Il rapporto dell’uomo con gli esseri elementari naturali e col mondo della subnatura II

castello-pralormo-tulipani

       Se dunque prendiamo coscienza di tutto l’ambiente naturale che abbiamo intorno e lo elaboriamo nella nostra anima attraverso idee, pensieri e sentimenti morali, accogliendolo e vivendolo nella nostra interiorità quale bellezza del creato ed elevandolo al di sopra dell’ambiente fisico naturale, noi liberiamo questi esseri elementari ricollocandoli nella loro sfera originaria ossia la regione del fuoco, sciogliendoli dal loro incantesimo. E ancora in merito Rudolf Steiner a pag. 29 del libro citato, dice:

          “Come possono dunque le entità divino – spirituali che ci attorniano far sì che si produca il solido, il liquido, l’aeriforme, quali esistono sul nostro pianeta? Esse inviano giù i loro spiriti elementari che vivono nel fuoco, e li imprigionano nell’aria, nell’acqua, nella terra: sono i messaggeri elementari degli spiriti creatori, degli architetti spirituali. In origine gli spiriti degli elementi vivono nel fuoco. Nel fuoco essi si trovano ancora a loro agio, figuratamente parlando, ma poi vengono per così dire condannati a vivere nell’incantesimo (…). Questi esseri, ai quali dobbiamo tutto quello che ci circonda, sono stati magicamente confinati nelle cose che ci sono attorno”.

        Tutto quello che pertanto ci viene incontro dal nostro destino terreno tramite questi esseri elementari della natura, è dovuto appunto dall’operare degli Dei che vogliono aiutarci a evolvere e a perfezionarci e nello stesso tempo, ad acquisire un nuovo stato di coscienza superiore. Dipende poi da noi trovare il giusto rapporto con questi esseri elementari naturali dell’aria, dell’acqua e della terra, nel prendere coscienza e riconoscerli nella loro essenza sovrasensibile, attraverso la conoscenza che ci offre l’Antroposofia, in modo da liberarli quando ci vengono incontro quali forze naturali durante la nostra vita terrena e quali effetti karmici attraverso le cose e gli avvenimenti del nostro destino.  Osservare i fenomeni che accadono nel nostro ambiente naturale, sia nell’ambito della natura terrestre che in quello dell’universo planetario e prendere coscienza dello spuntare di un fiore o lo sfiorire delle foglie in Autunno, oppure cogliere lo scorrere delle nuvole sospinte dal vento, o il levarsi del Sole del mattino, tutto ciò è opera della natura vivente dietro di cui agiscono gli “esseri elementari naturali”, cui quando gioiamo e rendiamo grazie per il loro sacrificio, allora noi li liberiamo del fardello e li leghiamo a noi nell’ambito della nostra anima, per liberarli infine, dopo la nostra morte dal piano fisico.

     L’uomo moderno ha dimenticato il rapporto con questi esseri della natura, ciò che ancora era possibile percepirli e prendere coscienza nel medioevo dantesco, attraverso le notizie che possiamo apprendere dal libro “il Tesoretto” di Brunetto Latini, dove appunto egli narra dell’incontro con la “dea natura” durante la strada di ritorno dalla Castiglia. E ancora prima dello sviluppo industriale agricolo nel XIX secolo e quel tecnologico informatico nel XX secolo, possiamo dire che l’uomo viveva più a contatto col mondo naturale e quindi con gli esseri della natura che bene o male (anche se non li percepiva) riusciva a convivere in un rapporto quasi armonico. Il contadino si alzava presto il mattino e usando un arnese semplice, arava la terra con tanta fatica e sudore cui seguiva poi la semina a mano, cui s’interpenetravano in modo incosciente, flussi e riflussi tra spiriti naturali e l’anima umana e in modo particolare, seguiva poi il ringraziamento al “Signore” prima di mangiare, quale retaggio religioso ricevuto dagli antenati. Con lo sviluppo tecnologico delle macchine agricole, tutto questo è venuto a cessare da quando è stato introdotto l’uso del trattore e delle altre macchine agricole simili, cui l’uomo, venne sollevato sì dal duro lavoro, ma perse il contatto con gli esseri naturali. Tuttavia non del tutto, poiché in un certo qual modo la vita contadina riesce ancora comunque a dare all’uomo, il modo di vivere e di esperire in un ambiente a lui connaturato qual è la vita reale con la natura terrestre, nella quale vivono gli esseri naturali elementari.

    Ma nel campo virtuale di Internet, telefonini e … altro, la cosa è alquanto diversa e pericolosa, giacché l’uomo è completamente escluso dal rapporto con gli esseri elementari naturali, dove qui invece, agiscono esseri elementari subnaturali. E in questo caso occorre prendere coscienza che questi esseri subnaturali sono al contrario, degli elementi intelligenti artificiali creati dall’attività di spiriti dell’ostacolo che vengono comunemente chiamati dalla Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, spiriti «arimanici» (dal loro capo Arimane o Satana) e spiriti «luciferici» (dal loro capo Lucifero o Diavolo). L’attività di queste entità spirituali dell’ostacolo demoniaci che la chiesa cattolica confonde con un solo essere diabolico o mefistofelico, è molto più complessa di quello che credono i sapientoni teologi della scienza religiosa, in quanto agiscono non soltanto come tentatori nell’ambito della natura umana, ma sono anche quelli che con le loro azioni operano nella distruzione e nella morte dell’esistenza. E qui è ancora Rudolf Steiner che nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” ci mette sull’avviso di come operano questi esseri dell’ostacolo, e cioè:

    «Una specie di quelle entità spirituali [arimanici] si manifesta in modo che in esse si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale. Per quanto sgraditi possano riuscire al presente certi nomi … chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi (…). Però queste entità arimaniche svolgono, dal mondo elementare, tra l’altro quell’azione che si esprime nella distruzione e nella morte dell’esistenza. Si può affermare addirittura che per i regni superiori della natura le entità arimaniche hanno il compito di causare la morte. In quanto la morte appartiene al necessario ordinamento dell’esistenza, il compito delle entità arimaniche è fondato in tale ordinamento»; (O.O.12, pag. 149-150).

      Ecco perché nella terza tentazione che Arimane sferrò contro il Cristo, (dopo essere penetrato negli involucri di Gesù di Nazareth attraverso il Battesimo nel Giordano da parte di Giovanni il Battista ed essersi allontanato nel deserto), Egli non poté vincerlo, come invece aveva fatto con Lucifero, ma volle solo tenerlo a bada poiché l’uomo ha bisogno di mangiare ancora il pane che produce la terra.

    « Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.  E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.  Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Mt 4,1

     L‘uomo prima di arrivare alla sua meta divina, ha bisogno ancora della sostanza spirituale che viene materializzata nell’ambito del suolo terrestre dalle forze arimaniche, per cui il Cristo non poté, vincere Arimane, ma dovette come dire, temporeggiare fino a che l’uomo non sia maturo per vincere e redimere egli stesso Arimane e, ciò, non potrà avvenire che alla fine dello stato di coscienza di Giove9, ossia nel prossimo eone planetario o incarnazione della nostra Terra. Questa scena possiamo contemplarla nell’immagine a lato, della statua di legno scolpita da Rudolf Steiner ed esistente a Dornach in Svizzera, dove egli scolpì questa statua per il primo Goetheanum costruito in legno, bruciato da avversari nemici dell’Antroposofia, nella notte di S. Silvestro il 31 dicembre 1922.

  Representative-Of-Humanity                 Ritornando al mondo subnaturale, dobbiamo dire che la questione si pone in modo diverso, perché qui operano soltanto delle forze subnaturali dall’intelligenza artificiale che sono dirette dagli spiriti inibitori dell’ostacolo, per lo più arimanici, il cui scopo è di separare, di staccare l’uomo dalla gerarchia superiore divina e integrarlo nel loro mondo, lontano dalla vita divina del Padre Cosmico. Non dobbiamo per questo rinunciare al progresso della scienza informatica per la paura di essere “posseduti” da questi esseri virtuali arimanici, perché come abbiamo visto, fanno parte di un piano evolutivo divino superiore alfine di contrastare e rafforzare l’uomo nella sua evoluzione dell’anima della coscienza, in modo che possa elevarsi alla consapevolezza divina di essere un figlio di Dio. Occorre però che impariamo a distinguere e a riconoscere l’effetto negativo che questi spiriti producono nell’ambito animico quando la nostra volontà viene come dire impigrita, resa abulica e sottomessa dalla bramosia delle immagini e dallo strumento tecnologico in sé, cioè quando l’uso diviene quasi ipnotico, simile a una droga virtuale. Occorre che ciò sia evitato imparando a difenderci dall’operare di questi spiriti arimanici e luciferici che agiscono sia dall’ambito esterno della natura, sia da quello più interno subnaturale e in modo particolare, dall’ambito di quest’ultimo dove diventa più difficile difenderci, a causa della realtà astratta virtuale in cui operano «esseri dall’intelligenza artificiale» quale manifestazione appunto di queste entità ostacolatrici.

     Il fascino virtuale di Internet, telefonini e… altro, nel campo dell’informatica, è per noi oggi e in modo particolare in quelli più indifesi cioè i bambini, molto seducente, in quanto la loro fonte ha un potere di comunicazione pressoché illimitato, sia a livello di conoscenza, sia quello d’immagini più disparate che girano per il Web (ragnatela mondiale), a volte istruttive, a volte volgari e violente, quindi nocive per l’anima e l’educazione morale del bambino (e… perfino degli adulti). Quando non si hanno molta forza di volontà e la coscienza poco desta, e facile venire dominati dalla bramosia di questi strumenti virtuali dai quali siamo attratti da un insano modo di usarli, similmente a come se venissimo drogati da un insaziabile divorazione d’immagini e di comunicazioni vocali. Dobbiamo per questo imparare a usarli (insegnando ai bambini come porsi nel modo giusto nei loro confronti, usandoli cioè, con parsimonia e secondo la necessità del momento) senza lasciarci troppo sedurre dal loro fascino virtuale, dietro di cui si cela la tentazione arimanica e di conseguenza luciferica. Cercare cioè, il giusto equilibrio per non lasciarci dominare ma imporre la nostra volontà umana che, qualora venga «esercitata nel modo giusto» (ossia che si accompagni a un giusto sviluppo morale del sentire e del pensare tramite gli esercizi che suggerisce la Scienza dello Spirito antroposofica), possiamo sviluppare in noi quelle facoltà intellettuali superiori, tramite cui è possibile realizzare lo sviluppo dell’anima della coscienza. Vale a dire, per meglio esprimere questo concetto, che se sviluppiamo la nostra volontà seguendo il giusto insegnamento dell’Antroposofia, abbiamo la possibilità di realizzare il giusto equilibrio nella nostra anima attraverso cui è possibile elevare il nostro pensiero intellettuale, a un grado superiore di pensiero intellettivo veggente, pienamente cosciente.

      La Scienza antroposofica, può essere molto di aiuto non soltanto alle persone adulte, ma in modo particolare ai giovani, tramite le diverse attività pedagogiche delle scuole steineriane o “pedagogia Waldorf” e per i più piccoli, gli “asili nido” presenti ormai in tutto il mondo; così come la “Comunità dei cristiani”, per chi ha ancora bisogno di coltivare un sentimento religioso. Attraverso la conoscenza della “saggezza” antroposofica, quale via di pensiero e del rafforzamento della volontà e del sentire umano, abbiamo maggiormente la possibilità di prendere coscienza dei pericoli e delle tentazioni, e del danno psichico che ne potrà derivare nel bambino in età più adulta dal mondo virtuale. Possiamo, volendo, anche soltanto leggere e accogliere la saggezza antroposofica, integrandola se vogliamo in un secondo tempo più opportuno, con la vita meditativa tramite un lavoro di riflessione e concentrazione, attraverso gli esercizi consigliati da Rudolf Steiner. Nel libro “Le Entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura” in merito egli dice:

         «La Scienza dello Spirito non significa solo l’appropriarsi di certe conoscenze, essa ha in altissimo grado il significato di un’educazione, di un’autoeducazione della nostra anima. Dopo essere penetrati per alcuni anni nella Scienza dello Spirito noi, diventiamo qualcosa di diverso: cambiano i nostri interessi, cambiano le cose alle quali prestiamo attenzione (…). Dal momento in cui si partecipa a uno studio scientifico-spirituale, partecipando con tutto il cuore e col sentimento agli insegnamenti della Scienza dello Spirito, già ha inizio l’esoterismo: la nostra anima comincia a trasformarsi, e ha inizio un processo simile a quello che subirebbe un essere che prima abbia percepito, mettiamo, solo il chiaro e il buio, e poi (per effetto di una diversa organizzazione dei suoi occhi) cominciasse a distinguere i colori.

   Tutto il mondo diverrebbe diverso per quell’essere. Basta osservare il fatto, basta riconoscerlo: tutto il mondo comincia a presentarsi con un aspetto differente, dopo avere messo in opera per qualche tempo l’autoeducazione spirituale che possiamo ricevere con lo studio scientifico-spirituale (…). Occorre invece rendersi conto che si educano i propri sentimenti coltivando la conoscenza dei fatti di un mondo superiore, e che in tal modo si trasforma la propria anima»; (O.O.n.136, pag.9).

    Occorre qui aggiungere che nel mondo dell’informatica virtuale, ossia Internet, telefonia, Tv, etc. dietro di cui agiscono gli “esseri intelligenti virtuali”, non abbiamo la possibilità di liberarli come al contrario, possiamo fare con gli “esseri elementari naturali”. Perciò mentre da una parte viene creata la “ragnatela informatica”, con tutti i pensieri astratti che girano in Internet (W.W.W. ossia: “Word, Wide, Web”, che significa appunto: “Ragnatela estesa in tutto il mondo”) da cui nasceranno tra alcuni migliaia di anni (quando la Luna si unirà di nuovo alla Terra) dei ragni “semiminerali e semivegetali” (O.O. 204 – Dornach, 13 maggio 1921) che l’uomo dovrà affrontare e potrà sconfiggere solo con la “Magia bianca”, altri, semplicemente li leghiamo a noi. Ossia vengono addensati al nostro “doppio arimanico-luciferico ” che alla fine, se l’uomo non compensa con una sana vita morale e meditativa, possono creare dei disturbi spiacevoli, come tic nervosi, o altro.   La cosa è alquanto diversa invece per i bambini, poiché sono più fragili degli adulti, per il fatto che i loro organi animici devono ancora formarsi, sono ancora in una fase delicata in cui hanno bisogno di essere attorniati da un ambiente sano e naturale. Essi come dire, imitano e succhiano sia dall’ambiente domestico in cui vivono che dal mondo esterno naturale, la linfa vitale per la loro crescita corporea e per la loro formazione caratteriale psichica quale identità futura che potrà determinare un’entità armonica, oppure, introversa e quindi infelice. Questo dipenderà dall’educazione morale e religiosa che i genitori sapranno impartire oppure no, al bambino in modo naturale e non attraverso una forma rigida e autoritaria, poiché ciò sarebbe deleterio e negativo per il bambino, giacché la sua indole animica-spirituale deve formarsi come sopradetto, attraverso l’imitazione; – perlomeno, fino al compimento del primo settennio. Pertanto un ambiente duro, autoritario o nella peggiore delle ipotesi volgare o irreale (per l’uso molto prolungato del telefonino o altri strumenti virtuali), potranno provocare in lui una menomazione, un difetto nell’ambito animico psichico – corporeo che può a volte manifestarsi accompagnato con atteggiamenti particolari non usuali di disturbi visivi, di nervosismo, insonnia o altro … e a volte, anche di casi più gravi.

    Qui  Rudolf Steiner ci mette sull’avviso,   che è possibile che questa errata educazione possa metamorfosarsi e manifestarsi in un’età più adulta o senile, con delle malattie che potranno essere gravi o meno, ciò dipenderà dalle forze negative accumulate durante l’infanzia, dovute appunto, da una cattiva educazione impartita dai genitori e a volte, anche da un insegnamento troppo rigido e autoritario da parte di pedagoghi e insegnanti. E in parte dipenderà anche dall’anima stessa del bambino, ossia dalle forze karmiche che egli porta con sé quale frutto delle sue vite precedenti, se egli sarà in grado nella vita da adulto compensare la cattiva educazione ricevuta da bambino con delle facoltà spirituali acquisite nella vita precedente che potranno in tal caso, sopperire e in parte ripristinare e vitalizzare le forze eteriche avvizzite dagli errori dell’infanzia, tramite un cammino spirituale. I genitori dunque, così come gli insegnanti e i tutori dell’infanzia possono aiutare i bambini ad alleggerire o ad appesantire maggiormente il loro karma, ciò fa parte della responsabilità morale degli adulti; molto per cui, dipenderà crescere in una vita familiare armonica, serena e cosciente, oppure no. Le tentazioni e i danni che possono derivare dall’uso di strumenti virtuali cui il bambino è sollecitato dalla televisione e dalla cattiva pubblicità, potranno essere mitigati appunto da quei genitori attenti e coscienti nei riguardi del bambino, cui sapranno imporsi con serietà e fermezza, non lasciando il bambino per troppo tempo da solo a giocare con questi strumenti virtuali, i quali, rendono passivi e inabili la focalizzazione e il lavoro che compiono invece i nostri organi dei sensi, quali: l’organo della vista e dell’udito e in particolare l’organo del cervello, cui possono formarsi nel modo giusto solo nell’ambito del mondo reale naturale.

    L’umanità moderna deve prendere coscienza del pericolo e del danno che possono incorrere i loro bambini, quando sono lasciati per troppe ore vicino agli strumenti virtuali. Ossia devono prendere coscienza che dietro queste immagini virtuali e ascolto vocale dei telefonini, agiscono da un mondo subnaturale esseri elementari virtuali, esseri dall’intelligenza artificiale che possono raggiungere quello stato più profondo del subconscio del bambino, in quanto la sua coscienza terrena non è ancora formata come l’adulto e quindi, non può proteggerlo e fare da filtro contro queste “ombre” arimaniche virtuali. L’Io superiore opera direttamente nel bambino proteggendolo fino al terzo anno di età nella particolare formazione del cervello, per cui, ogni giorno compensa il danno che ne potrebbe derivare dagli influssi negativi esterni, soltanto però per l’arco dei primi tre anni, ossia fino a quando nel bambino non comincia a inserirsi e a fare capolino, la coscienza dell’io. Ma dopo i tre anni, l’Io superiore ritira le sue forze plasmatrici cosmiche dal bambino, giacché dopo la nascita, l’io terreno non riuscirebbe più a sopportarle, si spezzerebbe, causando in lui la morte cerebrale. Perciò la responsabilità morale passa completamente ai genitori, cioè quello di vegliare attentamente sul bambino, alfine di evitare che questi esseri artificiali arimanici possano insinuarsi nella sua parte subcosciente dove non è più protetto dall’ Io superiore, per cui resterebbe più predisposta a delle conseguenze negative per la sua salute nella prima infanzia e più avanti nell’età adulta.  Dobbiamo proteggere i nostri figli usando quella forma di autorevolezza genitoriale che si manifesti con un atteggiamento di amore e severità e, facendo sì che il bambino, possa vivere maggiormente a contatto con la natura e perciò con gli esseri elementari naturali, educandolo al rispetto e a prendere coscienza della bellezza della natura. Il Sole per esempio che al mattino si sveglia e porta la vita e la gioia nei tre regni naturali e in quello superiore umano, mentre  i fiori  fanno capolino e aprono le loro corolle per essere baciate dall’amore dei suoi raggi; ma più di tutto occorre insegnare al bambino la “gratitudine” per ogni dono che la natura ci offre attraverso i suoi frutti, l’acqua, l’aria, che ci consentono di poter vivere la nostra esperienza sulla Terra, grazie all’amore sempre presente di Dio Padre.

    E ancora qui per terminare, possiamo aggiungere che Rudolf Steiner quale grande iniziato chiaroveggente cristiano-rosacruciano, ci rivela  attraverso la Scienza antroposofica che tutte le sofferenze e le malattie che possono manifestarsi nell’età adulta o senile, sono in parte  dovute agli errori generati nell’infanzia, da un atteggiamento errato dell’abuso d’autorità (anche l’abuso errato che può esercitare il Maestro d’asilo o elementare)  nei riguardi del bambino. Per cui questo abuso negativo d’autorità, può essere compensato o, come dire porvi rimedio, se durante l’età che va dai 21 ai 42 anni, nasca nella persona in questione,  lo stimolo a coltivare la vita spirituale. Ciò può essere realizzato, sia coltivando in noi stessi una sana vita religiosa, che quello di percorrere una via di conoscenza, purché in entrambi i casi possiamo vivere quel processo evolutivo della vita dell’anima, che ci porti a realizzare in noi la coscienza morale, tramite cui possiamo sperare di avere un giorno la “grazia”, di avere l’incontro col  Cristo eterico.

Collegno,     13 luglio   2017                                       Antonio Coscia

Agg. e corr. 8 novembre 2018

Sopra: Castello di Pralormo, Torino (Italia)

Sotto: Immagine del Rappresentante dell’umanità scolpita in legno da Rudolf Steiner e collocata a Dornach in Svizzera, nel secondo Goetheanum costruito in cemento dopo che il primo costruito in legno, fu distrutto da un incendio doloso.

Note Integrative

9    Giove, rappresenta il prossimo eone o quinto stato di coscienza cosmico dello sviluppo dell’uomo, e che diversamente dallo stato di coscienza cosmico terrestre, si svolgerà in una materia più sottile, cioè astrale. Qui l’uomo svilupperà ulteriormente il corpo astrale attraverso l’Io superiore pianamente cosciente, trasformandolo completamente in Sé spirituale, mentre la coscienza umana di veglia terrestre, si eleverà a uno stato superiore di “coscienza immaginativa” macrocosmica, perfezionando ulteriormente sia la “coscienza Ispirativa”, sia quella “Intuitiva” che a loro volta verranno sviluppate in stati cosmici futuri chiamati: “ Stato di coscienza di Venere e di Vulcano”. In sintesi possiamo ancora dire per meglio capire questi concetti, che la “coscienza Immaginativa” è la facoltà di vedere oltre il mondo sensibile ciò che è la manifestazione del fisico o solido minerale di cui è costituito il nostro mondo terreno, cioè la visione spirituale veggente dell’“immagine pensiero” di tutto ciò che ci circonda. La “coscienza Ispirativa” è la facoltà di udire il suono dall’Immagine che ci appare nel mondo dell’Ispirazione, ossia nel mondo dei Pianeta. Infine, la “coscienza Intuitiva” è quando nello stato di veggenza spirituale, ci uniamo nell’intimo con l’Essere spirituale che ci appare nel mondo dell’Intuizione o mondo stellare.

