai scesa, eccetto il Cristo (cui fu possibile scendere fino alla nostra sfera terrestre e rivestirsi di un corpo fisico, per dei motivi particolari che risalgono al momento della separazione del Sole dalla Terra, verso la fine dell’Epoca Iperborea), ha il compito di dominare e trasformare grazie alle forze del Cristo, tutta la materia terrestre fino alla resurrezione di tutti gli esseri di cui è formata inclusi gli esseri luciferici, alla fine dell’eone terrestre.

        Le altre Entità dell’ostacolo verranno redente negli altri due eoni cosmici futuri, di cui: tutti gli esseri arimanici alla fine dell’eone di Giove, e tutti gli esseri asurici alla fine dell’eone di Venere. Rudolf Steiner ci comunica che non tutte le anime saranno redente, in quanto alcune non vorranno assolutamente sapere di accogliere l’Impulso del Cristo, cosicché quando su Venere l’evoluzione umana attraverserà il numero 666 della bestia apocalittica27 (sulla base del numero evolutivo degli stati di coscienza planetari), non ci sarà più speranza per quegli uomini caduti nella sfera del male. L’ottava sfera con tutti i suoi «esseri demoniaci» che non si sono evoluti a un’esistenza superiore, sprofonderanno nell’abisso universale come sostanza di scarto non evolutasi a un’esistenza superiore e quindi induritasi in se stessa, la quale non essendo più in grado di accogliere la vita universale, diventa sedimento per un  nuovo sistema solare. Ma questa scoria negativa dell’ottava sfera, con tutti i suoi abitatori  divenuti preda della magia nera di Sorat (vedi nota 28) non potranno essere come dire, ripristinati dalle forze del Figlio, ma soltanto attraverso le forze del Logos del Padre cosmico che potranno essere adoperati come sedimento per un nuovo sistema solare iniziando da zero; ossia non avranno in sé ricordi della loro esistenza passata. Inoltre, abbiamo  il compito di conquistare attraverso la coscienza dell’io, il discernimento del bene e del male e l’impulso della libertà e dell’amore cosmico umano, offrendo all’Io superiore il frutto della conquista individuale della libertà con la quale potremo evolvere nei successivi stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano, ritornando alla fine nel consesso divino, non più quali semplici uomini dell’istinto, ma come uomini divini autonomi e liberi, i quali potranno creare dal nulla senza l’ausilio della Trinità superiore, giacché in noi è presente un frammento divino del Logos universale.

          Per realizzare tutto questo occorrono delle forze spirituali non indifferenti, dove nel nostro mondo materiale, non esiste altra scelta se non attraverso la sofferenza e il dolore. Il dolore si trasforma in gioia dopo la morte e in nuove forze spirituali che l’io terreno temprato da esse, porta con sé nella prossima incarnazione, per superare nuovi ostacoli e prove divine per conseguire una più elevata coscienza morale. Elevare la coscienza morale vuol dire lavorare per il proprio perfezionamento morale imparando a discernere il bene dal male, poiché soltanto conoscendo il male, possiamo operare il più alto bene. Conoscere il male vuol dire imparare a distinguerlo bene nelle sue diverse sfumature che si presenteranno nell’arco del nostro quinto periodo, mai così fortemente mescolati l’uno nell’altro così che riuscirà difficile distinguerli nella loro pratica attuazione quando il suo agire per certi versi, può essere giusto oppure sbagliato. A ciò può aiutarci l’Antroposofia a insegnarci a distinguere prima di tutto, le tre categorie degli spiriti dell’ostacolo, ossia le Entità luciferiche, arimaniche e asuriche, che operano e interferiscono nella nostra anima influenzando il nostro agire tramite i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre azioni. Sono essi che interferiscono e influenzano i nostri pensieri e giudizi negativi, i nostri sentimenti di odio e d’indivia e le nostre azioni malvagie verso gli altri.    (7. Continua)

Collegno, 13 giugno 2017                                                                  Antonio Coscia         