(Un maggiore approfondimento è possibile nel libro “La Scienza Occulta”).

Possiamo per ultimo ancora aggiungere che soltanto nello stato di coscienza di Giove, l’uomo potrà vincere Arimane in quanto non avrà più bisogno del mondo minerale, poiché come appunto menzionato, l’evoluzione umana avverrà in uno stato di materia più sottile, cioè come menzionato, in una materia astrale più perfetta. Vedi anche la nota 7.

 

 

 

 

Il rapporto dell’uomo con gli esseri elementari naturali e col mondo della subnatura I

italie-trendin

       «Di continuo, dal mattino alla sera, qualcosa degli spiriti elementari incantati [creati dagli Dei dell’evoluzione normale], passa nell’uomo. Mentre percepiamo gli oggetti che ci circondano, una schiera di spiriti elementari, che fu condannata all’incantesimo e che continuamente vien resa prigioniera a causa dei processi di condensazione del mondo, passa senza posa in noi. Consideriamo ora l’uomo che, fissando gli oggetti, non provi alcuna inclinazione a riflettere su di essi, a far vivere nella sua anima lo spirito delle cose. Egli se la prende comoda: vive sulla Terra, ma non produce alcuna elaborazione spirituale, né con le idee, né coi sentimenti, in nessun modo; rimane per così dire semplice spettatore di quanto materialmente incontra nel mondo. In tal caso gli spiriti elementari entrano in lui, e rimangono nel suo interno; sono in lui, ma nel processo cosmico non hanno guadagnato altro se non d’essere penetrati dal mondo esterno nell’uomo (…). Nella sua vita l’uomo è come un punto di transito per gli spiriti degli elementi. Quando poi, compiuto il suo soggiorno nei mondi spirituali, egli rinasce in un’incarnazione successiva, lo accompagnano nella sua rinascita tutti gli spiriti elementari che egli non ha liberato prima, e con lui ritornano nel mondo fisico; invece quelli che ha liberati non deve più riportarli con sé quando ridiscende; essi hanno fatto ritorno al loro elemento originario».

Gerarchie Spirituali O.O. n.110 – pag.29-30-31

       Come possiamo leggere da questo stralcio di conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Düsseldorf la sera del 12 aprile 1909, laddove egli mette in evidenza il complesso mondo elementare che da dietro le quinte dell’esistenza spirituale, operano nel nostro mondo fisico “esseri elementari” che si manifestano nell’ambito della natura terrestre come “forze naturali” che conosciamo attraverso i quattro elementi essenziali terrestri, ossia: “Il fuoco, l’aria, l’acqua e la terra (solido). Questi “esseri elementari” la cui appartenenza a diverse specie in sé molto complesse, dobbiamo collocarli a un regno elementare eterico – astrale, cui possiamo indicare quattro gruppi o specie elementari principali, cui sono: “ Le Salamandre (esseri elementari del fuoco), le Silfidi (esseri elementari dell’aria), le Ondine (esseri elementari dell’acqua) e gli Gnomi (esseri elementari della terra o solido). Questi esseri elementari naturali sono delle creature che essenzialmente appartengono alle diverse gerarchie spirituali superiori, sia della giusta evoluzione, cioè gli Dei del progresso, che di quelli del contrasto, ossia Lucifero e Arimane che agiscono da inibitori con un’altra specie di esseri elementari che chiamiamo: “Esseri elementari luciferici e arimanici” che operano in altri ambiti della natura e subnatura. Tutto ciò che è intorno a noi, l’universo fisico planetario, insieme alla natura terrestre che ci circonda, non è altro che la manifestazione di “forze spirituali” che come dire, sono state incantate, solidificate dagli Dei come nostro mondo naturale. Esse sono create dagli Dei, così che fosse data all’uomo la possibilità di sviluppare il suo essere triarticolato, vale a dire il suo corpo, la sua anima e il suo spirito, o per meglio dire, dare all’uomo la possibilità di sviluppare la coscienza autonoma e libera dell’Io umano, in modo che possa realizzare tramite lo sviluppo di un principio spirituale superiore, il “vero uomo” o “Vero Io”. Possiamo in questo aggiungere, per meglio capire quest’aspetto, che i due “alberi biblici” esistenti al principio nel “Paradiso terrestre”, e che furono separati dalla tentazione di Lucifero1, hanno la possibilità attraverso l’esperienza umana terrena, di ri-congiungersi di nuovo, ossia l’”Albero della vita” (il Vero Io)2 e l’”Albero del bene e del male” (l’Io superiore e l’Io terreno)3.

Anche S. Paolo a quanto pare sembra conoscesse questo segreto della natura laddove nella lettera ai romani, egli dice:

       “Fratelli, io ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà esser rivelata in noi. La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità — non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa — e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.  Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo”; Romani 8,18-23.

       Naturalmente qui S. Paolo allude solo a uno stato futuro in cui l’uomo redimerà completamente se stesso unendosi al suo Io superiore o Sé spirituale (e in secondo tempo anche al suo “Vero Io”), divenendo in tal modo un vero figlio di Dio, cioè raggiungendo la consapevolezza di essere stato generato da Dio quale frammento della stessa sostanza spirituale e redimerà di conseguenza, con l’aiuto del Cristo, anche tutti gli “esseri elementari” terrestri. In tal modo la Terra passerà in quello stato futuro in cui nell’Apocalisse di Giovanni è annunciata come “Gerusalemme Celeste”, ossia il prossimo quinto stato di coscienza cosmico4 che nella Scienza dello Spirito o antroposofia5 conosciamo col nome di “Giove”6; dove l’uomo continuerà lo sviluppo della sua anima divina superiore come “Angelo” e come parte di decima gerarchia che si aggiungerà alle nove gerarchie spirituali superiori divine. Come possiamo rilevare da questi pochi concetti, lo sviluppo e il perfezionamento umano di ogni singolo uomo si protrarrà ancora per moltissimi millenni prima che l’uomo possa giungere a quello stato di coscienza superiore del Sé spirituale, dove inizierà lo sviluppo della “coscienza immaginativa7 superiore macrocosmica” su di un piano divino superiore, ossia quello attuale degli Angeli, che possiamo definire “Astrale più perfetto”.

      Ritornando agli esseri elementari che come abbiamo letto, possiamo liberarli dal loro stato di “prigionia magica” se prendiamo coscienza di tutto ciò che ci circonda e partecipiamo attivamente con amore a ogni manifestazione di: nascita, crescita, maturazione e morte della natura. Occorre però dire che questi esseri della natura i quali, come citato, sono la manifestazione della spiritualità che agisce da dietro le quinte del nostro mondo fisico naturale, operano non solo nell’ambito della nostra natura circostante, ma anche in quello della natura animica interiore umana. E il fatto di non liberare nell’arco della nostra vita, ossia di non prendere coscienza della bellezza naturale che ci circonda né di operare alla sua trasformazione, ma vivendo la vita in modo superficiale, questi esseri elementari li leghiamo a noi fin dopo la morte, in modo che essi non possono ricongiungersi alla loro spiritualità originaria (il fuoco), perché sono legati magicamente dagli Dei alla nostra Terra. Cosicché saremo obbligati a prenderli con noi nella seguente incarnazione, non senza una conseguenza karmica negativa nei nostri confronti, quale destino di contrasto o di aiuto secondo il nostro comportamento sensato o incosciente nei loro riguardi. Ciò vuol dire che li legheremo al nostro “Doppio arimanico e luciferico”8 e saranno apportatori di malattie e disturbi psichici o altro, a secondo dei casi. Nel corso di questa vita invece, quelli che liberiamo possono unirsi alla loro spiritualità originaria, solo dopo la nostra morte e, nell’arco della nostra vita attuale terrena, possono essere per noi apportatori di bene.  (1. continua)

Collegno,    13 luglio 2017                                   Antonio   Coscia

Agg. e corr.  7  novembre 2018

 Note Integrative

1    Lucifero è l’Entità dell’ostacolo che conosciamo come “Diavolo” e che diversamente da un altra Entità dell’ostacolo con caratteri più satanici o mefistofelici che chiamiamo Arimane (Satana), agisce nell’anima umana come impulso egoistico. Lucifero esiste nella diversa scala gerarchica nell’ambito di tutte le gerarchie spirituali superiori, per cui il Lucifero che opera quale tentatore dell’anima umana, appartiene alla categoria degli Angeli rimasti indietro durante l’evoluzione umana, sull’antica Luna. Possiamo pertanto dire che Lucifero è un super-uomo antico che non avendo compiuto il perfezionamento dell’Io umano,  è come dire esiliato dalla sfera angelica dei suoi fratelli solari e costretto pertanto a operare dall’ambito della sfera astrale lunare, da dove agisce come inibitore e tentatore nella contro-immagine del corpo astrale dell’uomo. Egli è rappresentato nell’immagine del serpente che nel “Paradiso terrestre” persuade Adamo ed Eva a mangiare la mela, cosicché vengono rimproverati da Dio e cacciati dal consesso divino, per aver disobbedito e conosciuto anzitempo il mistero del bene e del male che farà sì che Adamo ed Eva, possano conquistare la libertà e l’autocoscienza autonoma, alfine di non essere più un semplice specchio degli Dei, ma diventando come loro.

        « Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!”. Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. Scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita»; Gen 3,22-24 . (Vedi anche la nota 22 di 3.Note integrative antroposofiche e la nota 25 di 6.Note integrative antroposofiche).

 2     Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancor più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama: «Il vero Io o Scintilla divina». Rudolf Steiner menziona pochissimo questa parte costitutiva umana. Egli ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove egli alla fine sintetizza il concetto del vero Io così:

«L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere», (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194; Ed. Antroposofica Milano).

3    Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore.

4     L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini i quali passano attraverso una coscienza di veglia.

      I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono; infine nel nostro sistema solare e stellare, si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale l’etere di vita. Soltanto dunque nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota. Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.

(Vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative Antroposofiche).

5     Non si può definire in una nota che cosa sia la Scienza dello Spirito o antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiani-rosacruciani, vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa, trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha (la memoria universale esistente al di sopra della sfera stellare o della “Provvidenza”, chiamata “sfera del Budhi”), le immagini grandiose della “Scienza occulta”. Così come dai mondi dello spirito ci porta a conoscenza della manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».

 6      L’evoluzione del’uomo si compie attraverso sette stati di coscienza cosmici che la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano. Attualmente siamo nell’eone cosmico chiamato Terra, dopodiché finito questo stato di coscienza, la Terra si metamorfoserà o se vogliamo, si incarnerà nel prossimo stato di coscienza di Giove, che sarà costituito di materia astrale più sottile di quella attuale, dove l’uomo lavorerà al completo sviluppo del corpo astrale in Sé spirituale, elevando la sua coscienza a uno stato superiore cosmico chiamata, «coscienza immaginativa». Nel libro dell’Apocalisse di Giovanni, Giove è menzionato come la nuova «Gerusalemme Celeste».

7      La coscienza immaginativa è una coscienza superiore che verrà sviluppata nel suo aspetto macrocosmico soltanto durante l’evoluzione di «Giove», per cui durante lo stato terrestre, possiamo sviluppare solo un aspetto inferiore microcosmico, tramite cui l’uomo non pensa più col pensiero concettuale o intellettuale, ma attraverso un vedere o un pensare in immagini. Il nostro pensiero concettuale o intellettuale, è una manifestazione del nostro cervello fisico che riflette i pensieri che l’anima accoglie dallo Spirito universale e perciò, i nostri pensieri non sono reali, sono come dire, dei pensieri ombra, dei pensieri morti che perdono la loro realtà spirituale originaria, durante la loro manifestazione nel mondo terreno. Questo permette all’uomo di essere libero, e di poter evolvere attraverso lo sviluppo della coscienza morale che deve imparare a distinguere il bene dal male. Se i pensieri fossero viventi, ossia se non perdessero la loro reale caratteristica d’immagine, ci costringerebbero a pensare e a dire solo ciò che essi esprimono nella loro realtà spirituale. Per meglio capire questo concetto, diciamo che se i pensieri dell’uomo fossero pensieri viventi, egli non potrebbe mentire, sarebbe condizionato a dire solo ciò che i suoi pensieri appunto esprimono nella loro realtà universale. Ma siccome l’uomo è nello sviluppo dell’anima cosciente, cioè quella parte superiore dell’anima umana che è congiunta al nostro Io superiore spirituale, di conseguenza l’uomo entrando in modo cosciente nel mondo spirituale, deve elevare anche il suo pensiero razionale-intellettuale perché non idoneo a comprendere il mondo superiore. Il nostro pensiero è adeguato a comprendere solo la realtà del nostro mondo fisico che è il riflesso del mondo spirituale, vale a dire che per comprendere il mondo spirituale superiore, occorre un pensiero immaginifico veggente, ossia il pensiero immaginativo o coscienza immaginativa superiore che sarà sviluppata nel suo aspetto macrocosmico, soltanto durante l’evoluzione di «Giove».

8      Il Doppio arimanico o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è nella maggior parte dei casi un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico – astrale influenzando i nostri pensieri e i nostri sentimenti egoistici. Cioè per dirlo in modo diverso, il “Doppio” è una manifestazione di Entità arimaniche e luciferiche che dal mondo astrale agiscono nei nostri corpi animici umani, ossia nel nostro corpo eterico e astrale umano, addensandoli e oscurandoli con le azioni karmiche negative delle nostre vite passate che non abbiamo perfezionato, con cui esso si unisce. Vale a dire che è quella parte di noi stessi cui non siamo riusciti a perfezionare nelle nostre vite passate e di cui il nostro Io superiore si riveste, assumendo una figura demoniaca quale immagine riflessa della nostra imperfezione morale che possiamo incontrare nel mondo eterico- astrale, durante il percorso cosciente del secondo gradino iniziatico della coscienza immaginativa. Occorre distinguere il “Doppio arimanico” che agisce maggiormente nel corpo eterico influenzando l’anima razionale (pensiero cosciente), mentre suo fratello (Doppio astrale) con caratteristiche luciferiche, agisce nel corpo astrale influenzando l’anima senziente (sentire incosciente). Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Va ancora detto che quest’essere arimanico non sopporta la morte umana, per cui egli lascia l’uomo tre giorni prima che questi lasci il piano fisico.

Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:

     «Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

 

 

 

 

6. Note Integrative Antroposofiche

Note pubblicate sull’articolo: “Alcuni aspetti del karma e del dolore umano ”.

 Breve premessa

Affinché questi articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, alfine d’introdurre il lettore profano in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano, saranno pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.

Note Integrative

24.    Arimane è l’entità dell’ostacolo che conosciamo come “Satana o Mefistofele”, confuso dai teologi cattolici con Lucifero ossia il “Diavolo”, è uno spirito mefistofelico appartenente alla gerarchia degli Arcangeli, rimasti indietro durante l’evoluzione umana sull’antico Sole. Dal mondo astrale opera nel mondo materiale come sua specifica sfera, qui, egli manifesta pienamente la sua natura arimanica, mentre svolge un azione diversa sia nel mondo elementare sia nella natura umana, in modo particolare nell’anima razionale. Rudolf Steiner nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” scrive: “ Una specie di quelle Entità spirituali [arimaniche], si manifestano in modo che in esse si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che in ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale … Perciò chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi. Si scopre pure, nei riguardi delle entità arimaniche, che esse hanno la specifica sfera loro propria nel regno minerale: ivi, esse dominano in modo da manifestarvi pienamente la loro natura”; pag.149.

25.    Lucifero è un entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo o il “Serpente” del “Paradiso terrestre” che tenta Eva e Adamo, i nostri antenati biblici a disobbedire Dio nel mangiare il frutto proibito dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden insieme all’”albero della vita”. È un entità appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante l’eone dell’antica Luna, quando si evolvevano dal regno umano. In realtà l’entità “Lucifero” esiste come Spirito ostacolatore che si contrappone in tutte le gerarchie spirituali, dagli Angeli in su fino ai Serafini, con manifestazioni diverse a secondo della gerarchia a cui appartiene. L’entità “Lucifero” appartenente agli antichi Spiriti di Saggezza operanti sull’antico Sole, che in quell’epoca era reggente del Pianeta Venere, è stato redento dal Cristo sulla croce del Golgotha, ossia quel malfattore che è crocefisso alla Sua destra e che è chiamato dalla Chiesa S. Dismas, ha assunto il ruolo di Dio Cosmico e collaboratore del Cristo; Egli si è fatto mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Bodhisattva. In merito Rudolf Steiner dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; O.O. 113 pag.128. All’uomo non resta dunque che redimere il suo essere luciferico, purificando il suo corpo astrale; egli può farlo con l’aiuto dell’Impulso del Cristo; mentre Arimane l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove.

26.    Con Saturno la Scienza antroposofica non vuole riferirsi al pianeta attuale del nostro sistema solare, ma a un antichissimo stato di coscienza cosmico, risalente a tre «Eoni» prima del nostro eone terrestre in cui il nostro sistema solare o la nostra Terra, erano immersi in un’immensa sfera di calore che si espandeva fino al punto in cui vediamo il pianeta fisico attuale di Saturno. In questa immensa sfera di tenebre non esisteva ancora né il «Tempo né lo Spazio», ma unicamente un mare di calore di «Volontà spirituale» dono del sacrificio dei Troni o Spiriti della Volontà, i quali insieme ai Serafini e ai Cherubini crearono la base e il fondamento del primo principio atmico di tutta l’evoluzione cosmica umana. In questa «Volontà» di calore primordiale attraversavano il loro stadio umano, gli Spiriti del Principio o Principati che, conosciamo anche come Archai o Spiriti della Personalità i quali, alla fine dell’eone saturnio divennero gli Spiriti del Tempo. Vale a dire che il tempo nel mondo spirituale è un «Essere reale del Tempo», ai quali, nella Bibbia sono assegnati i «sette giorni della creazione» che in realtà sono riferiti ai «sette Spiriti del Tempo» che vengono assegnati come guida alla fine di ogni periodo (eone), in cui sono stati creati gli archetipi di tutto ciò che si manifesterà poi nell’Universo fisico.   Vedi anche la nota 2. di 1.Note Integrative Antroposofiche).

27.     Sorat è lo spirito infernale apocalittico che si contrappone al Cristo nella sfera del Sole, appartiene alla categoria degli Spiriti della Forma rimasti indietro in un antichissimo eone cosmico sviluppatosi ancor prima che l’inizio del primo stato di coscienza di Saturno. Per questo egli non può entrare direttamente nella nostra evoluzione umana, ma lo può fare indirettamente tramite le tre correnti dell’ostacolo luciferiche, arimaniche e asuriche; in modo particolare tramite queste ultime i quali sono dei tremendi maghi neri. Vedi anche le note 27. e 28. di 3. Note Integrative Antroposofiche).

28.    Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52].

Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte le gerarchie spirituali superiori. Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù. Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso le nostra fede e la meraviglia; il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.  Vedi anche la nota 30. di ( 3. Note Integrative Antroposofiche).

29.    Prima dell’evento del Cristo la coscienza umana non era ancora presente nell’uomo come nello stato attuale; essa si manifestava attraverso una coscienza chiaroveggente ottusa che possedevano ancora i popoli antichi quali i greci e i romani. Mentre nell’uomo attuale il rimorso per aver compiuto una cattiva azione è accompagnato da un disagio interiore o dalla sofferenza animica per ciò che di male abbiamo compiuto, nei greci e nei romani antichi, si presentava loro un’immagine astrale esteriore terrificante che terrorizzava e perseguitava chi si era reso colpevole di un’azione malvagia. Queste immagini spettrali erano temute e conosciute dai greci col nome di «Erinni» e presso i romani col nome di «Furie». Col passare dei secoli insieme alla scomparsa della chiaroveggenza ottusa dell’umanità, anche queste immagini spettrali scomparvero lasciando il posto alla «voce della coscienza» che similmente a un giudice severo, cominciò a manifestarsi dal profondo umano giudicando e rimproverando quelle azioni scriteriate, mettendo l’uomo di fronte alla sua responsabilità morale. Essa cominciò a manifestarsi in concomitanza dell’evento del Golgotha tramite l’Impulso dell’Io-Cristo scaturito dall’incarnazione dell’altissima Entità solare nel corpo di Gesù di Nazareth. La coscienza del Cristo nacque durante lo sviluppo dell’anima razionale come coscienza dell’amore cosmico che si riversò nell’umanità attraverso il sacrificio del Golgotha, manifestandosi dapprima in modo istintivo alimentato da una fede viva nel Cristo Gesù. Con l’avvento di Costantino il Grande, il cristianesimo divenne religione di Stato perdendo così la freschezza quale originario impulso cristico nascente, indurendosi sempre più nei dogma di un cristianesimo divenuto nell’arco dei secoli una sintesi di romanesimo, ebraismo e paganesimo. Cosicché la coscienza del Cristo fu sospinta dalle forze arimaniche nel profondo, facendo emergere sempre più una coscienza egoistica arimanizzata che dall’inizio del periodo dello sviluppo dell’anima cosciente (1413) ha causato e ancora oggi causa tanto dolore e sofferenze nell’umanità. Occorre che oggi appunto, se non vogliamo andare verso disastri peggiori, dobbiamo risvegliare la coscienza del Cristo così come insegnato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia, in modo da realizzare nell’umanità attraverso l’Impulso del Cristo, quell’amore cosmico umano, che può unire gli uomini in una nuova fratellanza universale in unità col Cristo, in vista del prossimo avvento della comunità di Filadelfia quale sesto periodo futuro del Sé spirituale.

30.   Gli asura sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui l’uomo, era un minerale costituito esclusivamente di calore, mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversavano il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale terrestre. Pertanto oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi della più malefica Entità spirituale del nostro mondo planetario, ossia dello spirito solare dell’ostacolo chiamato «Sorat», che è definito dall’apocalista Giovanni, l’anticristo del Sole-Cristo com’è rivelato nell’Apocalisse, il cui numero d’uomo è 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo, ossia: la corrente luciferica dal capo Lucifero (Diavolo), la corrente arimanica dal capo Arimane (Satana, o Mefistofele) e in modo particolare, da quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri, è la «forza morale» e l’impulso del Cristo, poiché occorrerà fare molta attenzione durante lo sviluppo della nostra anima cosciente a non lasciarci sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare dall’anima umana quale esperienza del nostro Io terreno, non potrà mai più essere recuperato; vale a dire che quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io terreno, non potrà mai più esserci restituita e ciò potrà comportare che alla fine dell’evoluzione terrestre, l’Io umano potrà evidenziare in sé una parte lesa, non perfetta!

31.    Non si può definire in una nota che cosa sia l’Antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiano-rosicruciano vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun’altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».

Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C.

Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale , come la vera Entità superiore dell’uomo.

     « … e ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice: Fammi entrare, poiché io sono te stesso; io sono la tua vera natura umana”».       Rudolf Steiner, 18 novembre 1923

32.   Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, Egli difatti, ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo:

      «L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».

(Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).

33.   Vulcano è il nome che Rudolf Steiner dà all’ultimo stato di coscienza dello sviluppo dell’uomo, quando sarà arrivato al livello gerarchico di Archai o Spirito della Personalità, dopodiché egli proseguirà oltre, verso altri cinque stati di coscienza che il chiaroveggente non distingue più nei dettagli, ma, soltanto nell’insieme, come immagini che sfumano una nell’altra; mentre il Sole attuale con tutti i suoi Pianeti, si sacrificherà dando vita a un nuovo sistema solare.

34.   Gli Elohim sono i sette creatori dell’uomo che come abbiamo già accennato, appartengono alla gerarchia degli Spiriti della Forma o Exusiai, sono conosciuti in italiano col nome di Potestà”. Quando essi decisero di creare l’uomo presero coscienza che mancava loro qualcosa cui non erano in grado di dare all’uomo, cosicché chiesero aiuto alla “Divinità Suprema”, la quale diede una parte del Suo “Fuoco divino creatore”, ossia ciò che abbiamo chiamato il “Vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner dice che per realizzare questo, essi si unirono in una unità spirituale, creando un “Essere settemplice” ossia, un “Entità composita o Sobornica”, la quale è costituita da ogni singolo Elohim o Spirito della Forma, avente in sé tutte le facoltà spirituali dei sette Elohim. È un pensiero molto complicato da afferrare per chi ha poca conoscenza dell’Antroposofia, ma occorre dire che solo in questo modo gli Elohim potevano creare un uomo al quale dare l’autonomia di diventare un giorno simile ai creatori, e, avere la possibilità, di andare anche più oltre!

35.    Vedi la nota 31. e la nota 23.

36.   Il Guardiano della Soglia è un Entità astrale il quale rappresenta la sintesi di tutte le nostre imperfezioni negative accumulate nelle diverse incarnazioni che l’io inferiore non è riuscito a purificare e a trasformare in qualità superiori animiche; è come guardarci nello specchio e vedere la nostra immagine riflessa, ma contenente in sé, tutte le nostre imperfezioni morali, per cui l’immagine che ci ritorna è difficile da sostenere in quanto di una bruttezza terrificante. Ciò che ci si ripresenta è il nostro karma negativo oggettivato dal nostro Sé spirituale che assume la nostra figura umana imperfetta. il quale c’impedisce di entrare nel mondo spirituale fino a quando non ci reputa maturo. Noi lo incontriamo ogni sera quando ci addormentiamo e ogni mattino quando ci svegliamo, ma ci viene evitato dal nostro spirito guida di fare suo incontro terrificante dal quale verremmo sconvolti. La figura del Guardiano della Soglia, è come dire una sorta di io superiore che si riveste di tutte le nostre imperfezioni in modo da farci capire quanto ancora dobbiamo lavorare su noi stessi, prima di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale, dal quale verremmo respinti e potremmo entrare con delle gravi conseguenze psichiche nel nostro corpo fisico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5. Note Integrative Antroposofiche

Note pubblicate sull’articolo: “Alcuni aspetti del karma e del dolore umano ”.

 Breve premessa

       Affinché questi articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, alfine d’introdurre il lettore profano in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano, saranno pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.

Note Integrative

13.    Il Maitreya Buddha, è il nuovo Bodhisattva succeduto al Buddha Gautama che secondo alcune indicazioni concordanti sia della corrente orientale buddhista che di quella occidentale rosacrociana, s’incarnerà fra circa 5670 anni dopo il Buddha Gotama, o secondo l’esoterismo cristiano fra circa 2500 o 3000 anni dopo l’evento del Golgotha, cioè da quando il Cristo, il «Logos solare» dimora sulla Terra. Fra tremila anni Egli dovrà scendere sul piano fisico e incarnarsi completamente in un corpo umano preparato per lui, dimodoché possa percorrere quel grado umano chiamato da Rudolf Steiner “Buddha umano”, cui dovrà realizzare la “Dottrina” che ha ispirato alle diverse personalità bodhisattviche umane e realizzare la dignità di nuovo Buddha. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano, dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama e, userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire che nel sesto periodo postatlantico chiamato “Filadelfia”, ossia quello che succederà al nostro che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico della potenza del logos del Bodhisattva. Per meglio dire, la parola “magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado della coscienza morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che possano già da ora sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo.

È quindi della massima importanza che nel nostro periodo, una parte dell’umanità più progredita possa sviluppare in sé attraverso la fede verso un nuovo esoterismo cristiano moderno, un cammino spirituale onde riconoscersi tramite lo sviluppo della coscienza morale, di avere in sé un che di divino, da cui egli è sempre stato ispirato. Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale e sia sperano appunto, che possa realizzarsi nell’ambito di tutte le comunità e movimenti spirituali, la formazione di quelle anime cui possono essere idonee ad accogliere la «Parola magica» del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che la Società Antroposofica universale possa prendere coscienza e in modo particolare nei gruppi locali, affinché l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale, in modo da essere utili e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente che deve realizzarsi entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Questo ha come scopo di preparare nello stesso tempo, delle anime più evolute in modo da poter accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, il dono dall’alto del mondo angelico ossia, il principio del Sé spirituale. (Vedi anche la nota 4. di 1.Note Integrative Antroposofiche).

14.    Il sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, si riferisce al prossimo sesto periodo di cultura che seguirà il nostro quinto periodo di civiltà o di cultura, il quale sarà un periodo in cui gli uomini che avranno sviluppato in modo giusto l’anima cosciente, come spiegato nella nota 8 precedente, accoglieranno dall’alto quale dono dello Spirito della nuova Pentecoste, un principio microcosmico del Sé spirituale, come preannuncio del principio superiore macrocosmico che svilupperemo nella prossima incarnazione cosmica Planetaria della Terra (ossia tutti i pianeti del nostro sistema solare) che la Scienza antroposofica chiama “Giove”. Il nome Giove non è riferito al nostro pianeta attuale, ma indica il punto, dove la sfera terrestre astrale si espanderà in quel lontano futuro. (Vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative Antroposofiche). e la nota 25 di 3. Note Integrative Antroposofiche).

15.   L’uomo è un essere tripartito formato da corpo, anima e spirito; questa era anche la concezione cristiana di S. Paolo prima che l’ottavo concilio di Costantinopoli dell’869, i teologi cattolici decretassero “eresia” credere che l’uomo sia portatore di uno “Spirito umano”, ma che nell’anima umana esista soltanto una parte più sottile spirituale, in modo che possa distinguersi dall’animale, in quanto anche l’animale ha un’anima (corpo astrale). Rudolf Steiner attraverso la sua chiaroveggenza di altissimo iniziato cristiano – rosacrociano, ci rivela la natura umana, esattamente come la scienza materiale rivela le leggi della natura terrestre. Egli divide l’uomo in un Entità settemplice in divenire, vale a dire che non ha ancora raggiunto il completo sviluppo corporeo, animico e spirituale, e lo articola costituendolo in: “Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, Io quale nucleo dell’anima, sé spirituale, spirito vitale o buddhi e uomo spirito o atma”. Occorre dire che gli ultimi tre arti umani (sé, buddhi e atma) sono ancora presenti soltanto in germe nel mondo spirituale, e saranno sviluppati nell’arco di prossime Epoche o periodi di cultura; i primi tre arti inferiori invece, cioè: il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale, presenti nell’uomo da passati sviluppi di periodi di cultura, saranno maggiormente sviluppati e perfezionati completamente dall’Io umano, in arti spirituali superiori della costituzione settemplice dell’uomo, durante le prossime Epoche di cultura terrestri e nelle incarnazioni cosmiche future di Giove, Venere e Vulcano.

16.   Il Cristo è un Entità elevatissimo, cui non possiamo afferrarlo col nostro pensiero concettuale astratto, Egli è un Essere che abbraccia tute le gerarchie spirituali del nostro sistema planetario e stellare, pertanto possiamo afferrarlo col nostro pensiero intellettivo solo attraverso la Sua conoscenza immaginativa che c’è data dai Bodhisattva o dagli iniziati, attraverso la loro “Dottrina” o rivelazione spirituale, o tramite la conoscenza esoterica dei grandi iniziati cristiani-rosacruciani delle diverse scuole di pensiero che operano nel mondo. Possiamo quindi dire che la Scienza antroposofica quale via rosacruciana moderna, ci rivela che il Cristo è una manifestazione della Trinità universale la quale “emanò” o “generò” da Sé un “Pensiero Divino”* ossia, un “Io Universale” avente in sé le stesse facoltà caratteristiche trinitarie universali della Divinità Trina, vale a dire di “ Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito”. Questo Io universale, fu mandato sulla Terra, avendo il Padre sentito il grido di dolore dell’umanità morente, ma affinché questo Io supremo potesse incorporarsi nell’uomo Gesù di Nazareth, occorse un processo per la Sua discesa, alquanto delicato e complesso, dove fu necessario la partecipazione di diverse Entità spirituali appartenenti a tutti e tre i rami gerarchici e in modo particolare, a elevati uomini iniziati e Profeti che preparassero un corpo fisico adeguato per accogliere l’altissimo Dio-Sole. Pertanto questo Dio universale iniziò la Sua discesa dal mondo del “Logos o della “Parola”, unendosi prima con la prima gerarchia come “Io universale”, ove per modo di dire, si spogliò delle forze macrocosmiche per unirsi in un secondo tempo, come un “Io Cosmico” planetario, alla seconda gerarchia, quale espressione del Dio Figlio. Qui Egli si manifestò come “Agnello Mistico” attraverso un particolare Spirito del Movimento o Dynameis e poi dopo si unì ai sei Elohim solari o Spiriti della Forma come Elohim Yahve, tramite cui si manifestò come Dio Cosmico (Jehovah lunare) agli Ebrei e in un secondo tempo a Mosè, nel roveto ardente (nel mondo eterico elementare), come Yahve o l’Io Sono, e poi dopo, quando i tempi furono maturi Egli si manifestò agli uomini come “Pleroma”, l’inviato dei sei Elohim solari, l’Io Sono l’Io Sono, l’Io Cosmico o l’Altissimo Spirito del Sole che chiamiamo Cristo.

*   Nel libro “Meraviglie del creato, prove dell’anima e manifestazioni dello spirito, O.O. n. 129”, a pag. 156 è scritto: “Con il Cristo entra nella vita fisica un’Entità divina per la stessa via che dovettero percorrere per la vita terrena gli Dei che in realtà prima erano solo esseri pensati degli altri Dei [ossia Dei luciferici che non avevano una loro autonomia e quindi dipendenti dagli altri Dei normali]. Ora però entra per la prima volta un’Entità reale che non è nello stesso senso pensiero degli altri Dei, ma che è indipendente [ossia che è un’Entità autonoma e libera che può evolvere secondo le sue forze spirituali a stati di coscienza superiori], ha una sostanza autonoma. Dallo spazio cosmico, in cui prima avevano vissuto solo i pensieri degli altri Dei, viene ora un pensiero divino che è reale.

17.   Yahve o Jehovah è un Entità spirituale appartenente agli Spiriti della Forma o Elohim biblici. Quando all’Epoca Lemurica la Terra e la Luna erano ancora strettamente congiunte tra loro, gli dei lunari misero in pericolo l’evoluzione umana con forze astrali troppo basse che tendevano a mummificare la materia terrestre che avrebbe dato dei corpi troppo duri e inaccessibili all’anima umana. Per questo si rese necessario che Yahve assumesse il compito di separare la Luna dalla Terra, in modo che regnasse il perfetto equilibrio evolutivo tra le forze solari, lunari e terrestri. Egli sacrificò la Sua natura spirituale di Elohim solare per trasferirsi nella sfera lunare in modo da contrastare le forze di Lucifero agenti dal Sole, che si manifestano nelle venature dorate terrestri; per questo l’oro è sempre stato motivo di contrasto luciferico nell’avidità umana. Inoltre ha il compito di contrastare attraverso la luna fisica l’influsso negativo che opera dall’ottava sfera, come una Luna astrale la cui circonferenza ha per centro la nostra Terra e dietro cui agiscono Lucifero e Arimane quali servi della bestia apocalittica “Sorat” l’anticristo solare. Yahve è un grande servitore del Cristo e quando l’uomo sarà arrivato quasi alla sua meta e al fatidico numero d’evoluzione 666, Egli si riunirà di nuovo con i Suoi sei fratelli o Elohim solari, verso mondi più elevati dello spirito.

18.   L’Io Sono l’Io Sono del Cristo, come già accennato nella nota 16, quale pura Essenza divina spirituale, è incomprensibile a noi uomini e possiamo conoscerlo solo tramite la Sua manifestazione attraverso i piani gerarchici che alcuni elevati iniziati chiaroveggenti cristiani, riescono a cogliere e portare alla nostra conoscenza intellettuale. Per cui secondo la conoscenza antroposofica, durante la discesa del Cristo alfine di congiungersi con l’uomo Gesù di Nazareth, Egli dovette scendere dalla sfera della “Parola cosmica” attraverso le “porte spirituali” di alcune costellazioni. Per cui, dal mondo della Parola creatrice entrò nell’ambito della sfera dello “Zodiaco” e passando dalla porta dell’Ariete, ove venne conosciuto come “Agnello mistico”, attraversò la porta della Vergine, dove si congiunse con la “Divina Sofia” e fu conosciuto come “Signore” o “Kyrios”. Entrando nel nostro cosmo solare planetario, dalla costellazione della Bilancia e dello Scorpione-Aquila fu conosciuto dai “Santi Rishi” come Visva Karman e poi dopo da Zarathustra come “Ahura Mazdā”.   Continuando la Sua discesa attraverso la porta del “Capricorno” entrò nella sfera degli Arcangeli” manifestandosi con diversi nomi: “ Apollo, Osiride, Mitra, Baldur etc. e nel roveto ardente si manifestò a Mosè come “Io Sono l’Io Sono”. Poi sotto l’influsso della costellazione dei Pesci, compì il più grande sacrificio della storia umana unendosi all’uomo Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano operato da Giovanni il Battista, cui sarà poi chiamato Cristo Gesù. Sergej O. Prokofieff nel libro “Le dodici notte sante e le gerarchie spirituali” scrive:

    “ In tal modo abbiamo tre gradini cosmici della discesa del Cristo: Stellare (Ariete), Solare (nei due aspetti, in quanto Vergine e in quanto Scorpione-Aquila) e Lunare (Capricorno). A questi tre aspetti Cosmici o Sacrifici, si aggiunge poi il quarto, legato al sacrificio più grande, il gradino della Terra (sotto il segno dei Pesci) l’unione del Cristo con Gesù durante il Battesimo nel Giordano. In definitiva possiamo definire i quattro gradini della discesa del Cristo dal Cosmo sulla Terra ancora nel modo seguente: primo – stellare (Ariete), secondo-solare, terzo – lunare e quarto – terrestre”; pag. 74.

 19.   Rudolf Steiner da notizie di Jeschu ben Pandira nella quarta e sesta conferenza del Vangelo di Matteo O.O. 123 dove viene menzionato come la guida della corrente degli “Esseni” i quali erano sparsi in piccole comunità per tutta la Palestina. Jeschu ben Pandira (Gesù di Pandira), nacque in Palestina intorno all’anno 120 a.C. sotto il regno di Giovanni Ircano. Era figlio di una concubina chiamata Miriam (Maria) la quale di professione faceva la Pettinatrice che lo aveva partorito illegittimamente per cui, le costò secondo la pena di adulterio, la condanna a una morte atroce. Jeschu ben Pandira era discepolo di un Maestro dell’ordine dei Farisei che era chiamato Rabbi Josua ben Perachia, con il quale entrò in contrasto ciò che gli costò poi dopo, il motivo di condanna a morte da un fanatismo inquisitorio per blasfemia ed eresia, dove fu prima lapidato e poi impiccato a un albero, per aggiungere lo scherno alla pena. Dopo che il Buddha Gautama fu elevato a Buddha Celeste, essendo terminato il suo compito terreno, gli successe un nuovo Bodhisattva il cui compito fu di preparare una corrente precristiana tramite le due correnti spirituali degli “Esseni e i Terapeuti” nell’ambito della religione ebraica antica. Egli scelse per questo il Maestro degli esseni Jeschu ben Pandira come involucro e discepolo, per divulgare la sua “Dottrina”. Ciò fu possibile attraverso i cinque discepoli del bodhisattva e Maestro esseno, i cui nomi erano: Matthai, Naki, Nezer, Buni e Toda. Tramite il discepolo Matthai fluì la corrente esoterica dell’essenismo cui fu possibile a Matteo, discepolo di Gesù di Nazareth, descrivere nel suo Vangelo la genealogia di Gesù e tutti i fatti spirituali accaduti duranti i tre anni della vita del Cristo in Palestina fino al sacrificio sulla croce del Golgotha. Dal discepolo Nezer derivò la colonia essena di Nazareth ove fu possibile preparare e formare il pensiero spirituale dei due bambini Gesù, cui le due famiglie Maria e Giuseppe dopo che la prima coppia tornò dalla fuga in Egitto (come riportato dal Vangelo di Matteo) divennero amici con la coppia nativa di Nazareth, cosicché i due bambini Gesù divennero amici per prepararli al loro grande sacrificio, quali cristofori del Cristo; (vedi sesta conferenza di Matteo opera citata).

20.   Per spiegare che cos’è il corpo di resurrezione occorre capire cos’è il nostro corpo fisico o meglio la sua origine. Nel libro la «Scienza Occulta» troviamo la spiegazione dell’evoluzione dell’uomo che come accennato nella nota 22, deve attraversare sette stati di coscienza, ove durante il primo stato di coscienza saturneo, sviluppò il primo germe spirituale del corpo fisico quale dono degli «Spiriti della Volontà o Troni». Il corpo fisico sull’antico Saturno, era dunque un corpo formato soltanto da forze di calore, lo stesso calore corporeo che portiamo in noi oggi e che Rudolf Steiner chiamò «Fantoma». Vale a dire che il corpo di resurrezione, è un corpo spirituale superiore quale trasformazione del Fantoma umano che il Cristo creò per l’ulteriore evoluzione dell’uomo dei prossimi stati di coscienza futuri alfine che possa raggiungere e realizzare la sua meta futura alla fine di Vulcano. Questo fu possibile appunto, per il fatto che Egli discese fino all’ottavo strato del «Frangimento» della Terra e ancora oltre, laddove avviene la frantumazione di tutti i Fantoma umani dopo la morte dell’uomo. E dove Egli poté trasformare il Fantoma di Gesù di Nazareth rimasto integro nel settimo strato dello “specchio della Terra”, prima che avvenisse la frantumazione da parte delle forze arimaniche nell’ottavo strato della “sfera del frangimento”, in quanto era stato purificato dal Cristo, prima della morte di Gesù, dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, riportandolo al suo stato originario paradisiaco. Possiamo ancora aggiungere per meglio capire quest’azione spirituale alquanto complessa del Cristo che il corpo di resurrezione, è un arto spirituale di calore più elevato di quello costituitosi sull’antico Saturno, con il quale, il corpo di resurrezione forma un unità. Questo corpo di resurrezione non va scambiato col corpo eterico con il quale il Cristo si presentò ai discepoli, ove Tommaso poté toccare con mano le cicatrici del Suo corpo, giacché questi era solo un corpo eterico densificato, cioè non visibile a nessun occhio umano, tant’è che il Cristo si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo dove si erano adunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è quello con cui il Cristo si presentò a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco quale «fuoco macrocosmico di luce» accecandolo e che oggi grazie all’Antroposofia, ogni uomo che l’accolga e che sappia infiammarsi con i suoi contenuti di conoscenza, può compenetrarsi di questo «fuoco di luce spirituale», unicamente se egli è capace di accendere nella sua anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia; ove secondo la legge spirituale che il «fuoco non può essere divorato dal fuoco».  Vedi anche la nota 24. di 3. Note Integrative Antroposofiche).

21.   Le forze arimaniche sono forze negative dell’ostacolo che operano come contrasto nell’ambito dell’anima umana e in modo più specifico nel corpo eterico e nella parte pensante dell’uomo. Per un maggiore approfondimento vedi più avanti le note 24. e 25.

22     L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini i quali passano attraverso una coscienza di veglia.

I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono; infine nel nostro sistema solare e stellare, si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale l’etere di vita. Soltanto dunque nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota. Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”. Vedi anche la nota 2. di 1.Note Integrative Antroposofiche).

23.   La divina Iside nell’antico Egitto rappresentava sia la sorella e sposa di Osiride che l’antica Sapienza divina (Teosofia) che era cercata nei luoghi misteriosofici del culto di Iside, così come nei salmi Salomonici appare come l’amata Sapienza di Salomone e nei Profeta ebraici era presentita come la “Bat Kol”, ossia “la voce del cielo”. Nei filosofi greci era amata come “Filosofia” e oggi noi la conosciamo come “Antroposofia”. Quest’antica e moderna Sapienza è molto spesso confusa con lo Spirito Santo. In realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale che quale aspetto del terzo Logos si manifesta nell’ambito delle tre gerarchie, ossia: “I Cherubini o Spiriti dell’Armonia, gli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes e gli Angeli chiamati anche gli Spiriti della vita”; e in modo particolare nell’ambito della terza gerarchia, cioè le Archai o Spiriti delle civiltà, gli Arcangeli e gli Angeli. Dalla Scienza antroposofica sappiamo che quest’Entità divina è un “Essere” settemplice composita, nata durante l’antica evoluzione solare sull’antico Sole ed è costituita dall’insieme di ogni rango gerarchico, e cioè da: “Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, Spiriti del Movimento o Dynameis, Spiriti della Forma o Elohim, Spiriti della Personalità o Archai, Spiriti del Fuoco o Arcangeli; sull’antica Luna si aggiunsero gli Spiriti del Crepuscolo o Angeli e sulla Terra si aggiungerà l’Uomo.   Vedi anche la nota 29. di 3. Note Integrative Antroposofiche).