Agg. e corr.  giugno  2018

 Sopra: William Blake – Il numero della Bestia è 666 (1805-1810)

Note

26      È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera in quanto richiede una preparazione accurata della Scienza dello Spirito o antroposofia. In questa nota possiamo dire che l’evoluzione cosmica umana come menzionato nella nota (2) precedente, si svolge attraverso sette stati o sfere cosmiche di coscienza, di cui qualcosa resta indietro come scoria animica elementare secondo gli stati di forma menzionati nella nota che in questo caso, dobbiamo attribuire allo stato di coscienza dell’antica Luna.  Per cui nell’evoluzione seguente queste scorie agiscono da freno, da contrasto nei riguardi dell’evoluzione normale, come una sfera a sé, dalla quale agiscono delle Entità spirituali anch’esse rimaste indietro negli stati di coscienza planetari antichi e che cercano in tutti i modi di porre fine all’evoluzione terrestre rubando per modo di dire, la materia terrestre quale creazione degli spiriti della Forma o Elohim solari, per fare della loro sfera spettrale, una sfera malefica secondo il loro volere anticonformista verso gli Dei del progresso e dell’evoluzione normale. Nei riguardi dell’ottava sfera, la cosa in sé è molto complicata da spiegare in una nota, per cui  per un maggiore approfondimento si rimanda a una conferenza che Rudolf Steiner tenne a Dornach il 18 ottobre 1906 (O.O.254), dove egli dice che l’ottava sfera  si presenta al chiaroveggente come una sfera spettrale, costituita da immagini-visionarie dell’antica Luna che, Lucifero e Arimane cercano di riempire con della materia terrestre che vogliono sottrarre a Yahve e alla libera volontà umana, in modo da estinguere l’esistenza terrestre. In ciò potrebbero riuscire se Yahve e gli spiriti della Forma normali non avessero preso delle precauzioni contrapponendogli la nostra Luna fisica, la quale, essendo costituita di materia molto condensata, fa sì che Lucifero e Arimane vengano fermati. Ciò non è valido nei confronti dell’uomo, dove essi possono carpire questa materia animica tramite la volontà visionaria umana, ossia verso quegli uomini che sviluppano una chiaroveggenza ottusa, fatta appunto d’immagini illusorie che non rispecchiano la realtà del mondo spirituale ma una realtà animica illusoria. Per meglio dire, il maggior apporto d’immagini-visionarie che serve a Lucifero e ad Arimane, può essere preso dal capo umano (spiritualmente),  quando attraverso delle vie spirituali  occulte l’uomo  sviluppa una chiaroveggenza immaginativa errata, cioè un ritorno alle antiche forze chiaroveggenti ottuse  (luciferiche appunto) e, non tramite una via esoterica come può essere quella dell’Antroposofia o Scienza antroposofica cristiana-rosicruciana.

        Rudolf Steiner, nella conferenza citata spiega dettagliatamente i Misteri dell’ottava sfera, dove alla fine dà un disegno dal quale si può vedere che spiritualmente (la sfera spaziale dell’ottava sfera) coincide con il centro (il nucleo) della Terra. Tuttavia continua, «essi sono spiritualmente separati come da una parete invisibile. Che ciò rimanga così, fa parte dei più importanti compiti dell’Entità divina di Yahve che dalla Luna agisce contro l’ottava sfera impedendone l’unione con il nucleo della Terra. Per quanto tempo ancora Egli riuscirà a farlo, dipenderà dagli uomini se riusciranno ad accogliere l’Impulso del Cristo in modo che non siano irretiti e sottomessi dalle forze del male. L’aspirazione di Lucifero e Arimane continua Rudolf Steiner, è quello di trascinare entro la loro ottava sfera proprio la libera volontà umana, di impedire che nasca proprio quanto scaturisce dalla libera volontà, trascinandolo nella loro ottava sfera. E lo strumento più efficace per ciò e costituito dai tipi di chiaroveggenza visionari che oggi si presentano ovunque, i quali mediante la cieca ammirazione da parte degli uomini, ottengono il potere di legare a essi la loro libera volontà e di sottometterla. Quando l’elemento volitivo libero dell’uomo viene mutato in veggenza visionaria, allora egli si trova già nell’ottava sfera e con ciò una parte della sostanza animica umana viene sottratta e preparata per l’ottava sfera. In questo modo il fine di Lucifero e di Arimane è di carpire e conquistare per loro un’anima intera, la quale sparirebbe completamente per l’evoluzione terrestre, finendo così irreparabilmente nell’ottava sfera» (dal libro di Sergej O. Prokofieff: «E la Terra diviene Sole, (6. Il destino universale del male)».