 

 

4. Note Integrative Antroposofiche

Note pubblicate sull’articolo: “Alcuni aspetti del karma e del dolore umano ”.

  Breve premessa

Affinché questi articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, alfine d’introdurre il lettore profano in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano, saranno pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.

Note Integrative

1.      Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore.

2.   Il nostro sé o Io inferiore, nasce all’incirca durante l’Epoca Lemurica, quando gli Dei o Elohim solari (Spiriti della Forma, secondo la terminologia antroposofica), erano costituiti da sette arti cosmici similmente a com’è costituito l’uomo attuale, la cui parte più bassa era l’Io. Cioè mentre l’uomo è costituito da un corpo fisico, eterico, astrale e Io, e da una triade superiore divina che non è ancora del tutto sviluppata, ossia il Sé spirituale, lo spirito Vitale o Buddhi e l’Uomo spirito o Atma, anche gli Dei creatori nel periodo lemuriano erano costituiti da sette corpi cosmici, e cioè da un “Io, un Sé spirituale, uno Spirito Vitale, e un Uomo Spirito”; poi similmente all’uomo avevano una triade superiore di un quinto, un sesto e un settimo corpo. Nel mentre facevano fluire o gocciolare la loro ultima parte, cioè il loro Io umano, altri Spiriti della Forma o Elohim che erano rimasti indietro nell’eone precedente dell’antica Luna al livello di Archai o Spiriti della Personalità, vollero fare la stessa cosa. Ma siccome non avevano maturato il loro Io umano per darlo all’uomo, fecero fluire le loro forze astrali non purificate nel corpo astrale dell’uomo oscurandolo, cosicché il corpo astrale dell’uomo oscurato e appesantito dalle forze di brame, desideri e passioni degli Archai, si divise in due parti, ossia venne costituendosi due anime umane, ciò che nella Bibbia è chiamato l’albero del bene e del male. Mentre dunque l’”albero della Vita” ha come significato il corpo superiore dell’uomo che abbiamo chiamato lo spirito Vitale o Buddhi, l’”albero del bene e del male” ha per significato il corpo astrale umano. Per cui fu così che l’uomo si divise in due anime (corpo astrale) di cui, nell’anima superiore gli Elohim normali fecero fluire una scintilla del loro fuoco divino, ossia l’”Io superiore” altruista umano, mentre nell’anima inferiore, gli altri Dei luciferici rimasti indietro, fecero fluire degli influssi astrali più bassi predisponendo così l’io inferiore all’indipendenza e all’egoismo, quale ancora oggi non vuole staccarsi dagli istinti, dalle brame e dalle passioni. (Vedi Riv. Antroposofia, anno ottobre-dicembre 1986, pag. 156).

3.    La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo pensato, sentito e voluto, nel mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale e per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva, e che comunque nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa o quell’Ispirativa. Il secondo aspetto è quel reale spirituale in cui è registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega: “Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [ gli iniziati veggenti ], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce “ –  conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112.

     La Scienza antroposofica spiega che la vera memoria akashica, è situata oltre il mondo devachanico, ossia oltre il mondo Celeste e della Ragione che va oltre le stelle fisse, ed è conosciuto nell’occidente come “mondo della Provvidenza”; è il mondo, dove origina la “vita universale” i cui donatori sono gli Spiriti del Movimento (Dynameis), il cui corpo più basso è il “Principio Vitale o del Budhi” e che è situato prima del “Nirvana” così chiamato dai buddhisti.

4.     La “legge della reincarnazione” spiegata molto bene da Rudolf Steiner secondo la concezione moderna rosacruciana, è quella legge universale a cui sono sottomessi i quattro regni della natura, i quali percorrono una via evolutiva di perfezione o grado di sviluppo della coscienza a un piano superiore. Sia i minerali, sia le piante sia gli animali sono sottomessi a questa legge universale, ma in modo particolare l’importanza di questa legge è attribuibile all’uomo, in quanto è portatore di un’Individualità spirituale presente sul piano fisico cioè, l’io umano: mentre tutti gli altri regni hanno il loro «Io di specie» su dei piani spirituali superiori, da dove agiscono con le loro forze sulla Terra. Così abbiamo che il centro di forze o l’io di specie del minerale è nel mondo stellare, da dove agisce sulla Terra; l’io-specie delle piante invece, è presente nel mondo Planetario, mentre l’io-specie degli animali è presente nel mondo astrale. Quando un animale muore, è subito sostituito dall’io di gruppo con un altro animale che nasce quasi subito dall’anima di gruppo della stessa specie. Mentre al contrario, ogni io umano, è insostituibile in quanto egli è parte dell’individualità umana singola presente sulla Terra, la quale morendo, muore con essa la possibilità di fare l’esperienza terrestre. La morte di un singolo animale invece, non ha quasi importanza per l’io di gruppo della singola specie animale presente nel mondo astrale, è come se venisse tagliata l’unghia di un dito; l’individualità o Io di specie non ne risente affatto che sostituisce subito con un’altra sua parte animica astrale. La singola individualità umana spirituale invece, occorra che faccia una lunga evoluzione nel mondo spirituale attraverso il passaggio di tutti i pianeti inferiori e superiori del nostro sistema solare, impiegando circa 300-400 anni, prima che possa incarnarsi in un nuovo corpo che elabora e costruisce nel mondo spirituale con la collaborazione degli Dei.

5. Il Doppio umano o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico invece, che agisce tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:

«Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

6.    Il Karma o «legge di causa ed effetto», sostituisce dopo l’avvento del Golgotha, la vecchia legge deuteronomica mosaica o del taglione: «Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita etc.», la quale non ammetteva sconti; per cui se qualcuno uccideva una persona ne subiva subito la conseguenza con la pena di morte. Oggi e in modo particolare dal XX secolo in poi, per quelli che accolgono e comprendono il Cristo nel senso della rivelazione dell’Antroposofia, le cose si presentano alquanto diverse, in quanto il Cristo è diventato il «Signore del Karma». Per cui la rigida legge testamentaria yahvetica si è modificata in «legge del perdono e dell’amore» con dedizione verso gli altri, ovverosia per quanto male abbiamo fatto agli altri, tanto bene dobbiamo restituire tramite l’amore e la dedizione verso quelli che abbiamo offeso, e altrettanto occorre, che perdoniamo coloro che ci hanno offeso. Ciò non vuol dire appunto che basti chiedere perdono a Dio e tutto viene azzerato come prima; Dio non può perdonare l’azione negativa commessa, ed è errato credere che il Cristo prenda su di Sé i nostri peccati morali, sono di tutt’altro genere i peccati che Egli prende su di Sé! È un tema che purtroppo esula dall’essere affrontato in una nota. Il peccato o l’errore morale, non può essere dunque perdonato, ma possiamo compensarlo in un modo diverso dalla legge antica del taglione se abbiamo accolto in noi l’Impulso del Cristo, ossia restituendo al nostro debitore, il male commesso con altrettanto amore e dedizione alle sue necessità materiali e spirituali. Occorre pertanto che compensiamo l’azione malvagia commessa ai danni degli altri, con un’altra azione positiva quale atto d’amore e dedizione. Il karma è un tema molto complesso, poiché riguarda il passato, presente e futuro dell’essere del divenire dell’uomo, per cui è difficile stabilire se l’azione che ci viene incontro nel presente sia un effetto di una causa passata o la causa di un effetto futuro.

Rudolf Steiner nel 1910 nel libro «Le manifestazioni del karma O.O. n.120», mise le basi per la conoscenza del significato del karma, enunciando questa legge in modo alquanto diverso da come enunciata dalla scienza ufficiale esteriore laddove a pag. 32, nella prima conferenza di Amburgo egli dice:

«Cosi oggi abbiamo potuto parlare del concetto di karma, (…). Troviamo cosi la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote di nuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso (…). Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, nei campi più diversi, che le varie correnti karmiche: “Karma personale, karma del popolo, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano a incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910 – ed. Antroposofica Milano)».

7.     Il numero della Bestia 666, che si legge sei, sei, sei, è un numero cabalistico ebraico che nell’esoterismo occidentale segue la forma settenaria, mentre in quella orientale è letto secondo la forma decimale. Per esempio nell’esoterismo orientale è predetto che il Maitreya arriverà fra 5670 anni dopo l’illuminazione del Buddha Gautama. Nell’esoterismo occidentale sappiamo che il Maitreya Buddha s’incarnerà fra circa tremila anni cioè, circa nella metà del sesto periodo di cultura. Volendo esprimerlo secondo la forma settenaria diremmo che: noi siamo nel quarto stato di coscienza, per cui sono già passati tre eoni Saturno, Sole e Luna, (vedi più avanti la nota 22) che indichiamo con il numero 3. Inoltre siamo nella quinta Epoca, cui ne sono già passate quattro: “Epoca Polare, Iperborea, Lemurica e Atlantica”, che indichiamo con il numero 4. Attualmente siamo nel quinto periodo di cultura e quando saremo nel sesto periodo, saranno passati cinque periodi di cultura che indichiamo con il numero 5. Quindi il numero esoterico per indicare l’arrivo del Maitreya in un’incarnazione futura terrestre, sarà quando nella nostra evoluzione si formerà il numero 345, cioè tre, quattro, cinque. Ora per indicare quando gli uomini rimasti indietro nell’evoluzione degli stati di coscienza, potranno ancora essere salvati o redenti dal Cristo, è indicato nel libro dell’Apocalisse di Giovanni con il numero della Bestia 666. Qui la cosa è un po’ più complessa, ma possiamo dire che quando l’uomo sarà nel sesto stato di coscienza di Venere e saranno passati 6 stati di vita, 6 stati di forma e 6 Epoche di cultura, si sarà formato quel fatidico numero di evoluzione menzionato da Giovanni nell’Apocalisse, ossia il numero 666 che egli caratterizza come il numero della Bestia a due corna, ovverosia il demone solare che si oppone al Cristo quale genio e guida del Sole. Tutte le anime che a quel tempo non si saranno redente, sprofonderanno con l’ottava sfera del male (la sfera soratica degli esseri malvagi) nell’abisso universale, dove in un successivo eone planetario potranno essere redente solo dalle forze di Dio Padre, laddove potranno iniziare da zero quale sedimento per un nuovo universo. Sorat, il Demone del male, il potente mago nero, sarà sconfitto definitivamente dalla potenza della magia bianca operata dal Cristo e dai suoi collaboratori spirituali cosmici appartenenti alla gerarchia dei sei Elohim solari, ossia dall’Eloah del Sole che è anche il genio della Terra, e da Michele assurto nel 1879 a Spirito della Personalità o Archai, durante l’evoluzione del sesto stato di coscienza cosmico planetario di Venere. Già nell’ambito del nostro stato terrestre, in un futuro non molto lontano (che possiamo fissare al termine della sesta Epoca Postatlantica, quando saremo nel sesto periodo di cultura cui di conseguenza si formerà il numero 66), Michele lotterà insieme alla Sofia cosmica, incatenando Sorat nell’abisso per mille anni, in modo da dare agli uomini la possibilità di rafforzarsi spiritualmente e moralmente per tenerlo a bada fino allo stato evolutivo di Venere. (Vedi la nota 26 e l’articolo precedente su questo blog: La nuova comunità di Filadelfia … VII”).

8.    Anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui, l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il «dio nell’uomo».

Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, cosi come per [mezzo dell’anima inferiore ], raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…).

Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua essenza (…). Perciò l’io per potersi percepire, non può farlo quando si abbandona alle rappresentazioni esterne, ma solo quando lo fa attraverso la sua anima cosciente tramite una certa attività interiore». (pag.52-53.)

Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire, allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa tramite cui possiamo, entrare in rapporto con le entità del mondo astrale e della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai).

Vedi anche la nota 8. di 1.Note Integrative Antroposofiche).

9.      Gli Spiriti del Tempo sono anche chiamati dalla Scienza antroposofica Spiriti della Personalità o Archai, sono degli Spiriti che si occupano dello sviluppo di ogni civiltà nascente. Attualmente lo Spirito del Tempo che dirige la nostra civiltà occidentale è l’Arcangelo Michele, assurto nel 1989 (in realtà già molto prima dopo l’evento del Golgotha) a Spirito del Tempo, il quale però è anche lo spirito reggitore del nostro periodo di cultura dell’anima cosciente, per la durata di circa 350- 400 anni. (Vedi anche la nota 11 di 2. Note Integrative Antroposofiche e la nota 21 di 3. Note Integrative Antroposofiche).

10.    La metempsicosi è un concetto orientale antico il quale crede che l’anima dopo la morte possa passare attraverso incarnazioni di animale e perfino vegetale. Ritroviamo questa concezione anche nella Bibbia del vecchio testamento in Daniele, dove egli interpreta il sogno del re Nabucodònosor che avendo offeso Dio, viene cacciato dal consesso umano e fatto passare attraverso la metamorfosi di animale e vegetale fino a quando pentito del suo peccato verso Dio, viene di nuovo reintegrato nel consesso umano regale, con un potere ancora più grande; Daniele 4,ss. Nella Grecia antica si credeva invece nella metensomatosi, ossia la trasmigrazione dell’anima esclusivamente in altri corpi umani, in contrasto poi con la concezione di Origene, teologo e filosofo greco cristiano vissuto nei primi secoli, il quale credeva alla preesistenza dell’anima il cui spirito s’incarnava di volta in volta in un corpo materiale che poteva essere più o meno elevato, a secondo della purificazione ed elevazione spirituale che conquistava in ogni vita attraverso esperienze morali.

11.      Il kali yuga è un periodo ciclico della durata di 5000 anni. Nella religione induista l’evoluzione del mondo avviene tramite lo sviluppo di quattro ere o periodi di tempo chiamati yuga, i quali sono cosi suddivisi:

1)   Satya Yuga o Krita Yuga, l’età dell’oro;

2) Treta Yuga, l’età dell’argento;

3)   Dvapara Yuga, l’età del bronzo;

4) Kali Yuga, l’età del ferro iniziata circa 3101 a.C. e terminata nel 1899 d.C.

Adesso siamo entrati nel ciclo di risalita cioè nel Dvapara Yuga che durerà di nuovo 5000 anni, poi il Treta Yuga e infine il Satya Yuga, ove termina il ciclo degli Yuga, ossia di 35000 anni.

12.     Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

 

 

L’impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo

Correggio-giovane-che-fugge-dalla-cattura-di-Cristo

«Nell’occuparci lungamente della questione dell’”Essere del Cristo” abbiamo cercato di chiarire in vari modi come, nel corso dell’intera evoluzione terrestre, l’avvento di quello che chiamiamo l’Impulso-Cristo sia, per l’evoluzione umana, l’avvenimento più grandioso. Si può perciò comprendere come quest’argomento sia inesauribile: sarebbe, infatti, un compito senza fine quello di voler illustrare l’Impulso – Cristo in tutti i suoi aspetti».

                                                 Rudolf Steiner,   Berlino, 2 maggio 1910

       Rudolf Steiner tenne tre conferenze a Norrköping il 28 -29 e 30 maggio 1912, col titolo “Le sorgenti della moralità” raccolte nel libro “Cristo e l’anima umana” O.O. n.155, insieme con altre conferenze dal titolo: “Cristo e l’anima umana, Il senso della vita e Antroposofia e cristianesimo”. Nelle tre conferenze menzionate, Egli si sofferma molto a lungo nelle prime due sulla personalità di Francesco d’Assisi, rivelandoci di essere stato scolaro nella vita precedente in una scuola occulta Buddhista situata sul mar nero, dove il Buddha Gautama insegnava dalle altezze spirituali, ossia dal piano eterico con il corpo spirituale, cioè con il Sambhogakāya che Rudolf Steiner, erroneamente confuse con il corpo fisico o Nirmāṇakāya del Buddha. Francesco, avendo così accolto la dottrina dell’amore e della compassione, poté divenire discepolo del Cristo nella vita seguente e operare nell’umanità terrena, tramite la forza del vero amore cristiano. Col suo esempio di umiltà e abnegazione verso il Cristo, egli divenne  per l’umanità, l’archetipo del vero impulso morale cristiano che scaturì dal vero amore sacrificale dell’evento del Golgotha cui Francesco manifestò nella sua espressione più alta, quale impulso delle tre virtù cristiane e cioè: “Fede, amore e speranza”, che ogni cristiano dovrebbe sforzarsi di tendere e realizzare, se vuole unirsi al Cristo, sui piani superiori della coscienza morale e, in modo particolare, prepararsi per avere l’incontro già durante il corso di questa nostra incarnazione terrena con la “figura luminosa” del Cristo eterico, nell’ambito del mondo astrale della sfera terrestre, quale promessa della Sua seconda venuta sulle “nuvole del cielo”; (Mt 26,64).  Che come sappiamo dalla Scienza antroposofica, le “nuvole del cielo” è un termine occulto in cui si esprime il mondo più vicino  sovrasensibilmente alla Terra, ossia il mondo elementare o eterico; è lo stesso mondo elementare in cui Mosè vide il Dio Yahve simboleggiato nel “roveto ardente”.

        Nella terza conferenza Rudolf Steiner affronta il tema della moralità in rapporto con lo sviluppo delle tre virtù platoniche: “La saggezza, il coraggio e la temperanza”, tralasciando la quarta la “giustizia”, dando così un ampio significato di queste tre virtù trasformandole in tre virtù antroposofiche – cristiane, ossia la “fede, l’amore e la coscienza”. Ogni antroposofo o buon cristiano dovrebbe sforzarsi di sviluppare queste tre virtù in modo da “rivestire” l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, quale immagine dell’“Io-Cristo”, e cioè: di un corpo astrale con le forze della fede, un corpo eterico con le forze dell’amore e un corpo fisico (spirituale), con le forze della coscienza. Come ogni “Io” umano per manifestarsi nel nostro mondo, ha bisogno di tre involucri e cioè: di un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale, anche l’Io-Cristo o “Impulso del Cristo” scaturito dall’evento del Golgotha, (vale a dire dall’azione che fu determinata dal “Cristo Cosmico” quale espressione o manifestazione divina del “Pleroma” dei sei Elohim solari in Gesù di Nazareth), ha bisogno di rivestirsi con degli involucri animici-spirituali, per manifestarsi nel divenire umano quale “Archetipo spirituale” sui diversi piani dell’esistenza, cioè eterico, astrale e spirituale.

       Rudolf Steiner dice che questi tre involucri animici – spirituali, deve essere l’uomo a crearglieli attraverso le sue azioni di fede, amore e coscienza, di cui con la forza della fede egli rivestirà l’Io-Cristo (Impulso del Cristo) del corpo astrale, con la forza dell’amore lo rivestirà del corpo eterico, e con la forza delle azioni compiute con la coscienza (morale), lo rivestirà del corpo fisico.

        Ho ritenuto opportuno estrapolare una parte della terza conferenza tenuta appunto a “Norrköping, il 30 maggio 1912”, per renderla pubblica attraverso il mio blog: “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, in modo che anche anime semplici che non abbiano alcun pregiudizio, ma che riescono ad aprirsi con fiducia del loro cuore alla conoscenza della Scienza dello Spirito o Antroposofia, possano comprendere quanto sia importante la fede, la fiducia e la meraviglia che riponiamo nel divino, nella natura e nell’uomo, con cui potremo rivestiremo l’Io-Cristo di un corpo astrale. Di quanto sia importante che amiamo il nostro prossimo di vero amore e dedizione con cui svilupperemo le forze che avvolgeranno l’Io-Cristo di un corpo eterico. Infine occorre che diveniamo moralmente più coscienti nei confronti di ciò che ci circonda, in quanto per lo più agiamo di solito, solo per un nostro tornaconto che è sempre egoista, limitandoci invece ad avere, solo ciò che ci occorre e pensando che anche altri, debbano beneficiare qualunque sia il loro credo, razza e appartenenza sociale. Occorre che nei nostri impulsi verso il mondo esterno, sappiamo aprirci con più altruismo verso chi in modo particolare è diverso da noi, liberandoci da questo razzismo radicato in ogni uomo moderno e determinato da odi e conflitti vissuti in incarnazioni passate antiche, cui abbiamo vissuto in ogni popolo della Terra e, che emergono nei momenti in cui l’umanità (o una parte dell’umanità) è messa alla prova.

     Riporto qui di seguito l’estratto della conferenza tratta dal libro “Cristo e l’anima umana” tenuta da Rudolf Steiner a Norrköping, il 30 maggio 1912”:

     «Vorrei chiudere queste considerazioni esponendo qualche cosa che avrebbe certo bisogno di molte spiegazioni ma che mi limiterò a comunicare. L’impulso del Cristo penetrò nell’evoluzione terrestre, come abbiamo visto, col mistero del Golgotha. Sappiamo che, allora, un organismo umano, formato da corpo fisico, corpo eterico, e corpo astrale, ha accolto dall’alto l’impulso del Cristo come “Io”. L’impulso del Cristo fu ricevuto allora dalla Terra, e fluì nella vita delle successive civiltà. Di Gesù di Nazareth erano rimasti il corpo fisico, il corpo eterico, e il corpo astrale. L’impulso del Cristo vi dimorò come “Io”. Gesù di Nazareth si separò sul Golgotha dall’impulso Cristico che poi fluì nell’evoluzione terrestre. Questo impulso, nella sua evoluzione, s’identificò con l’evoluzione stessa della Terra».

      Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani cui viene strappato il lenzuolo che era avvolto, fuggendo poi nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52.

 Poi Egli riprende dicendo:

       «Accogliete con serietà queste cose che spesso vengono ripetute affinché l’uomo possa più facilmente comprendere (…). L’evoluzione della Terra consiste, in fondo, che riguardo a tutto le cose esteriori, nella seconda parte dell’evoluzione terrestre in cui ora ci troviamo, si dissolverà tutto ciò che era stato formato nella prima parte evolutiva. Cosicché tutto ciò che noi vediamo esteriormente nel fisico si distaccherà dall’evoluzione dell’umanità, allo stesso modo che dall’uomo si distacca alla morte, il suo corpo fisico. Che cosa resterà alla fine? Si potrebbe domandare. Resteranno delle forze: quelle forze reali che vengono incorporate negli uomini mediante il processo di evoluzione dell’umanità sulla Terra! In esse l’impulso massimamente reale è quello fluito nell’evoluzione della Terra attraverso il Cristo. Ma l’impulso del Cristo non trova ora sulla Terra nulla di cui si possa rivestire. Perciò Egli deve ricevere un involucro attraverso l’ulteriore evoluzione della Terra, e quando la Terra sarà arrivata alla sua fine, allora il Cristo pienamente evoluto sarà l’uomo della fine, come Adamo fu l’uomo del principio, intorno al quale si è raggruppata l’umanità nella sua molteplicità. Nella frase: “Quel che avete fatto al minimo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”, è racchiusa per noi una grande indicazione. Che cosa vien fatto con ciò al Cristo? Le azioni compiute nel senso dell’impulso cristico, sotto l’influenza della coscienza e della fede, e nella direzione della conoscenza, si vanno svincolando dalla vita terrestre svoltasi finora, e mentre l’uomo, attraverso le sue azioni e la sua condotta morale, dà qualcosa ai suoi fratelli, [ossia quando agiamo con amore e dedizione verso gli altri], lo dà nello stesso tempo al Cristo. Si può così stabilire una norma: tutto quanto viene creato da forze, di azioni di fede e di fiducia, di azioni compiute attraverso la meraviglia e l’ammirazione, tutto questo, poiché nello stesso tempo lo diamo all’Io del Cristo, è qualcosa che si avvolge intorno al Cristo stesso come un involucro, paragonabile al corpo astrale di un uomo. Noi formiamo il corpo astrale che avvolge l’impulso del Cristo per mezzo di tutte le nostre azioni morali di meraviglia, di fiducia, di venerazione e di fede. Per mezzo di tutte queste azioni noi suscitiamo l’amore, e tutto ciò è già nel senso della frase citata: “Quel che avete fatto al minimo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”.

        Noi formiamo inoltre il corpo eterico del Cristo con le nostre “azioni d’amore”; infine, mediante quello che vien prodotto nel mondo per effetto degli “impulsi della coscienza”, noi, formiamo per l’impulso del Cristo quello che corrisponde al corpo fisico dell’uomo. Pertanto quando la Terra sarà giunta alla sua meta, quando gli uomini comprenderanno i giusti impulsi morali in base ai quali viene compiuto ogni bene sulla Terra, allora sarà liberato quell’impulso del Cristo che, col mistero del Golgotha, è fluito nell’evoluzione dell’umanità come “Io”. Esso sarà avvolto da un corpo astrale formato con la fede, con la venerazione, con tutte le azioni di meraviglia e di ammirazione degli uomini; da qualche cosa che è come un corpo eterico, formato dalle azioni dell’amore umano, e da qualche cosa che intorno ad esso è come un corpo fisico, plasmato dalle azioni della coscienza [cioè quelle azioni buone che facciamo con consapevolezza]. Così si compirà l’evoluzione futura dell’umanità per la collaborazione fra gli impulsi degli uomini e l’impulso del Cristo; noi vediamo in prospettiva davanti a noi l’umanità come un grande organismo articolato. Nella misura in cui gli uomini saranno in grado d’inserire le loro azioni in questo grande organismo, di formare un involucro con i loro impulsi e le loro azioni, essi avranno gettato le basi, lungo l’evoluzione della Terra, di una grande comunità interamente compenetrata dall’impulso del Cristo (…). Con l’evento del Golgotha la più alta individualità [ lo Spirito del Sole], penetrò nell’evoluzione terrestre; e in quanto gli uomini avranno coordinato in modo cosciente la loro vita intorno ad essa, circonderanno, rivestiranno l’impulso del Cristo come di un involucro del quale il Cristo sarà il nocciolo, il centro». (pag. 122-126 Ibidem)

     Questo vuol dire che l’Impulso del Cristo che l’uomo rivestirà, sarà come un “Io superiore” che avvolgerà tutta l’umanità cristificata, compenetrata dal “Vero Io” del Cristo, come Suo nocciolo centrale.

Antonio Coscia 25 ottobre 2018

Sopra: Correggio, giovane che fugge dalla cattura del Cristo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni aspetti del karma e del dolore umano IV

       krishna - La predicazione sul monte Meru.jpg

      Non dobbiamo perciò concepire il nostro dolore o la nostra malattia, come un castigo divino, ma come un contrasto che gli Dei posero contro gli spiriti dell’ostacolo per salvaguardare la nostra anima, la quale rischierebbe di diventare preda nella sfera di questi spiriti luciferici e arimanici ritardatari, mentre contro gli “asura” dobbiamo provvedervi noi. Naturalmente tutto questo deve accompagnarsi come sopra citato, da un risveglio interiore della nostra natura animica – spirituale che dovrà tendere a cristianizzarsi, cosicché possa percepire in sé la presenza divina del Cristo e superare l’angoscia animica del presente e, in modo particolare superare il nostro egoismo trasformandolo in una facoltà superiore di “abnegazione” per il mondo divino degli Dei. Quest’abnegazione o sacrificio di sé colmo di venerazione per gli Dei, ci porta a fare ancora una considerazione nei confronti del nostro Sé superiore, cioè a dire e a riflettere profondamente su di un aspetto peculiare della nostra vita umana – spirituale, ossia quello che vede il nostro Sé superiore come un’Entità intransigente che non accetta compromessi, e per questo il “calice amaro del dolore” non può mai essere allontanato da noi, ma va “consumato” fino all’ultima goccia. E come il Cristo Gesù nel “giardino dei Getsemani”, bevve il calice amaro che non fu allontanato dal Padre Cosmico, ma portato avanti con amore alfine di compiere la Volontà divina fino al sacrificio estremo della morte sulla croce, (in modo da dare all’umanità la forza della redenzione attraverso il superamento del dolore), così noi dobbiamo accogliere e accettare il dolore quale via della nostra redenzione e perfezione umana, compiendo con consapevolezza il volere del nostro Sé o Saggio superiore. Ma quanti di noi riescono ad accettare e superare il dolore come via evolutiva della coscienza libera e autonoma e quale via redentrice della nostra imperfezione e compensazione dei nostri errori (peccati) nei riguardi della comunità umana e del nostro Sé spirituale, se prima non accogliamo in noi la forza dell’amore e della dedizione attraverso l’Impulso – Cristo che ci addita l’Antroposofia? Se non siamo abbastanza forti, se ci manca la forza del Cristo, difficilmente riusciamo a superare le prove della vita senza essere schiacciati dal peso della sofferenza e del dolore fino a farci piegare le ginocchia, chiedendo di allontanare da noi il calice amaro dal nostro Io superiore.

         Il Mistero dell’Io umano così come quello del Sé spirituale, sono tra i concetti antroposofici più difficili da comprendere quando ci avviciniamo allo studio dell’Antroposofia, in quanto si presentano al lettore nei diversi aspetti cosmici – umano che a volte, sfugge la loro comprensione, fino a quando non riusciamo a trovare attraverso lo studio approfondito delle diverse conferenze antroposofiche, la chiave che possa in parte svelare l’arcano umano-spirituale dei diversi aspetti dell’Io. Così come del resto nei riguardi del Sé spirituale, che a volte è menzionato da Rudolf Steiner come germe spirituale in nuce nell’uomo, quale dono dei Serafini concessoci durante l’evoluzione dell’antica Luna. A volte la stessa “Antroposofia”31 è indicata come il Sé superiore dell’uomo e in altre conferenze, il Sé spirituale è rappresentato dall’archetipo dell’umanità di cui abbiamo sopra accennato e cioè l’anima adamitica, vale a dire quella parte astrale – eterica che è simile alla natura angelica-arcangelica la quale, è sottratta ad Adamo dagli Dei, prima che quest’ultimo venga offuscato dagli spiriti dell’ostacolo, cioè Lucifero e Arimane, durante l’epoca Lemurica e ai primi tempi dell’epoca Atlantica, ossia poco prima della “caduta dal paradiso terrestre”. Nel libro “La Bhagavad-gita e le lettere di Paolo O.O. 142”, Rudolf Steiner menziona quest’anima adamitica come principio superiore del Sé spirituale che nel poema epico indiano della Bhagavadgītā”, assume le sembianze umane del “Signore Krishna” l’altissima entità divina che guida il discepolo Arjuna verso l’ascesa del Sé spirituale.

        “Quando Paolo ha la sua visione davanti a Damasco, chi gli appare è il Cristo. Ma il fulgore di luce del quale il Cristo si riveste, è Krishna. E poiché il Cristo ha assunto Krishna a proprio involucro animico, mediante il quale Egli poi continua a operare, nel Cristo che in quel momento risplende di luce, è contenuto anche tutto ciò che in passato era stato il contenuto della sublime Bhagavadgītā”; pag. 117 Ibidem.

        Non è facile dunque orientarsi in questi concetti molto complicati della natura superiore spirituale dell’uomo, se non dopo un approfondito studio metodico e riflessivo della conoscenza antroposofica data dalla Scienza dello Spirito. I quali se compresi nella loro essenza spirituale, ci fanno capire che l’uomo si manifesta attraverso diverse dimensioni cosmiche fino alla sfera spirituale del “Logos”, vale a dire quella sfera spirituale superiore da dove fu accolto dagli Elohim solari come dono dalla Trinità divina, la pura essenza spirituale del Vero Io o Scintilla divina32 quale vero “nocciolo” della natura divina spirituale dell’uomo superiore. Non dobbiamo pertanto concepire il nostro Sé superiore come un autocrate bizzarro cui piace godere dall’alto, della nostra sofferenza umana, tutt’altro! Egli è un’entità colma d’amore, poiché concepito e generato dall’amore divino. Ma è un amore divino cui non può fare altro per il momento, che volgerlo verso il figlio umano imperfetto, se mi è permesso dire, con severità! per il fatto di dover guardare costantemente in avanti verso il futuro “Uomo spirituale” perfetto che va realizzato. Esso fu concepito sull’antico Saturno da Dio Padre, tramite la collaborazione dei Troni o Spiriti della Volontà, i quali donarono all’uomo una parte del loro “fuoco divino” quale principio inferiore del corpo fisico (corpo di calore o Fantoma) e il germe spirituale del principio superiore dell’Uomo Spirito o Atma, cui l’Io umano, è portato a sviluppare e realizzare quale scopo della sua meta futura alla fine del lontanissimo stato di coscienza di Vulcano. Questo vuol dire che la nostra Terra, finito il suo ciclo terrestre (che richiede ancora moltissimi millenni), dovrà attraversare tramite un processo d’incarnazioni o metamorfosi cosmiche, ancora tre successivi stati di materia più sottile spirituale, tre eoni o stati di coscienza cosmici che la Scienza antroposofica chiama Giove, Venere e Vulcano33. Pertanto non possiamo aspettarci da lui nessuno sconto, tutto deve essere consumato e compensato attraverso prove, dolori e sofferenze della vita che noi stessi d’altronde, abbiamo deciso di sopportare prima della nostra nascita, ossia prima d’incarnarci e che non ricordiamo più grazie al velo che il nostro Angelo custode stende sulla nostra memoria.

         Il fatto invece che noi possiamo gioire dei piaceri della vita, o avere delle pause più o meno lunghe di felicità, dobbiamo ringraziare secondo la Scienza antroposofica, i nostri creatori, cioè gli Elohim34 solari che crearono il mondo. Quel mondo che dopo averlo creato, dissero che era “bello e buono”, ma che attraverso le nostre azioni scellerate lo abbiamo guastato (anche se ciò è stato necessario per lo sviluppo della nostra coscienza autonoma e libera) e che adesso possiamo rimediare se prendiamo la ferma decisione di cambiare lo stato attuale materialistico e caotico in cui siamo, sforzandoci di cambiare i nostri pensieri e sentimenti egoisti, aiutando la nostra Terra con interventi e iniziative che tendano a bonificare e a purificare la natura terrestre. Il pensiero scientifico che pensa che l’uomo possa vivere ed evolvere su altri pianeti del nostro sistema solare è in errore, giacché l’Io umano, può solo evolvere e perfezionarsi sul nostro pianeta Terra, così come altri tipi di anime umane prive del corpo fisico, vivono ed evolvono secondo Rudolf Steiner, nell’ambito degli altri pianeti del nostro sistema solare; per questo è importante che l’uomo non distrugga la natura terrestre prima di aver raggiunto la sua meta umana di uomo-angelo. Possiamo in questo essere aiutati dall’Antroposofia, perché i pensieri che accogliamo sono pensieri cosmici d’amore con i quali, possiamo purificare e trasformare gli “esseri elementari naturali” che operano come forze distruttive nel nostro mondo quali manifestazioni delle entità luciferiche e arimaniche, in modo di attenuare gli eventi catastrofici che sempre più spesso si abbattono con violenza sulla Terra con disastri naturali, etc. La Scienza antroposofica può veramente aiutarci se accolta e compresa nella sua vera essenza divina spirituale, la quale può diventare per noi un vero elisir di vita che può aiutarci nei momenti di prove in cui il destino o il Saggio superiore, ci pone di fronte ai dolori e alle sofferenze quale compensazione dei nostri errori e della nostra imperfezione umana, aiutandoci oltremodo a realizzare quel radicale cambiamento cui occorre per lo sviluppo della realizzazione dell’anima cosciente. Compenetrandoci sempre più della Scienza antroposofica non solo tramite il nostro pensiero intellettuale, ma anche e soprattutto con sentimenti di calore e ardore per l’”Essere Anthropos-Sophia”35, faremo sì che i nostri sforzi possano essere compensati e visti dagli Dei come una nostra crescita morale così che agiscano nei nostri confronti con benignità, concedendoci quei momenti in cui il dolore e la sofferenza sono mitigati dalla loro grazia in momenti di piacere e di gioia, insieme con quelli che amiamo.

      Inoltre attraverso la conoscenza che l’Antroposofia ci offre nei diversi rami del sapere (che in un primo momento c’è dato in forma astratta in quanto la sua realtà spirituale, ci legherebbe a Rudolf Steiner in un rapporto di sudditanza similmente alla via iniziatica antica, dove l’allievo era sottomesso dall’autorità del Maestro, ciò che avrebbe limitato la nostra libertà di pensiero causando un errato sviluppo dell’anima cosciente) abbiamo la possibilità di approfondire la nostra vera natura umana e spirituale interiore. Difatti, se l’uomo guarda in se stesso, non trova mai la sua vera natura umana spirituale, ma soltanto ciò che ha appreso dal mondo esterno. L’uomo nel suo interno, non trova altro che il mondo esterno, egli non è altro che lo specchio del mondo esterno, dice Rudolf Steiner in questa conferenza. Vale a dire che il “saggio inferiore” non è altro che la sintesi dei ricordi che vanno dall’infanzia, fino al momento della morte, cioè, la Personalità umana che assumiamo in questa vita, non è altro che l’insieme di tutte le esperienze che facciamo e che traiamo dal mondo esterno, sia dalla famiglia, e sia dall’indottrinamento ideologico filosofico e religioso, della nostra civiltà attuale. Pertanto guardando al nostro, interno, non potremmo mai trovare il nostro vero nucleo superiore spirituale, ossia il vero Io o Sé spirituale che vive nei mondi superiori spirituali come indicato dalla conoscenza dell’Antroposofia.

Nel libro “Teosofia” (O.O. n. 9), Rudolf Steiner in merito scrive:

         “Lo spirito forma l’Io dall’interno all’esterno [cioè l’Io o Sé superiore, in quanto sono strettamente congiunti in un’unità spirituale]; il mondo minerale lo forma dall’esterno all’interno [vale a dire il nostro io umano o Personalità terrena]. Alla spiritualità formatrice dell’Io e vivente quale Io [superiore], daremo il nome di Sé spirituale, poiché si manifesta come “Io” o “Sé” dell’uomo”; (pag. 40 Ibidem).

       Ciò vuol dire che per conoscere il nostro vero nucleo spirituale umano, occorre penetrare nel vero mondo spirituale vivente in cui vive, ossia nel vero mondo astrale e spirituale dove il nostro Sé è effuso insieme al nostro Vero Io, cioè in quei mondi in cui ci conduce l’Antroposofia con i suoi meravigliosi pensieri-immagini cosmici, quando ci parlano degli stati di coscienza di Saturno, Sole, Luna; Devachan superiore, vita da morte a nuova nascita, della reincarnazione, delle gerarchie del mondo spirituale e … altro ancora. Grazie all’Antroposofia abbiamo la possibilità di arrivare alla vera conoscenza del Sé, attraverso lo sforzo di approfondimento dei misteri dell’esistenza che possiamo accogliere dai quattro libri fondamentali della Scienza dello Spirito, e cioè: “La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e la Filosofia della Libertà”; editi tutti dalla casa Editrice Antroposofica di Milano. Se impariamo attraverso la meditazione a riflettere su questi pensieri cosmici, allora nella nostra anima possiamo unirci ai “viventi pensieri” cosmici dello Spirito universale; col nostro sentire possiamo percepire il “tessere cosmico” degli Dei e nel nostro volere “l’agire” degli Esseri cosmici, dai quali possiamo trarre le forze per creare e perfezionare noi stessi, alfine di superare grazie anche all’Impulso del Cristo, il “Guardiano della Soglia”36, per unirci infine, alla nostra immagine divina o Sé spirituale.

          Credo che questa conferenza di Rudolf Steiner, vada letta e studiata insieme per intera, e che forse andrebbe discussa in un adeguato gruppo antroposofico a quattr’occhi e da bocca a orecchio, perché a volte, la divulgazione in pagine virtuali qual è facebook, non trovi il giusto atteggiamento animico e dialogico, e la giusta tolleranza nel rispettare le opinioni altrui, anche quando possono sembrarci stolte e banali. Nel libro “Formazioni di Comunità”, Rudolf Steiner ammonisce a sviluppare la tolleranza umana nei confronti dei nostri interlocutori e a rispettare qualsiasi pensiero che l’altro possa esprimere, anche quando non si concilia col nostro, dove appunto scrive:

         «Di fronte alle verità spirituali bisogna sviluppare di continuo e al massimo quella che nel miglior senso della parola si può indicare come “tolleranza”. La tolleranza è indispensabile per collaborare con persone che vogliono dedicarsi insieme alla Scienza dello Spirito antroposofica. Guardando in questa prospettiva la bella qualità della tolleranza umana, ci si accorge al contempo quanto sia necessaria l’”autoeducazione” alla tolleranza, proprio nel presente. È appunto caratteristica massima del nostro tempo che nessuno sappia più ascoltare bene un altro! In generale si può forse pronunciare una frase senza che alle prime parole l’altro ci dica la sua opinione e così un’opinione si contrapponga all’altra? In fondo la nostra attuale civiltà è tale che nessuno ascolta più, che ciascuno apprezza solo la propria opinione e tiene per stolto, chiunque non lo condivida. Ma quando una persona esprime un’opinione, anche se la riteniamo più che stolta, è pur sempre un’opinione umana, e deve essere da noi accolta, dobbiamo ascoltarla».   (Fine)

Rudolf Steiner     (Formazioni di Comunità O.O. 257, pag. 171)              

Collegno   21 ottobre  2018                                                        Antonio Coscia

 Sopra: Immagine di Krishna

Note Integrative

31    Non si può definire in una nota che cosa sia l’Antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiani-rosacruciani vissuti tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata in un’epoca o periodo di cultura di sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta e meticolosa poté trarre dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche”, che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scoprì le leggi e le regole celesti, così da giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».

Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C.

Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale, come la vera Entità superiore dell’uomo.

    «… e ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice: “Fammi entrare, poiché io sono te stesso; io sono la tua vera natura umana”».

Rudolf Steiner, 18 novembre 1923

32    Al di sopra dell’«Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un altro «Io» superiore, che possiamo definire una «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, Egli difatti, ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo:

«L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».

(Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).

33    Vulcano è il nome che Rudolf Steiner dà all’ultimo stato di coscienza dello sviluppo dell’uomo, quando sarà arrivato al livello gerarchico di Archai o Spirito della Personalità, dopodiché egli proseguirà oltre, verso altri cinque stati di coscienza che il chiaroveggente non distingue più nei dettagli, ma, soltanto nell’insieme, come immagini che sfumano una nell’altra; mentre il Sole attuale con tutti i suoi Pianeti, si sacrificherà dando vita a un nuovo sistema solare.

34     Gli Elohim sono i sette creatori dell’uomo che come abbiamo già accennato, appartengono alla gerarchia degli Spiriti della Forma o Exusiai, sono conosciuti in italiano col nome di Potestà”. Quando essi decisero di creare l’uomo presero coscienza che mancava loro qualcosa cui non erano in grado di dare all’uomo, cosicché chiesero aiuto alla “Divinità Suprema”, la quale diede una parte del Suo “Fuoco divino creatore”, ossia ciò che abbiamo chiamato il “Vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner dice che per realizzare questo, essi si unirono in un’unità spirituale, creando un “Essere settemplice” ossia, una ”Entità composita o Sobornica”, la quale è costituita da ogni singolo Elohim o Spirito della Forma, avente in sé tutte le facoltà spirituali dei sette Elohim. È un pensiero molto complicato da afferrare per chi ha poca conoscenza dell’Antroposofia, ma occorre dire che solo in questo modo gli Elohim potevano creare un uomo al quale dare l’autonomia di diventare un giorno simile ai creatori, e, avere la possibilità, di andare anche più oltre!

35     Vedi la nota 31. e la nota 23.

36   Il Guardiano della Soglia è un Entità astrale il quale rappresenta la sintesi di tutte le nostre imperfezioni negative accumulate nelle diverse incarnazioni che l’io inferiore non è riuscito a purificare e a trasformare in qualità superiori animiche; è come guardarci nello specchio e vedere la nostra immagine riflessa, ma contenente in sé, tutte le nostre imperfezioni morali, per cui l’immagine che ci ritorna è difficile da sostenere in quanto di una bruttezza terrificante. Ciò che ci si ripresenta è il nostro karma negativo oggettivato dal nostro Sé spirituale che assume la nostra figura umana imperfetta, che c’impedisce di entrare nel mondo spirituale fino a quando non ci reputa maturo. Noi lo incontriamo ogni sera quando ci addormentiamo e ogni mattino quando ci svegliamo, ma ci viene evitato dal nostro spirito guida di fare suo incontro terrificante dal quale verremmo sconvolti. La figura del Guardiano della Soglia, è come dire una sorta di io superiore che si riveste di tutte le nostre imperfezioni in modo da farci capire quanto ancora dobbiamo lavorare su noi stessi, prima di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale, dal quale verremmo respinti e potremmo entrare con delle gravi conseguenze psichiche nel nostro corpo fisico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni aspetti del karma e del dolore umano III

Paolo Veronese, Cristo nell'orto del Getsemani, Milano, Pinacoteca“Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà. Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo”; (Lc 22,42-43).