27    Il numero della Bestia 666, che si legge sei, sei, sei, è un numero cabalistico ebraico che nell’esoterismo occidentale segue la forma settenaria, mentre in quella orientale è letto secondo la forma decimale. Per esempio nell’esoterismo orientale è predetto che il Maitreya arriverà fra 5670 anni dopo l’illuminazione del Buddha Gautama. Nell’esoterismo occidentale sappiamo che il Maitreya Buddha s’incarnerà fra circa tremila anni cioè, circa nella metà del sesto periodo di cultura. Volendo esprimerlo secondo la forma settenaria diremmo che: noi siamo nel quarto stato di coscienza per cui, sono già passati tre eoni (Saturno, Sole e Luna) che indichiamo con il numero 3. Inoltre siamo nella quinta Epoca, cui sono già passate quattro (Epoca Polare, Iperborea, Lemurica e Atlantica), che indichiamo con il numero 4. Attualmente siamo nel quinto periodo di cultura e quando saremo nel sesto periodo, saranno passati cinque periodi di cultura che indichiamo con il numero 5. Quindi il numero esoterico per indicare l’arrivo del Maitreya in un’incarnazione futura terrestre, sarà quando nella nostra evoluzione si formerà il numero 345. Ora per indicare quando gli uomini rimasti indietro nell’evoluzione degli stati di coscienza  potranno ancora essere salvati o redenti dal Cristo, è indicato nel libro dell’Apocalisse di Giovanni con il numero della Bestia 666. Qui la cosa è un po’ più complessa, ma possiamo dire che: quando l’uomo sarà nel sesto stato di coscienza di Venere e saranno passati 6 stati di vita, 6 stati di forma e 6 Epoche di cultura, si sarà formato quel fatidico numero di evoluzione menzionato da Giovanni nell’Apocalisse, ossia il numero 666 (che egli caratterizza  come il numero della Bestia a due corna, ovverosia il Demone solare che  si oppone al Cristo quale genio e guida solare), tutte le anime che non saranno state redente, sprofonderanno con l’ottava sfera del male nell’abisso universale dove in un successivo eone planetario potranno essere redente solo dalle forze di Dio Padre, laddove  potranno iniziare da zero quale sedimento per un nuovo universo. Sorat, il Demone del male, il potente mago nero, sarà sconfitto definitivamente dalla potenza della magia bianca operata dal Cristo e dai suoi collaboratori spirituali cosmici appartenenti alla gerarchia dei sei Elohim solari, ossia dall’Eloah del Sole che è anche il genio della Terra, e da Michele assurto nel 1879 a Spirito della Personalità o Archai, nell’ambito del sesto stato di coscienza cosmico planetario di Venere. Già nell’ambito del nostro quarto stato di coscienza cosmico terrestre, in un futuro non molto lontano (che possiamo fissare al termine della sesta Epoca terrestre, quando saremo nel sesto periodo di cultura cui di conseguenza si formerà il numero 66), Michele lotterà insieme alla Sofia cosmica, incatenando Sorat nell’abisso per mille anni, in modo da dare agli uomini la possibilità di rafforzarsi spiritualmente e moralmente per tenerlo a bada fino allo stato evolutivo di Venere. Vedi più avanti i sigilli 4° e 6°, che rappresentano le visioni apocalittiche dell’evangelista Giovanni in merito a quel che è stato detto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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