        Riguardo gli altri due evangelisti, la Scienza antroposofica ci dice che Marco descrive la manifestazione del Cristo nel corpo eterico di Gesù di Nazareth e che eludendo l’albero genealogico, inizia subito con il Battesimo di Gesù di Nazareth da parte di Giovanni il Battista nel fiume Giordano, dove viene compenetrato dall’Altissimo Spirito del Sole. Nel suo Vangelo non troviamo la preghiera del Padre Nostro, ma soltanto una sintesi di quando noi prima di pregare Dio, dobbiamo perdonare coloro che ci hanno offeso, così come il Padre perdona noi quando pecchiamo verso Lui ( Mc 11,25). Nel Vangelo di Giovanni invece, abbiamo una delle più profonde opere letterarie esoteriche religiose, in quanto Giovanni esprime la massima manifestazione del Cristo quale “Io Cosmico”, il quale s’incorpora in Gesù di Nazareth vivendo come uomo in mezzo agli uomini, per tre anni, fino al sacrificio della croce sul Golgotha. Nemmeno nel Vangelo di Giovanni troviamo la preghiera del Padre Nostro, ma la più bella immagine di un’infinita sofferenza umana da parte di un Dio – uomo, che nel Getsemani avendo ormai esaurito quasi tutte le Sue forze cosmiche, preso dall’angoscia di non riuscire a portare a termine la Sua missione, chiede aiuto al Padre. Giovanni attraverso la sua chiaroveggenza, riporta in questa immagine del Getsemani il più alto esempio di sofferenza e di umanità del Cristo Gesù, cui piegato dal dolore, con profonda umiltà rivolge al Padre le famose parole:

Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”; (Lc 22,42-43).

       Il Padre non allontanò il calice dal Cristo Gesù, ma venne in Suo aiuto l’Arcangelo Widar l’antico Spirito guida del Buddha che rinvigorì con le sue forze vitali il corpo eterico del Cristo Gesù, cosicché poté portare a termine la Sua missione. Ciò che anche noi oggi quando il dolore va oltre le nostre forze, se ci siamo compenetrati dell’Impulso del Cristo e chiediamo con umiltà il suo aiuto, il nostro corpo eterico può essere vivificato dalle forze vitali del Cristo dandoci la possibilità di superare la sofferenza e il dolore animico.

      Ritornando al concetto di “peccato e debito” cui abbiamo menzionato, in base all’approfondimento del tema che ci siamo posti per chiarire ulteriormente in parte, la domanda del perché soffriamo che Rudolf Steiner risponde già in modo esauriente nella conferenza, possiamo ancora aggiungere qualcosa per quel tanto che può esser detto in più, sulla complessità del tema del dolore umano. Tutto questo ci porta ancora a dire che il Cristo non abolì del tutto la “legge del Taglione”, ma Egli la completò trasformandola da “occhio per occhio, dente per dente, etc.”, nell’impulso del perdono e dell’amore; ossia per meglio dire, nell’imparare a perdonare e ad amare coloro che ci hanno offeso. Ciò non toglie però che se abbiamo rubato, abbiamo contratto un debito che non si può annullare semplicemente amando la persona derubata; questo va bene per riequilibrare il peccato soggettivo, cioè lo sviluppo morale che risana attraverso l’impulso dell’amore, l’imperfezione del “saggio inferiore”, ma occorre altresì che restituiamo il maltolto, ciò che abbiamo derubato con l’inganno o altro. Se riflettiamo profondamente su questo esempio di vita, possiamo capire che la nostra sofferenza è un effetto di una causa dovuta a un’azione negativa soggettiva morale che ci rese imperfetti e che, come conseguenza, dobbiamo ora non solo riparare il peccato morale (vale a dire purificare il nostro corpo astrale dalle brame, desideri etc. attraverso la compensazione dolorosa che saremo sottoposti dal nostro Saggio superiore), ma anche quello di restituire il torto (debito) nei riguardi di quelli che abbiamo offeso.

     Il debito pertanto, come menzionato, può essere pareggiato soltanto nella prossima incarnazione e non prima, giacché l’anima dopo la morte, deve prima prendere coscienza nel mondo astrale delle sue colpe tramite il risveglio di una coscienza superiore che si accende in lui e che lo guida dopo la morte, attraverso stati di purificazione e di sofferenza morale; ossia egli trasferisce in sé tutte le sensazioni di sofferenze individuali interiori che ha provocato negli altri sulla Terra. Per questo alla fine dello stato di vita tra morte e nuova nascita, quando arriva il momento di reincarnarci per una nuova esperienza terrena, gli Dei ci mostrano in una visione futura l’immagine di ciò che dovremo attraversare come destino karmico quale conseguenza dei debiti e della nostra imperfezione morale. Pertanto il periodo di pareggio o compensazione del nostro karma sulla Terra, può avvenire tramite diversi aspetti di prove sia psichiche sia materiali, accompagnate da dolore o quant’altro. Perciò la durata del nostro disagio interiore di sofferenza, sarà proporzionata alla gravità del debito karmico e nello stesso tempo, allo sviluppo della nostra coscienza morale che deve aiutarci non solo ad accettare il nostro destino doloroso qualunque esso sia, ma in modo particolare a ripristinare l’imperfezione del nostro “saggio inferiore” che come conseguenza, si trova in questa vita più in basso nella scala evolutiva umana, essendosi allontanato maggiormente dagli Dei e dal Sé superiore.

     Anche in questi casi l’Antroposofia può aiutarci attraverso la conoscenza del karma e della reincarnazione, dove queste situazioni particolari della nostra vita, in cui non riusciamo a dare un significato alla nostra sofferenza (che ci sembra un ingiusto accanimento della vita nei nostri confronti o, un’ingiustizia divina che non comprendiamo, che ci sfugge, perché dimentichiamo di averlo voluto noi) e che ci privi dei piaceri e delle gioie che vediamo negli altri a noi vicini, possiamo trovare la risposta e consolazione se ci immergiamo con calore e con fiducia nello studio della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico. Allora possiamo capire che il karma non è una punizione divina, ma è un modo in cui gli Dei hanno posto questa legge per contrastare e sottrarre l’Io inferiore, da una parte dalla tentazione di Arimane24 (Satana o Mefistofele) che lo spinge ad accumulare errori dovuto a un cattivo giudizio nei confronti del mondo esterno. Difatti in ogni incarnazione a causa della mancanza di discernimento e del buon senso, l’uomo continuerebbe a perseverare sempre nello stesso errore e nella menzogna, istigato, dalla tentazione arimanica, per cui alla fine dell’evoluzione terrestre, l’io umano rischierebbe di terrestrizzarsi sempre più fino a staccarsi completamente dagli Dei e, “irrigidendosi” completamente nella sfera arimanica. Dall’altra essi crearono il dolore umano, per contrastare e sottrarre l’uomo dalla tentazione di Lucifero25 (il Diavolo o il serpente biblico) che lo spinge verso un maggiore egoismo a desiderare sempre più per se stesso molto più del necessario, per cui, si chiuderebbe completamente in se stesso isolandosi dagli altri e come conseguenza allontanandosi dalla sua origine divina, cosi che alla fine si “scioglierebbe” nel calore della sfera luciferica.

       Ma un pericolo ancora più grave si annida nell’anima umana attraverso l’anima cosciente o dell’intelletto tramite una terza corrente dell’ostacolo, e sono da una parte, le forze del male che agiscono in noi dal cosmo in modo incosciente, dove Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Dornach il 26 ottobre del 1918, in merito dice

     “… dall’inizio del quinto periodo di civiltà postatlantica, nel subcosciente degli uomini, di tutti gli uomini, si trovano le cattive disposizioni, le disposizioni al male … Le forze del male agiscono nel cosmo, e l’uomo le deve accogliere; facendolo egli introduce nel suo essere il germe per sperimentare la vita spirituale, soprattutto con l’anima cosciente”. (Lo studio dei sintomi storici O.O. 185 pag.104-105).

       Come possiamo vedere Rudolf Steiner parla di disposizione al male, ossia come una specie di effetto collaterale disposto in parte dalle forze del male che agiscono dal cosmo nel subconscio degli uomini, cui dobbiamo prendere coscienza attraverso un risveglio spirituale che possa condurci a realizzare lo sviluppo dell’anima cosciente, in modo che possiamo sperimentare in noi la vita divina. Dall’altra, operano in noi con influssi malefici, spiriti del male appartenenti alla gerarchia delle Archai rimasti indietro sull’antico Saturno26 (cioè tre incarnazioni cosmiche prima della nostra Terra), che sono i servi e gli esecutori dell’entità del male, l’anticristo di nome Sorat27 che si oppone allo Spirito del Sole. Questi spiriti del male possono insinuarsi maggiormente in quelle anime materialiste con un forte atteggiamento egoista e con poca forza morale, ossia in quelle anime ambiziose che sono pronte a tutto pur di raggiungere i loro scopi malvagi. Occorre dire che nella nostra epoca in cui l’anima umana sviluppa in sé una parte maggiormente evoluta che abbiamo chiamato “anima cosciente”, mai come ora è messa di fronte alla scelta tra le forze del male e quelle del bene. E l’Io umano che ha origine o meglio, che si esprime maggiormente attraverso l’anima cosciente, deve rafforzarsi e decidere da che parte stare, deve sentire tutto il peso e la responsabilità della gravità attuale e deve per questo nascere in lui, l’impulso morale di essere utile al mondo tramite un giusto atteggiamento cristiano. Ciò possiamo realizzarlo esercitando in noi il giusto discernimento e il giusto sviluppo morale, aiutati dall’”Impulso del Cristo”28 che deve risvegliare in noi la “coscienza del Cristo”29, il solo che può aiutarci a tenere a bada le forze del male. In caso contrario le avversità della vita, il dolore, la sofferenza, l’insoddisfazione, la paura, la sfiducia in noi stessi, l’accentuarsi sempre più del nostro egoismo, il godere soltanto della vita materialista, farà sì che saremo portati ad aprire degli spiragli, dei vuoti animici, dove affluiranno con influssi nefasti gli spiriti del male, questi tremendi maghi neri chiamati “asura”30. Se la nostra anima cosciente diventa preda degli asura, come estrema conseguenza del male, essi estirperanno l’esperienza dell’Io dalla memoria umana, cosicché l’Io stesso menomato nella sua essenza spirituale, non potrà raggiungere il giusto grado di perfezionamento alla fine dell’eone terrestre quale prossima gerarchia angelica; in ciò purtroppo gli Dei non poterono creare nessun contrasto, nulla possono, in quanto fa parte del libero arbitrio lasciato esclusivamente all’uomo. Se per contrastare Lucifero, essi crearono il dolore; e per contrastare Arimane, crearono il Karma, contro gli Asura non hanno potuto creare nulla che li possa contrastare, poiché l’uomo deve poggiare completamente sulle sue forze e fidare nella grazia del Cristo, poiché tutto ciò che essi riusciranno a estirpare dall’uomo, non potrà più essere recuperato, se non attraverso un “processo particolare” di uomini più evoluti divinizzati. Nel II volume di “Antropologia Scientifico Spirituale O.O. 107”, Rudolf Steiner in merito dice:

      “Se gli spiriti buoni hanno dato all’uomo dolori e sofferenze, malattia e morte, affinché, nonostante la possibilità del male, egli potesse evolversi ulteriormente, se gli spiriti buoni hanno dato, in contrapposizione alle potenze arimaniche, la possibilità del karma, per pareggiare l’errore, non sarà invece altrettanto facile contrapporsi agli spiriti asurici durante il corso dell’esistenza terrena. Perché questi spiriti riusciranno ad ottenere che tutto quanto sia da loro afferrato (ed è proprio la zona più profonda e intima dell’uomo, l’anima cosciente con l’io), che l’io dell’uomo si congiunga con la sfera materiale della Terra.

       Pezzo per pezzo, saranno estirpate dall’io le sue parti; e man mano che gli spiriti asurici si stabiliranno nell’anima cosciente, l’uomo dovrà lasciare sulla Terra pezzi della propria esistenza. Quanto cade preda delle potenze asuriche, è irrevocabilmente perduto. Non è che l’uomo debba cadere intero in loro mano; ma dallo spirito dell’uomo saranno tagliati fuori, da opera delle potenze asuriche, dei pezzi; pag. 117-118.  (3. Continua)

Collegno   27 agosto 2018                                                 Antonio Coscia

Sopra: Paolo Veronese, Cristo nell’orto dei Getsemani, Milano, Pinacoteca di Brera

24.    Arimane che conosciamo come “Satana o Mefistofele”, confuso dai Teologi cattolici con Lucifero conosciuto come “Diavolo”, è uno spirito dell’ostacolo appartenente alla gerarchia degli Arcangeli rimasti indietro durante l’evoluzione umana sull’antico Sole. Dal mondo astrale operano nel mondo materiale come loro specifica sfera, qui esse manifestano pienamente la loro natura arimanica, svolgono un azione diversa sia nel mondo elementare sia nella natura umana, in modo particolare nell’anima razionale. Rudolf Steiner nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” scrive:

     “ Una specie di quelle Entità spirituali [arimaniche], si manifesta in modo che in essa si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che in ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale … Perciò chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi. Si scopre pure, nei riguardi delle entità arimaniche, che esse hanno la specifica sfera loro propria nel regno minerale: ivi esse dominano in modo da manifestavi pienamente la loro natura”; pag.149.

25     Lucifero è un Entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo o il “Serpente” del “Paradiso terrestre” che tenta Eva e Adamo, i nostri antenati biblici a disobbedire Dio nel mangiare il frutto proibito dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden insieme all’”albero della vita”. È un entità appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante l’eone dell’antica Luna, quando si evolvevano dal regno umano. In realtà l’entità “Lucifero” esiste come Spirito che si contrappone in tutte le gerarchie spirituali, dagli Angeli in su fino ai Serafini, con manifestazioni diverse a secondo della gerarchia. L’entità “Lucifero” appartenente agli antichi Spiriti di Saggezza operanti sull’antico Sole, che in quell’epoca era reggente del Pianeta Venere, è stato redento dal Cristo sulla croce del Golgotha, ossia il malfattore crocefisso alla Sua destra e che è chiamato dalla Chiesa S. Dismas, ha assunto il ruolo di Dio Cosmico e collaboratore del Cristo; Egli si è fatto mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Bodhisattva. In merito Rudolf Steiner dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; O.O. 113 pag.128.

26    L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema solari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite di solo calore, da “Etere di Calore” che chiamiamo Saturno, il quale si condensò nel secondo stato di coscienza cosmico, in un Cosmo eterico che chiamiamo “antico Sole” a cui si aggiunsero i germi spirituali delle forze formative eteriche (necessarie per la vita evolutiva sul nostro pianeta Terra) costituite da “ Etere di luce” e gas o aria come sostanza più densa. Dopodiché si condensò maggiormente nel terzo stato di coscienza o eone cosmico, in “Cosmo Astrale” che chiamiamo “antica Luna” al quale si aggiunse l’”Etere del suono o chimico” e l’acqua come sostanza più solida (dobbiamo immaginare quest’acqua diversa dall’acqua attuale terrestre, la quale comunque era ancora invisibile a un occhio umano). Soltanto nel quarto stato di coscienza o eone cosmico, si condensò nel nostro sistema fisico attuale a cui si aggiunse l’”Etere di Vita” e come sostanza più densa il “solido” con il quale fu possibile all’uomo sviluppare la coscienza terrena di veglia e l’autocoscienza autonoma e libera con la quale, l’uomo deve elevarsi a maggiori stati di coscienza superiori durante i tre stati di coscienza cosmici futuri di Giove, Venere e Vulcano.    (Vedi anche la nota 2 di “1. Note Integrative Antroposofiche”).

27      Vedi la nota 28. di 3. Note Integrative Antroposofiche

28      Vedi la nota 30. di 3. Note Integrative Antroposofiche

29     Vedi la nota 31. di 3. Note Integrative Antroposofiche

30    Gli asura sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui l’uomo, era un minerale costituito esclusivamente di calore, mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversavano il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale terrestre. Pertanto oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi della più malefica entità spirituale del nostro mondo planetario, ossia dello spirito solare dell’ostacolo chiamato «Sorat» che è definito dall’apocalista Giovanni, l’anticristo del Sole-Cristo com’è rivelato nell’Apocalisse, il cui numero d’uomo è 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo, ossia: la corrente luciferica dal capo Lucifero (Diavolo), la corrente arimanica dal capo Arimane (Satana, o Mefistofele) e in modo particolare, da quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri, è la «forza morale» e l’impulso del Cristo, poiché occorrerà fare molta attenzione durante lo sviluppo della nostra anima cosciente a non lasciarci sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare dall’anima umana quale esperienza del nostro Io terreno, non potrà mai più essere recuperato; vale a dire che quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io terreno, non potrà mai più esserci restituita e ciò potrà comportare che alla fine dell’evoluzione terrestre, l’Io umano potrà evidenziare in sé una parte lesa, non perfetta!

 

 

Alcuni aspetti del karma e del dolore umano II

505px-Origen

“ Se attraverso la viva osservazione antroposofica giungiamo sempre più a sperimentare il contenuto dell’Antroposofia con il nostro cuore, con il nostro sentimento, sarà per noi veramente come se nelle nostre anime non penetrasse soltanto il senso delle idee (…). Bensì come se nelle nostre anime entrassero esseri cosmici viventi. Allora l’Antroposofia stessa ci appare sempre più come qualcosa di essenziale e di vivente. E ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice: “Fammi entrare, poiché Io sono te stesso: Io sono la tua vera Entità umana”.              Rudolf Steiner, 18 novembre 1923

(Tratto dal libro di Sergej O. Prokofieff :  “La Celeste Sofia e l’Essere Antroposofia).

    Se queste anime riescono a superare i “Dogma” e i “simboli” religiosi antichi ormai superati e svuotati del vero cristianesimo originario e riempiti dalle forze luciferiche e arimaniche, allora l’Antroposofia può essere quel faro di luce di verità per tutte quelle anime anelanti che tendono al vero cristianesimo e a quella conoscenza spirituale, nella quale possono trovare conforto e comprensione al disagio interiore dovuto ai tempi attuali, così materialisti e caotici. E in modo particolare laddove anime possono trovarsi in alcuni momenti della loro esistenza, di fronte a un problema esistenziale in cui la vita potrà apparire loro vuota e buia, senz’alcun significato cui l’Antroposofia può diventare allora, quell’impulso di anelito al divino che potrà accendere in loro quella giusta fede in grado di condurli all’incontro con lo spirito cosmico universale del Cristo, dal quale potranno avere consolazione, sostegno e incoraggiamento. Dobbiamo ancora aggiungere che l’umanità deve imparare a prendere in seria considerazione la legge karmica, senza la quale non è possibile spiegare la sofferenza e il dolore quando essi ci colpiscono sia dall’esterno sia dall’interno quale causa dei nostri errori e della nostra imperfezione umana, imparando ad accettarlo e a prendere coscienza, quale conseguenza dei nostri “peccati” e dei nostri “debiti”, come ci viene indicato nel Padre Nostro dal Vangelo di Matteo.

Questo Vangelo non è stato compreso nella sua vera essenza spirituale e nell’insegnamento cattolico-cristiano, il karma fu sostituito dalla remissione dei peccati, in quanto il “debito karmico” (… e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori …) che troviamo espresso nel “Padre Nostro” del vangelo di Matteo, non fu compreso e preferito invece, alla invocazione di Luca: “ e perdonaci i nostri peccati, come anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore” (Lc 11,2). Nei primi secoli, il perdono nelle comunità cristiane, veniva applicato ai penitenti (come compensazione karmica che sostituiva in parte, la vecchia legge testamentaria) tramite indulgenze attraverso stati di umiliazioni e atteggiamenti aspri e rigorosi che a volte, durava anche tutta una vita nei casi più gravi. Soltanto nell’ XI secolo in poi, si cominciò ad alleggerire il carico delle penitenze in modo meno gravoso, facendo ammenda attraverso donazioni, digiuni che tendevano a mortificare il corpo, etc. fino a che tramite nuove norme, “le colpe”, furono concepite soltanto più come “remissione dei peccati” attraverso il battesimo, la confessione e il pentimento; vale a dire con l’assoluzione delle colpe che Dio accorda quando il peccatore pentito riconosce, confessa e rinnega il suo peccato. Pertanto il peccato o la colpa dell’imperfezione e del debito verso gli altri, è cancellato e assolto dal semplice atto di pentimento tramite il “potere spirituale” del sacerdote che in questo caso, si sostituisce all’autorità divina superiore del Sé spirituale dell’uomo, che deve invece fare in modo che l’io inferiore si armonizzi e si riconcili non solo col Saggio superiore, ma anche verso i suoi debitori, in modo da risanare sia la colpa soggettiva nata dal desiderio egoista, sia il debito dovuto all’imperfezione morale.

La Scienza antroposofica distingue difatti, il “peccato” dal “debito”, in quanto sono due modi imperfetti di agire nell’ambito della natura umana di cui:

  • Il peccato, quale desiderio soggettivo immorale che nasce come colpa personale dall’io umano riconducibile al corpo astrale (corpo dei desideri e delle brame);
  • Il debito invece, quale errore morale che nasce dalle caratteristiche manchevoli dell’io nella parte più profonda dell’anima e riconducibile al corpo eterico, ossia al corpo della vita o delle forze plasmatrici cosmiche, tramite cui entriamo in relazione con la comunità umana.

Ciò vuol dire che se io per invidia desidero il bene materiale accumulato di una persona, ed escogito il modo di sottrarglielo fino a usare dei metodi ingannevoli per derubarlo, compio due specie di manchevolezze, di cui:

  • Il peccato soggettivo individuale dovuto al desiderio d’invidia che nasce dalla tentazione luciferica presente nel mio corpo astrale, cui io non domino;
  • Il debito morale che contraggo nei confronti di chi ho derubato, dovuto all’errore morale di carattere manchevole che nasce dalla seduzione arimanica presente nel mio corpo eterico, cioè in quella parte più profonda in cui si esprimono anche le tendenze negative degli antenati, cui io non domino e sono spinto a compiere il male nell’ambito della comunità umana.

Per capire questi due aspetti occulti, cioè il peccato e l’errore quali sono espressi dai due evangelisti Matteo e Luca nella preghiera del Padre Nostro, occorre comprendere la costituzione umana dell’uomo attuale, la quale secondo la Scienza antroposofica si articola in: «Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, ed Io.15

Al tempo dei tempi, ossia duemila anni fa, l’uomo era costituito interiormente in modo diverso da oggi, l’Io umano non era ancora completamente disceso sul piano fisico, per cui l’uomo non sentiva se stesso come un individuo singolo, ma si appoggiava all’anima di gruppo del popolo a cui apparteneva. Difatti, mentre l’uomo antico romano che già da tempo si era distaccato dall’anima di gruppo, definiva se stesso un «cittadino romano», l‘ebreo antico al contrario, era ancora legato all’anima di gruppo abramitica, sentendosi come «uno solo col padre Abramo». E quando Gesù di Nazareth iniziò la sua missione accogliendo la divinità suprema del nostro sistema solare, cioè il Cristo-Sole nei suoi tre involucri umani, ossia nel corpo astrale, eterico e fisico, entro i quali venne incorporandosi completamente dall’alto durante il battesimo nel Giordano operato dal Battista, l’ Io cosmico universale,16 i farisei così come gli esegeti dottori della legge non seppero riconoscerlo trovandosi difatti di fronte a un uomo completamente diverso dagli altri, inafferrabile nella sua natura umana – spirituale che pianamente cosciente parlava di un «Padre Supremo» che esisteva prima di Abramo e dello stesso Dio Yahve17. Gli evangelisti pertanto attraverso la loro chiaroveggenza, non fecero altro che descrivere secondo i gradi delle loro facoltà veggenti, quattro aspetti della manifestazione del Cristo nelle quattro parti costitutive dell’uomo Gesù di Nazareth, trasformato attraverso il battesimo di Giovanni in un uomo-dio, vale a dire in ciò che noi oggi conosciamo come Maestro e Signore Gesù, il quale fu il portatore del Cristo: “L’ Io Sono l’Io Sono”.18

Matteo prima di essere discepolo del Cristo, frequentava la corrente degli esseni fondata dal maestro di “Giustizia” chiamato Gesù di Pandira19 (vissuto qualche secolo prima del Cristo e confuso con Gesù di Nazareth da diversi filosofi e veggenti poco elevati, tra cui la fondatrice della società Teosofica Helena Petrovna Blavatsky e Celso), il quale prima fu ucciso e poi dopo per umiliare maggiormente i discepoli, fu impiccato a un albero dal potere sacerdotale ebraico. Alla saggezza essena, si aggiunse nell’anima di Matteo pochi giorni dopo la morte di Gesù, l’Illuminazione quale evento della discesa dello Spirito Santo simboleggiato dalle lingue di fuoco sugli Apostoli il giorno di Pentecoste, tramite cui acquisì una maggiore conoscenza con la quale fu elevato ad altezze spirituali da dove egli poté contemplare attraverso la veggenza immaginativa, l’evento soprasensibile del «mistero del Golgotha» e poi dopo, attraverso il Vangelo, descrisse la manifestazione del Cristo nel corpo fisico di Gesù di Nazareth iniziando con la genealogia di Gesù, la cui discendenza è fatta risalire fino a Davide e da questi ad Abramo. Per questo l’evangelista nella preghiera del “Padre Nostro” esprime la colpa e l’errore morale presenti nel corpo fisico dell’umanità antica ebraica (così come in quella attuale, fino a che non si redima attraverso l’Impulso del Cristo in modo da accogliere in sé il corpo di resurrezione del Cristo20) quale conseguenza del peccato originario della prima coppia biblica Adamo ed Eva, i quali subirono da parte delle due principali entità dell’ostacolo presenti allora nell’evoluzione umana, prima la tentazione nel corpo astrale da parte delle forze luciferiche (simboleggiate dal serpente del paradiso) durante l’Epoca Lemurica e poi dopo, durante l’Epoca Atlantica, l’errore di discernimento da parte delle forze Arimaniche21 insinuatesi nel corpo eterico. L’evangelista Matteo distingue dunque il peccato di egoismo dovuto alle forze luciferiche, presenti in noi fin dall’epoca paradisiaca, ed esprime il peccato di “errore” e del “debito” verso la comunità umana cui siamo legati tramite il corpo eterico come individui di una stessa famiglia, di uno stesso popolo e di una stessa stirpe, per la mancanza di discernimento dovuto alla presenza in noi delle forze arimaniche che mistificano la natura esteriore facendo apparire in modo distorto la realtà spirituale in essa contenuta, cosicché siamo portati facilmente a commettere l’errore di giudizio. Questa manchevolezza negativa è presente nel nostro corpo eterico cui il nostro Io terreno soggiace di conseguenza alla menzogna arimanica, per il fatto che questi gli nasconde appunto la vera realtà spirituale del “Padre divino” che esiste dietro il “velo “ esteriore della natura.

L’evangelista Luca esprime invece la manifestazione del Cristo nel corpo astrale di Gesù, per cui mette in evidenza la sua natura umana – divina spirituale facendolo ascendere nella sua genealogia, fino al sacerdote Natan figlio di Davide e, da questi ad Abramo fino ad Adamo e infine direttamente da Dio. Vale a dire che Luca descrive nel corpo astrale di Gesù, la presenza di un’anima particolare dietro di cui secondo la Scienza antroposofica, si cela l’incarnazione dell’archetipo divino di tutta l’umanità, ossia, è per modo di dire l’anima sorella di Adamo. È quella parte che fu sottratta ad Adamo prima della tentazione di Lucifero e che negli scritti antroposofici chiamiamo “anima natanica o adamitica” con riferimento alla discendenza del sacerdote Natan o a quella di Adamo. Ciò risale all’Epoca Lemurica, quando gli Elohim o Spiriti della Forma donarono una parte del loro fuoco divino al corpo astrale dell’uomo, ossia fecero fluire nel corpo astrale dell’uomo il loro “Io” che era l’ultima parte inferiore della loro natura settemplice spirituale, cosicché l’uomo che allora viveva come creatura dell’istinto simile agli animali, si elevò al gradino umano della ragione, non ancora però al livello attuale dell’uomo di oggi. Ma mentre gli Dei facevano fluire il loro Io umano nel corpo astrale dell’uomo, altre divinità rimaste indietro (Spiriti della Forma che non avevano purificato e maturato durante l’evoluzione sull’antica Luna, la sostanza del loro “Io” per donarla poi all’uomo sulla Terra), fecero fluire nello stesso momento le forze impure del loro corpo astrale nel corpo astrale umano, cosicché il corpo astrale o l’anima umana, si divise in due parti:

  • Una parte del corpo astrale la cui pura sostanza è simile al Sé spirituale, gli Dei o Elohim fecero fluire l’Io superiore, l’Io altruista che risiede nel mondo angelico e che chiamiamo “Anima natanica”, il quale s’incarnò per la prima volta nel mondo fisico come Gesù di Nazareth nella coppia di genitori nativi di Nazareth e che divenne il portatore o Cristoforo del Cristo, durante il battesimo nel Giordano operato da Giovanni il Battista;
  • L’altra parte astrale oscurata dagli Spiriti della Forma rimasti indietro sull’antica Luna, fecero fluire invece nell’anima umana, delle forze impure astrali non purificate, da cui abbiamo come dire, la “somiglianza” creata dagli dei lunari e che divenne poi dopo verso la fine e l’inizio dell’Epoca Atlantica, l’Io inferiore umano egoista che venne separato dalla sostanza superiore, ossia dalla sua “immagine divina” umana che ancora oggi (per alcuni versi è maggiormente egoista) lavora al suo perfezionamento per potersi un giorno riunire in una sola unità spirituale.

Questo dramma umano è ciò che nella Bibbia viene descritto come “la caduta dell’uomo” insieme all’immagine simbolica del “serpente” che induce i nostri genitori biblici, alla tentazione di disubbidienza mangiando la mela (ossia al risveglio manasico dell’ego inferiore), incorrendo così nel castigo divino cui saranno poi cacciati dal consesso divino e quindi la “caduta” dal paradiso terrestre. I misteri biblici dell’antico Testamento e del cristianesimo, sono alquanto profondi e occorre per questo avere pazienza studiando con amore e sincerità la Scienza dello Spirito o antroposofia, confidando che ci sia dato di alzare il velo della nuova Iside – Sofia, alfine di diventare dei degni discepoli del Cristo. (2. Continua)

Collegno 13 settembre 2018                                                 Antonio Coscia

Sopra: Origene, detto Adamanzio nato ad Alessandria d’Egitto, 185 – Tiro, 254), è stato un teologo e filosofo greco antico, noto anche come Origene di Alessandria.

Note

15     Abbiamo già avuto modo di spiegare che l’uomo è un essere tripartito il quale però si articola a volte in 4, in 7, e in 9 parti a secondo del contesto cosmico terreno cui si vuole riferire. Se osserviamo l’uomo nella sua evoluzione terrena durante i periodi di cultura, allora diciamo che egli si articola in: “Corpo fisico, corpo eterico, corpo senziente, anima senziente, anima razionale, anima cosciente, sé spirituale, spirito vitale e uomo spirito (il vero nucleo dell’uomo superiore)”. A volte l’uomo viene suddiviso in sette parti in quanto il corpo senziente e l’anima senziente, essendo della stessa sostanza senziente formano una stessa unità animica; la stessa cosa dicasi per l’anima cosciente e il sé spirituale, le quali essendo della stessa sostanza divina spirituale, sono strettamente congiunte in una sola unità spirituale, per cui ne deriva una suddivisione settenaria così composta:

a)     Secondo l’evoluzione cosmica, quale corrente macrocosmica l’uomo è suddiviso in:“ Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale ed Io”.

b)    Secondo l’evoluzione delle Epoche, quale corrente macro-microcosmica, l’uomo è suddiviso in: ” Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, Io quale nucleo dell’anima razionale, sé spirituale, spirito vitale e uomo spirito”.  

c)     Secondo l’evoluzione dei periodi di cultura, quale corrente microcosmica, l’uomo è suddiviso in: “Corpo fisico, corpo eterico, corpo senziente, anima senziente, anima razionale, anima cosciente, sé spirituale, spirito vitale e uomo spirito”.

Inoltre l’uomo è costituito da ciò che fa di lui il coronamento e la meta degli Dei, ossia la sua essenza di Entelechia umana, costituita dai tre “Io” e cioè:

d)  “ L’Io terreno, l’Io superiore e il Vero Io o Scintilla divina”, che sono i tre “Io spirituali” dell’uomo, dove attualmente egli è cosciente solo nell’Io inferiore o terreno il quale ha per scopo lo sviluppo della coscienza autonoma e libera e dell’amore cosmico umano, tramite cui si congiungerà un giorno non solo con l’Io superiore, ma soprattutto con il suo Vero Io, ossia il vero nocciolo superiore dell’uomo, che potrà realizzare le parole di S. Paolo: “Non io ma il Cristo in me”.

16.    Quando Dio ordinò a Mosè di andare dal Faraone affinché liberasse il popolo ebraico, Mosè chiese a Dio quale fosse il Suo nome, e Dio rispose che era “l’Io Sono l’Io Sono”. In realtà la Scienza dello Spirito insegna che il Dio degli ebrei era un Dio lunare appartenente alla gerarchia degli Spiriti della Forma (Elohim o Potestà), che si era sacrificato separandosi dai suoi fratelli solari per contrastare le forze astrali solari di Lucifero che agiscono dal Sole e anche per contrapporsi all’influenza nefasta dell’ottava sfera, da dove Lucifero e Arimane agiscono in modo da sottrarre un giorno l’anima umana per inserirla nel loro mondo spettrale.

17.     Yahve o Jehovah è un Entità spirituale appartenente agli Spiriti della Forma o Elohim biblici. Egli ha sacrificato la Sua natura spirituale di Elohim solare per trasferirsi nella sfera lunare in modo da contrastare le forze di Lucifero agenti dal Sole, tramite cui si manifestano nelle venature dorate terrestri e per questo l’oro è sempre stato motivo di contrasto nell’avidità umana. Inoltre ha il compito di contrastare attraverso la luna fisica, l’influsso negativo che opera dall’ottava sfera, dietro di cui agiscono Lucifero e Arimane quali servi della bestia apocalittica SORAT l’anticristo solare. Per questo Jahve dovette assumere il ruolo di Entità lunare lasciando la sua parte spirituale sul Sole e divenendo così non solo il Dio unico del popolo ebraico, ma anche un Dio cosmico dell’umanità dietro di cui agiva il Cristo, quale vero “Io Sono l’Io Sono” durante la Sua discesa nel corpo umano di Gesù di Nazareth. Yahve è un grande servitore del Cristo e quando l’uomo sarà arrivato quasi alla sua meta e al fatidico numero d’evoluzione 666, Egli si riunirà di nuovo con i Suoi sei fratelli o Elohim solari, verso mondi più elevati dello spirito.

Volendo approfondire meglio la gerarchia cui appartiene Yahve, dobbiamo dire che Egli è parte dei sei Elohim solari, i creatori biblici del nostro universo, che insieme agli Spiriti del Movimento o Dynameis e agli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, formano la seconda gerarchia del nostro sistema solare attraverso cui per loro tramite, operano le forze del Dio Figlio nel mondo Planetario. Ogni singola gerarchia del nostro sistema planetario dagli Spiriti del Movimento o Virtù fino agli Angeli, è composta di «Sette capostipiti principali» da cui dipendono tutti gli altri spiriti appartenenti al loro ramo gerarchico. Lo spirito o la guida centrale degli Spiriti della Forma è quello che conosciamo col nome di Yahve o Jehovah, il quale come abbiamo menzionato, si sacrificò trasferendo le Sue forze cosmiche sulla Luna, lasciando le Sue forze solari sul Sole. Questi Spiriti della Forma hanno una costituzione settemplice come l’uomo, al quale hanno sacrificato (durante le incarnazioni passate della nostra Terra), parte dei loro arti animici quali: il corpo eterico sull’antico Sole, il corpo astrale sull’antica Luna e l’Io umano sulla Terra. Attualmente essi sono costituiti da un “Sé spirituale, uno Spirito Vitale (Buddhi), un Uomo Spirito (Atma), poi hanno un quarto, un quinto, un sesto e un settimo arto cosmico”. Questi ultimi arti non sono ancora completamente formati, sono ciò che loro tendono come perfezionamento divino superiore, così come l’uomo tende alla perfezione dei suoi tre arti spirituali superiori, cioè: il Sé spirituale, lo spirito Vitale e l’Uomo spirito. Attualmente gli Elohim o Spiriti della Forma si sono in parte ritirati dalla loro creazione, lasciando il posto alla gerarchia delle Archai, i loro arci messaggeri più antichi.  ( Per    l’ottava   sfera  vedi anche la nota 26  di   3. Note Integrative).

18.  L’Io Sono l’Io Sono del Cristo, quale pura Essenza divina spirituale, è inafferrabile per la mente umana, e possiamo conoscerlo solo tramite la Sua manifestazione attraverso i piani gerarchici che alcuni elevati iniziati chiaroveggenti cristiani, riescono a cogliere e portare alla nostra conoscenza intellettuale. Per cui secondo la conoscenza antroposofica, durante la discesa del Cristo alfine di congiungersi con l’uomo Gesù di Nazareth, passando nell’ambito delle costellazioni cosmiche Egli si manifestò come un Io cosmico stellare e fu percepito col nome di “Agnello Mistico”. Dalla sfera della Trinità dunque, entrò nell’ambito della costellazione dell’Ariete e passò attraverso la porta della costellazione della “Vergine” dove si congiunse con uno Spirito della Saggezza cui venne percepito e chiamato “Signore” e Vishvakarman nella mitologia vedica; dopodiché entrò nella porta dello “Scorpione” nell’ambito solare planetario, dove venne percepito da Zarathustra col nome di Aura Mazdao. Passando poi nell’ambito del cosmo lunare attraverso le porte del “Capricorno”, cioè nell’ambito lunare della sfera degli Arcangeli, fu conosciuto dai diversi popoli, come Apollo, Osiride, Mitra, Baldur e “Io Sono l’Io Sono” nel roveto ardente davanti a Mosè, dopodiché Egli sotto l’influsso della costellazione dei “Pesci” compì il sacrificio più grande unendosi all’uomo Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano, cui sarà poi chiamato Cristo Gesù.

Sergej O. Prokofieff nel libro “Le dodici notte sante e le gerarchie spirituali” scrive:

“ In tal modo abbiamo tre gradini cosmici della discesa del Cristo: Stellare (Ariete), Solare (nei due aspetti, in quanto Vergine e in quanto Scorpione-Aquila) e Lunare (Capricorno). A questi tre aspetti Cosmici o Sacrifici, si aggiunge poi il quarto, legato al sacrificio più grande, il gradino della Terra (sotto il segno dei Pesci) l’unione del Cristo con Gesù durante il Battesimo nel Giordano.

In definitiva possiamo definire i quattro gradini della discesa del Cristo dal Cosmo sulla Terra ancora nel modo seguente: primo – stellare (Ariete), secondo-solare, terzo – lunare e quarto – terrestre”; pag. 74.

19.   Rudolf Steiner da notizie di Jeschu ben Pandira nella quarta e sesta conferenza del Vangelo di Matteo O.O. 123 dove viene menzionato come la guida della corrente degli “Esseni” i quali erano sparsi in piccole comunità per tutta la Palestina. Jeschu ben Pandira (Gesù di Pandira), nacque in Palestina intorno all’anno 120 a.C. sotto il regno di Giovanni Ircano. Era figlio di una concubina chiamata Miriam (Maria) la quale di professione faceva la Pettinatrice che lo aveva partorito illegittimamente per cui, le costò secondo la pena di adulterio, la condanna a una morte atroce. Jeschu ben Pandira era discepolo di un Maestro dell’ordine dei Farisei che era chiamato Rabbi Josua ben Perachia, con il quale entrò in contrasto ciò che gli costò poi dopo, il motivo di condanna a morte da un fanatismo inquisitorio per blasfemia ed eresia, dove fu prima lapidato e poi impiccato a un albero, per aggiungere lo scherno alla pena. Dopo che il Buddha Gautama fu elevato a Buddha Celeste, essendo terminato il suo compito terreno, gli successe un nuovo Bodhisattva il cui compito fu di preparare una corrente precristiana tramite le due correnti spirituali degli “Esseni e i Terapeuti” nell’ambito della religione ebraica antica. Egli scelse per questo il Maestro degli esseni Jeschu ben Pandira come involucro e discepolo, per divulgare la sua “Dottrina”. Ciò fu possibile attraverso i cinque discepoli del bodhisattva e Maestro esseno, i cui nomi erano: Matthai, Naki, Nezer, Buni e Toda. Tramite il discepolo Matthai fluì la corrente esoterica dell’essenismo cui fu possibile a Matteo, discepolo di Gesù di Nazareth, descrivere nel suo Vangelo la genealogia di Gesù e tutti i fatti spirituali accaduti duranti i tre anni della vita del Cristo in Palestina fino al sacrificio sulla croce del Golgotha. Dal discepolo Nezer derivò la colonia essena di Nazareth ove fu possibile preparare e formare il pensiero spirituale dei due bambini Gesù, cui le due famiglie Maria e Giuseppe dopo che la prima coppia tornò dalla fuga in Egitto (come riportato dal Vangelo di Matteo) divennero amici con la coppia nativa di Nazareth, cosicché i due bambini Gesù divennero amici per prepararli al loro grande sacrificio, quali cristofori del Cristo; (vedi sesta conferenza di Matteo opera citata).

20.    Vedi la nota 24 di 3. Note Integrative).

21.    Vedi le note 22. – 23. dell’articolo seguente

 

Alcuni aspetti del karma e del dolore umano I

724px-Michelangelo's_Pietà,_St_Peter's_Basilica_(1498–99)

        “Il dolore è un fenomeno accompagnatorio dell’evoluzione. Per la conoscenza non se può fare a meno. In avvenire l’uomo dovrà dirsi: “Sono riconoscente per il bene che il mondo mi dà, ma se fossi posto di fronte alla scelta di conservare le mie gioie o i miei dolori, io vorrò conservare i dolori; non posso farne a meno per la conoscenza”. Dopo un certo tempo ogni dolore mostra che non se poteva fare a meno, perché dobbiamo vederlo come qualcosa di esistente nell’evoluzione. Non vi è evoluzione senza dolore, come non vi è un triangolo senza angoli. Quando sarà raggiunta l’armonia del Cristo, noi riconosceremo che per quell’armonia tutti i precedenti dolori erano necessarie precondizioni. Affinché possa esistere l’armonia del Cristo deve esservi dolore; è un fattore assoluto nell’evoluzione”.

Rudolf Steiner ( Gerarchie Spirituali, O.O. 110 – Annotazioni prese da risposte a domande, Düsseldorf, 21 aprile 1909, pag. 170).

       Qualche tempo fa è apparso sulla pagina di facebook un estratto di conferenza dell’antroposofa Marzia Nenzi dal titolo: “La conoscenza del Sé superiore”, tratto da una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Vienna, l’8 febbraio 1912, dal titolo: “Stato d’animo fondamentale verso il karma umano”, cui è stata inserita nel libro edito dalla casa Editrice Antroposofica di Milano e pubblicato nel 2010, col titolo “Il Cristianesimo esoterico e la guida dell’umanità O.O. 130”. Ho riletto di nuovo con piacere questa interessante conferenza dopo circa sette anni, prendendo coscienza di alcuni aspetti che non avevo ancora colto come di solito avviene quando rileggiamo i contenuti della Scienza antroposofica, cui Rudolf Steiner a volte, in qualche conferenza ammoniva di non dire mai: “Questo lo avevo già letto”! in quanto l’Antroposofia non è una mera filosofia scaturita dal pensiero di un uomo per quanto egli possa essere evoluto, ma è un “Essere” sensibile che può dirci qualcosa di nuovo tutte le volte che i nostri occhi si posano con amore sugli scritti antroposofici, i quali, sono pensieri cosmici divini. Questa conferenza ha per centro l’Antroposofia, la quale se accolta nella sua vera natura di “amore cosmico” Rudolf Steiner dice che può essere per noi come un “elisir di vita” che ci rinnova e sostiene con le sue forze ristoratrici spirituali divine nel corpo e nell’anima, quando in alcune situazioni difficili, la nostra vita diventa insopportabile per il destino avverso che ci viene incontro tramite prove, sofferenze e dolore, e nello stesso tempo ci eleva verso quelle altezze spirituali dello spirito dove è possibile incontrare l’artefice del nostro destino, ossia il nostro “Saggio superiore” ovvero il Sé o Io superiore1. In questa conferenza ho cercato a mia volta di riflettere e di estrapolare evidenziando più l’aspetto del dolore e del karma umano, cui Rudolf Steiner cerca di dare una risposta che oltre a spiegare l’origine del dolore, tende ad affrancarci dal suo peso karmico, rispondendo a questa problematica della natura umana quale si presenta nella vita di ogni essere umano come “mistero del dolore” e nello stesso tempo, ponendo le domande: Perché soffriamo? Perché intorno a noi esiste il male, se questo è il mondo cui gli Dei lo fecero bello e buono? Cosa sono per noi le gioie e i piaceri che a volte ci sollevano dal peso del dolore?

A queste domande naturalmente Egli risponde spiegando che la causa della nostra sofferenza attuale (cui solo la sua visione chiaroveggente di grande iniziato può svelare l’arcano), non è altro che un effetto di azioni negative commesse a causa dell’imperfezione del “saggio inferiore”, ossia il nostro sé inferiore o io terreno2. Pertanto la conseguenza del nostro destino doloroso attuale, può risalire a una vita o addirittura a tre vite anteriori passate, in cui il nostro atteggiamento nei riguardi di altri uomini e persino nei riguardi dei tre regni naturali a noi inferiori, fu alquanto insensato e poco saggio, commettendo delle azioni deplorevoli (a causa del nostro atteggiamento egoista) che causarono nella nostra anima un oscuramento e nello stesso tempo, un abbassamento e imperfezione morale del nostro limitato “saggio” o io inferiore. Queste azioni vennero come dire registrate nella memoria universale (Akasha)3 e nella memoria profonda del nostro Saggio superiore come “causa karmica” di un’imperfezione animica e quindi, di un debito morale nei confronti dei quattro regni naturali che potrà essere compensato e pareggiato dall’io terreno, solo nella/e prossima/e incarnazioni terrene cui nella Scienza dello Spirito o antroposofia, conosciamo come “legge karmica e della reincarnazione”4. Il karma dunque è quella legge universale che non possiamo eludere, né beffare, in quanto legge spirituale diretta dagli Dei che tende a riportare all’origine ciò che è stato disequilibrato, e che di conseguenza determina una relazione con un altro principio o “regola Celeste” che chiamiamo “principio di equilibrio”. Possiamo sintetizzare dicendo che quando l’uomo compie una cattiva azione, egli mette in movimento delle leggi universali che tendono a riportare nel giusto equilibrio ciò che nell’anima e quindi nell’io inferiore (che è in relazione con queste leggi), è stato disarmonizzato da un’azione negativa o imperfetta in una vita passata, e che può essere risanato o riequilibrato da un’altra azione nella successiva vita, il cui compito però è assegnato al nostro Saggio superiore che stabilirà il momento e il luogo in cui il nostro debito o il nostro destino che potrà essere più o meno doloroso, dovrà compiersi.

Rudolf Steiner all’inizio di quando ancora era Segretario Generale della sezione tedesca, provò a spiegare questa legge karmica ai soci della Società Teosofica tenendo ad Amburgo 11 conferenze, cui si rese conto che l’umanità di allora non era ancora matura per comprendere questa legge spirituale. Egli attese ancora per ben tre settenni fino a che agli inizi del febbraio 1924, poté riprendere l’insegnamento sulla legge del Karma e della reincarnazione a un pubblico antroposofico più vasto, spiegando attraverso ben 82 conferenze raccolte poi dopo in sei libri editi dalla casa Editrice Antroposofica di Milano, fino all’ultimo discorso tenuto per i soci il 28 settembre del 1924. Dopodiché Egli tacque! Non parlò più in pubblico, a causa dell’incendio doloso avvenuto il 31 dicembre del 1922 del primo Goetheanum in legno che aveva leso anche il suo corpo eterico al quale era legato karmicamente come creatore, fino a che pochi mesi dopo, lasciò il piano fisico il giorno 30 marzo 1925. La sua prematura dipartita nel mondo spirituale lasciò liberi i demoni che aveva dominato con la sua forza morale cristica che al contrario, invece, negli antroposofi che non avendo curato abbastanza questa qualità morale (come consigliato nel libro l’Iniziazione), si scagliarono su di loro riuscendo ben presto a portare «zizzania e scompiglio» determinando scissioni e scontri tra gli stessi soci della Società Antroposofica di Dornach. Ma l’atteggiamento più gravoso e riprovevole di quel momento appena dopo la dipartita di Rudolf Steiner dal piano fisico, fu lo scagliarsi l’uno contro l’altro degli stessi cinque membri e discepoli più vicini a Rudolf Steiner, con la conseguenza di scissioni gravi e dannose per la divulgazione e l’espansione dell’Antroposofia, indebolendo l’unità comunitaria sociale con la nascita di più correnti spirituali nell’ambito della stessa Società Antroposofica. Ancora oggi purtroppo tra gli antroposofi manca quella forza morale summenzionata che, non permette loro di rispettarsi reciprocamente camminando insieme come fratelli e sorelle spirituali per il bene dell’Antroposofia e dell’umanità, e il più delle volte, si può assistere ahimè in modo particolare tra le pagine di Facebook, la manifestazione di egoismo e di arroganza intellettuale quale espressione del «Doppio arimanico»5 (doppelgänger) cui non è dominato dal buon lavoro spirituale che in primis va fatto su noi stessi.

Esiste certamente un karma6 negativo tra gli antroposofi, dovuto alla loro appartenenza nelle vite precedenti a scuole di pensiero provenienti da diverse correnti esoteriche spirituali cui, entrarono in conflitto tra loro lasciando indietro un cattivo karma che adesso va compensato e assolutamente superato. Occorre sforzarsi di superare questo brutto karma nell’ambito di questa vita terrena, in modo che nella prossima incarnazione l’Antroposofia e in modo particolare gli antroposofi, dovranno affrontare insieme come comunità micaelita, il male nel suo quarto aspetto più nefasto in riferimento al numero della «bestia apocalittica» ossia: il rafforzamento del male nell’anno 2664 per via del presentarsi per la quarta volta il numero apocalittico 6667 che moltiplicato per 4 ci dà l’anno appunto in cui le forze del male si scaglieranno con forza maggiore, questa volta, contro l’io umano attraverso l’anima cosciente8 che potrà soccombere, se non si sarà evoluta e rafforzata moralmente tramite l’Impulso-Cristo. Tutto questo può essere superato, se, insieme ci compenetreremo nel modo giusto dell’Impulso-Cristo scaturito dall’evento del Golgotha e, dall’essere fedeli all’impulso di Michele – Cristo che nel nostro tempo c’ispira a sviluppare la “logica del cuore” (Michele non ispira più i pensieri del capo ma quelli del cuore) alfine di spiritualizzare poi i “pensieri del capo” in modo che Egli possa di nuovo amministrare l’Intelligenza cosmica affidatagli dagli Dei superiori, ma compenetrata ora, dalla coscienza umana cristianizzata. Nel primo libro intitolato “Le manifestazioni del karma” alla fine della prima conferenza, Rudolf Steiner contrariamente alla definizione che ne da la Scienza ufficiale, riassume la legge karmica così:

«Troviamo così la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote di nuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso. Troviamo ovunque nel mondo questa conformità karmica a determinate leggi, considerando il mondo come spirituale. Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, sui campi più diversi, che le varie correnti karmiche: karma personale, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano ad incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano proprio le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910, pag.32)».

Come si può leggere da queste poche righe, il tema sulla legge karmica è alquanto complesso e possiamo prendere coscienza quanto complicato siano i suoi nessi che sono in relazione non solo tra noi stessi uomini, ma vengono a incrociarsi con le forze del cosmo in cui viviamo e quindi, con gli stessi Dei del mondo spirituale superiore. Da ciò si può dedurre quanto facilmente possiamo incorrere a volte, nell’errore di lasciarci andare a dei facili giudizi superficiali karmici per ciò che ci accade o accade agli altri, sapendo che non esiste solo il karma personale soggettivo ma che la nostra anima interagisce con altre correnti o leggi karmiche del cosmo, della Terra, dell’umanità, del popolo e della famiglia cui apparteniamo. Questo vuol dire che i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre azioni negative, incidono karmicamente non solo come karma soggettivo su noi stessi, ma creano una causa karmica anche in tutti quegli ambiti cosmici e sociali sopra enunciati, facendo sì che diventiamo corresponsabili dei disastri, delle azioni malvagie e degli scontri sociali che accadono ogni giorno attorno a noi e di cui, possiamo prendere coscienza in modo particolare attraverso il piccolo schermo domestico della Tv di casa!

Nell’uomo normale attuale questa legge karmica agisce in modo incosciente quale impulso ispirato dal nostro Io superiore che dall’alto del mondo spirituale, ci guida verso quel destino doloroso che inesorabilmente incontriamo nel corso della nostra vita in un dato momento, in un certo luogo, laddove qualcuno o qualcosa, ci verrà incontro per riscuotere il debito karmico cui siamo debitori. Il mondo occidentale essendo per la maggior parte di concezione cattolica-cristiana, può non accogliere questa visione karmica rivelata dall’Antroposofia tramite la scienza dello spirito moderna, e può creare timore accompagnato da un contrasto interiore, in quelle anime con una mentalità ristretta o pregiudizievole che poco si adatta ai “tempi nuovi” in cui lo “spirito del tempo”9, vuol farsi strada nei cuori umani per risvegliare l’anima all’autocoscienza della sua originaria vita divina. Esse pertanto, possono chiudersi alla nuova rivelazione spirituale moderna con la conseguenza di restare indietro nell’evoluzione dello sviluppo dell’anima cosciente, rifugiandosi in quei dogmi antichi, ormai desueti di quando il decreto papale della Chiesa cattolica bollò di “eresia” la tricotomia di S. Paolo e l’insegnamento della reincarnazione (metempsicosi)10 durante i primi secoli del cristianesimo nascente e sostenuto invece, da Origene (184-253 d.C.), uno dei più grandi filosofi e teologi cristiani, vissuto nel terzo secolo d.C. che concepiva la reincarnazione come “Ensomatosi”, cioè diversamente da quella orientalista chiamata “metempsicosi” o, come più tardi venne grecizzata da alcuni filosofi greci come “metensomatosi”. I concetti su questa legge antica un po’ complessa, sfumano in significati alquanto diversi a secondo della corrente filosofica di appartenenza e soltanto oggi dopo la fine del periodo antico del kali yuga11 (1899) che, col rischiararsi della luce del nuovo Yuga (Dvapara Yuga) è stato possibile a Rudolf Steiner12 (1861-1925), uno dei più elevati iniziati chiaroveggenti cristiani e fondatore dell’Antroposofia, spiegare in modo appropriato secondo le facoltà intellettuali del pensiero moderno, il significato della “legge della reincarnazione e del karma” quale rivelazione del nuovo successore del Buddha Gotama, ossia il bodhisattva Maitreya13 (Paracleto) che dovrà salire in un prossimo futuro (verso la metà del sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia) 14 alla dignità di nuovo Buddha umano.  (1. continua)

Collegno 27 agosto 2018                                                     Antonio Coscia

Sopra: Michelangelo, la Pietà – Basilica di S. Pietro in Vaticano

Note Integrative

1    Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti e porta inoltre in sé, un concentrato imperfetto animico nei suoi arti corporei, di tutto quello che non ha perfezionato dovuto agli errori e imperfezioni morali come conseguenze dei pensieri, dei sentimenti e delle azioni malvagie commesse ai danni degli altri, ossia ciò che la Scienza antroposofica chiama «karma».  Il karma dunque è l’estratto delle azioni compiute dall’uomo nelle sue vite passate le quali sono indice di evoluzione e di condanna per quelle azioni scriteriate o sagge che compimmo nelle/a vita passate/a, le quali esigono il compenso o pareggio verso tutto ciò che abbiamo danneggiato sia nell’ambito naturale che in quello umano. Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama: «Il vero Io o Scintilla divina». Rudolf Steiner menziona pochissimo questa parte costitutiva umana. Egli ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione»,* dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io così:

«L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze [che l’uomo fa] del pensare, del sentire e del volere. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».

* Sulla via dell’Iniziazione (la soglia del mondo spirituale) – O.O. 12 – Ed. Antroposofica Milano.

2     Rudolf Steiner dice che nell’Epoca Lemurica mentre gli Spiriti della Forma (Elohim o Potestà), donavano all’uomo una loro parte di fuoco spirituale, ossia per meglio dire, una loro parte articolata inferiore che al principio dell’evoluzione terrestre era l’Io (poi essi avevano un secondo corpo quale Sé spirituale, un terzo lo Spirito Vitale, un quarto l’uomo Spirito, poi un quinto, un sesto e un infine un settimo arto costitutivo cosmico) il corpo astrale dell’uomo venne di conseguenza trasformandosi nell’uomo biblico che conosciamo col nome di Adamo. Contemporaneamente a questo loro gocciolamento dell’Io nel corpo astrale umano, s’insediarono degli Spiriti della Forma rimasti indietro durante l’antica evoluzione lunare (vedi la nota 15 dell’articolo II), i quali non potendo donare all’uomo il loro Io, perché non riuscirono a completare la loro perfezione nell’antico eone lunare, fecero gocciolare il loro corpo astrale non del tutto purificato nel corpo astrale dell’uomo. Cosicché il corpo astrale che era stato donato all’uomo dagli Spiriti del Movimento (Dynameis o Virtù) sull’antico stato evolutivo lunare (l’incarnazione passata della nostra Terra), si suddivise in una parte più alta dove gli Elohim o Spiriti della Forma fecero fluire l’Io superiore umano, e in una parte di astrale più basso, dove questi Spiriti della Forma ritardatari fecero fluire delle forze basse predisponendo così l’io inferiore all’indipendenza e all’egoismo, quale ancora oggi non vuole staccarsi dagli istinti, dalle brame e dalle passioni … ( Riv. Antroposofia, anno ottobre-dicembre 1986, pag. 156).

3      La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo pensato, sentito e voluto, nel mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale e per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva, e che comunque nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quella Immaginativa o quella Ispirativa. Il secondo aspetto è quello reale spirituale in cui è registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega: “Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [ gli iniziati veggenti ], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce “ –  conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112.

     La Scienza antroposofica spiega che la vera memoria akashica, è situata oltre il mondo devachanico, ossia oltre il mondo Celeste e della Ragione che va oltre le stelle fisse, ed è conosciuto nell’occidente come “mondo della Provvidenza”; è il mondo dove origina la “vita universale” i cui donatori sono gli Spiriti del Movimento (Dynameis), il cui corpo più basso è il “Principio Vitale o del Budhi” e che è situato prima del “Nirvana” così chiamato dai buddhisti.

4     La «Legge della reincarnazione» spiegata molto bene da Rudolf Steiner secondo la concezione moderna rosacruciana, è quella legge universale a cui sono sottomessi i quattro regni della natura, i quali percorrono una via evolutiva di perfezione o grado di sviluppo della coscienza a un piano superiore. Sia i minerali, sia le piante che gli animali sono sottomessi a questa legge universale, ma in modo particolare l’importanza di questa legge è attribuibile all’uomo, in quanto è portatore di una Individualità spirituale presente sul piano fisico cioè, l’io umano: mentre tutti gli altri regni hanno il loro «Io di specie» su dei piani spirituali superiori, da dove agiscono con le loro forze sulla Terra. Così abbiamo che il centro di forze o l’io di specie del minerale è nel mondo stellare, da dove agisce sulla Terra; l’io-specie delle piante invece, è presente nel mondo Planetario, mentre l’io-specie degli animali è presente nel mondo astrale. Quando un animale muore, è subito sostituito dall’io di gruppo con un altro animale che nasce quasi subito dall’anima di gruppo della stessa specie. Mentre al contrario, ogni io umano, è insostituibile in quanto egli è parte dell’individualità umana singola presente sulla Terra, la quale morendo, muore con essa la possibilità di fare l’esperienza terrestre. La morte di un singolo animale invece, non ha quasi importanza per l’io di gruppo della singola specie animale presente nel mondo astrale, è come se venisse tagliata l’unghia di un dito; l’individualità o Io di specie non ne risente affatto che sostituisce subito con un’altra sua parte animica astrale. La singola individualità umana spirituale invece, occorra che faccia una lunga evoluzione nel mondo spirituale attraverso il passaggio di tutti i pianeti inferiori e superiori del nostro sistema solare, impiegando circa 300-400 anni, prima che possa incarnarsi in un nuovo corpo che deve costruirsi nel mondo spirituale.

5   Il Doppio umano o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico invece, che agisce tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, si assomma a questi esseri dell’ostacolo cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:

«Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

6    Vedi la nota 18. di 2. Note Integrative

7    Vedi la nota 27. di 3. Note Integrative

8    Anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui, l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il «dio nell’uomo». Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive:

   «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, cosi come per [mezzo dell’anima inferiore], raggiunge una conoscenza del mondo esterno … Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua essenza …  Perciò l’io per potersi percepire, non può farlo quando si abbandona alle rappresentazioni esterne, ma solo quando lo fa attraverso la sua anima cosciente tramite una certa attività interiore». (pag.52-53.)

   Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire, allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa tramite cui possiamo, entrare in rapporto con le entità del mondo astrale e della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai).  Vedi anche la nota 8. di 1.Note Integrative

9      Gli Spiriti del Tempo sono anche chiamati dalla Scienza antroposofica Spiriti della Personalità o Archai, sono degli Spiriti che si occupano dello sviluppo di ogni civiltà nascente. Attualmente lo Spirito del Tempo che dirige la nostra civiltà è l’Arcangelo Michele assurto nel 1989 (in realtà già molto prima dopo l’evento del Golgotha) a Spirito del Tempo, il quale però è anche lo spirito reggitore del nostro periodo di cultura dell’anima cosciente, per la durata di circa 350- 400 anni. (Vedi anche la nota 11 di 2. Note Integrative e la nota 21 di 3. Note Integrative ).

10     La metempsicosi è un concetto orientale antico il quale crede che l’anima dopo la morte possa passare attraverso incarnazioni di animale e perfino vegetale. Ritroviamo questa concezione anche nella Bibbia del vecchio testamento in Daniele, dove egli interpreta il sogno del re Nabucodònosor che avendo offeso Dio, viene cacciato dal consesso umano e fatto passare attraverso la metamorfosi di animale e vegetale fino a quando pentito del suo peccato verso Dio, viene di nuovo reintegrato nel consesso umano regale, con un potere ancora più grande; Daniele 4,ss. Nella Grecia antica si credeva invece nella metensomatosi, ossia la trasmigrazione dell’anima esclusivamente in altri corpi umani, in contrasto poi con la concezione di Origene, teologo e filosofo greco cristiano vissuto nei primi secoli, il quale credeva alla preesistenza dell’anima il cui spirito s’incarnava di volta in volta in un corpo materiale che poteva essere più o meno elevato, a secondo della purificazione ed elevazione spirituale che conquistava in ogni vita attraverso esperienze morali.

11    Vedi la nota 5. di 1. Note Integrative

12   Vedi la nota 1. di 1. Note Integrative

13    Il Maitreya Buddha, è il nuovo Bodhisattva succeduto al Buddha Gautama che secondo alcune indicazioni concordanti sia della corrente orientale buddhista che di quella occidentale rosacrociana, s’incarnerà fra circa 5670 anni dopo il Buddha Gotama, o secondo l’esoterismo cristiano fra circa 2500 o 3000 anni dopo l’evento del Golgotha, cioè da quando il Cristo, il «Logos solare» dimora sulla Terra. Fra tremila anni Egli dovrà scendere sul piano fisico e incarnarsi completamente in un corpo umano preparato per lui, dimodoché possa percorrere quel grado umano chiamato da Rudolf Steiner “Buddha umano”, cui dovrà realizzare la “Dottrina” che ha ispirato alle diverse personalità bodhisattviche umane e realizzare la dignità di nuovo Buddha. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano, dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama e, userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire che nel sesto periodo postatlantico chiamato “Filadelfia”, ossia quello che succederà al nostro che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico della potenza del logos del Bodhisattva. Per meglio dire, la parola “magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado della coscienza morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che possano già da ora sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo.  È quindi della massima importanza che nel nostro periodo, una parte dell’umanità più progredita possa sviluppare in sé attraverso la fede verso un nuovo esoterismo cristiano moderno, un cammino spirituale onde riconoscersi tramite lo sviluppo della coscienza morale, di avere in sé un che di divino, da cui egli è sempre stato ispirato. Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale e che sperano appunto, che possa realizzarsi nell’ambito di tutte le comunità e movimenti spirituali, la formazione di quelle anime cui possono essere idonee ad accogliere la «Parola magica» del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che la Società Antroposofica universale possa prendere coscienza e in modo particolare nei gruppi locali, affinché l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale, in modo da essere utili e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente che deve realizzarsi entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Questo ha come scopo di preparare nello stesso tempo, delle anime più evolute in modo da poter accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, il dono dall’alto del mondo angelico ossia, il principio del Sé spirituale.  (Vedi anche la nota 4. di 1. Note Integrative ).

14   Il sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, si riferisce al prossimo sesto periodo di cultura che seguirà il nostro quinto periodo di civiltà o di cultura, il quale sarà un periodo in cui gli uomini che avranno sviluppato in modo giusto l’anima cosciente, come spiegato nella nota 8 precedente, accoglieranno dall’alto quale dono dello Spirito della nuova Pentecoste, un principio microcosmico del Sé spirituale, come preannuncio del principio superiore macrocosmico che svilupperemo nella prossima incarnazione cosmica Planetaria della Terra (ossia tutti i pianeti del nostro sistema solare) che la Scienza antroposofica chiama “Giove”. Il nome Giove non è riferito al nostro pianeta attuale, ma indica il punto dove la sfera terrestre astrale si espanderà in quel lontano futuro. (Vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative e la nota 25 di 3. Note Integrative).